Roberto Cotroneo, il giornalismo senza censure
Dillinger incontra Roberto Cotroneo, nato ad Alessandria nel ‘61, scrittore, giornalista e Direttore della Scuola Internazionale di Giornalismo della Luiss (oltre che dottore in Filosofia e pianista).
Roberto Cotroneo ha pubblicato: Se una mattina d’estate un bambino, Presto con fuoco, Otranto, L’età perfetta, Per un attimo immenso ho dimenticato il mio nome, Chiedimi chi erano i Beatles, Questo amore, Manuale di scrittura creativa, Il vento dell’odio, Eco – Due o tre cose che so di lui.
Come giornalista ha scritto per l’Espresso, il Sole 24 Ore, l’Unità e Panorama, tra gli altri.
Dillinger lo ringrazia di cuore per il tempo che ci ha dedicato, questa e tutte le volte che gli abbiamo chiesto suggerimenti per il nostro progetto.
Grazie Roberto.
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ma nessuno lo ha trovato un po’ trombone? voglio dire pieno di certezze e riferimenti culturali da tirare fuori al momento giusto. e gli intervistatori, scusate, un po’ troppo intimoriti, Cotroneo mi ricorda certi professori dell’Università, che ascoltavano solo la domanda e neanche vedevano chi gliela faceva. spara sentenze e semplifica tutto con un giudizio, niente offesa ma preferisco leggere i suoi libri che ascoltarlo.
Secondo me un’informazione potrà essere vera o falsa, ma non sarà mai riportata in modo “oggettivo”. L’oggettività è un falso ideologico.
Grande Roberto
“Se devo insegnare ad una persona a saper vedere le cose, non gli dò degli occhiali più forti o un binocolo, gli spiego dove deve guardare”…Interessante…
Complimenti a Cotroneo e agli intervistatori
bella bella bella,bravissimi ragazzi.
Intervista lunga, densa, ma mai noiosa… Un quadro a tinte fosche dell’Italia, condivisibile, ma non deprimente.
E’bene essere consapevoli di ciò che sia il Paese oggi, ma non trarne giustificazioni o motivi di scoramento. Chi sa e ha voglia di fare ha ancora possibilità di esprimersi e capacità per incidere…E Dillinger ne è la prova.
maria mi hai anticipato…
Bella intervista, allora ci sono persone che meritano di essere ascoltate in Italia?
Grazie.
“Per essere giornalisti bisogna imparare a capire il mondo…”.
Intervista davvero interessante…
Un grazie vero a Roberto, che di scontato non ha mai nulla, visto che l’intelligenza non lo è mai, scontata.
Concordo pienamente sul fatto che il vuoto culturale è ormai un fatto bipartisan, che un giornalista non dovrebbe essere affiliato a un partito, che oggi siamo più vicini alla tunisia che all’europa, etc…
Intervista acuta ed interessante, nonostante si parli delle falle delle nuove generazione e non delle sue possibilità. Mi riferisco alle nuove tecnologie, strumenti sia creativi che comunicativi. Fantascienza per i nostri padri, realtà per noi. E penso a me stesso: Gli strumenti per comunicare di mio padre andavano poco oltre la cabina della S.i.p a gettone, io affitto case short let intrattenendo relazioni nei cinque continenti, sdraiato su un prato di margherite. Cosa pensa, gentile Roberto, rispetto a questo lato della medaglia? Come dice lei, siamo sì più vicini alla Tunisia, ma anche al resto del pianeta!
Complimenti per l’intervista, un pò meno a Cotroneo, l’ho trovato un pò scontato e banale onestamente, anche se ha detto alcune cose condivisibili…
le interviste sono sempre più interessanti, merito di ale e delle vostre domande, cotroneo è un pensatore libero, merce rara di questi igorni
la prima considerazione che viene da fare riguarda la mancanza dei maestri: i maestri che mancano sono quelli della sua generazione, quelli che dice essere intellettuali che all’epoca non erano marginali in europa e il non aver saputo essere maestri della generazione successiva è forse il prodotto di una mentalità di pensatori che ha pensato molto più al proprio futuro che al futuro di una certa cultura di un certo metodo.
La seconda riguarda l’informazione di parte. La questione credo sia legata alla prima: quali e soprattutto quanti maestri hanno insegnato ai propri allievi, come giustamente ha detto cotroneo, cosa saper guardare? in pochi e cotroneo è uno di quelli. in italia l’asse della cultura è spostato verso la logica della subalternità funzionale ed è una cosa che crea continui e pericolosi scontri di verità.
Essere dei buoni maestri non è facile e magari ce ne fossero con la schiettezza, la visione e la velocità di pensiero che ha Cotroneo.
complimenti agli intervistatori per domande!!!
Che bella intervista! Spunti davvero molteplici di riflessione. Mi piacerebbe leggere qualche post su Dillinger di Roberto Cotroneo!
La cosa che mi ha più colpita? “Siamo vittime delle ideologie” Niente di più vero!
Bellissima intervista!
Grandi ragazzi, soprattutto grazie a Roberto Cotroneo.
Grazie per quest’analisi così lucida e completa su questa nostra Italia che sempre più sembra regredire invece di andare avanti. In questi 10 minuti molti i punti su cui riflettere, molti spunti su cui lavorare per avere un domani un’Italia migliore. Cominciamo?
Se è vero che dietro ogni romanzo c’è un grande personaggio, e per un grande sito web serve un nome, forse con Dillinger.it abbiamo combinato entrambi, un personaggio forte con il nome d’impatto che porta con sè. Grazie ancora.