A proposito di ghetti: i canili lager, un motivo in più per vergognarsi di essere Italiani

febbraio 1, 2010 in Denunce, Dossier, Dossier Ghetti da Federica Maria Mauro

GD Star Rating
loading...

canili lager campagnaParlando di ghetti,di apartheid moderna e di tolleranza, quella tolleranza che ha tutto il sapore di “sei diverso, io sono migliore di te per cui ti sopporto, basta che non mi stai vicino e resti al tuo posto”, ci siamo dimenticati di parlare dei canili, molto spesso veri e propri campi di concentramento per milioni di cani e gatti.
Io però non me ne sono dimenticata, non me ne dimentico mai, anzi ci penso ogni giorno della mia vita: quando mi sprono a studiare pensando che forse un giorno sto straccetto di Laurea in Giurisprudenza mi darà la possibilità di aiutare quei cani e quei gatti e soprattutto, la possibilità di spedire a calci in culo in galera un bel pò di animal abusers.
Per questo motivo, mi è sembrato importante parlarvi un pò dell’attuale situazione dei nostri canili. In primis: lo sapevate che l’amministrazione dei canili d’Italia rappresenta un vero e proprio business su cui fanno la cresta migliaia di delinquenti? Mi spiego meglio
Con una legge del 1991 si decide che i cani e i gatti randagi non devono più essere soppressi ma devono trovare un posto accogliente e autorizzato dall’ usl del territorio ed essere sottoposti a sterilizzazione e  a visite veterinarie periodiche.
Non è difficile immaginarsi che questo avviene una volta su 200, vero? Infatti, come sempre, si parte con le buone intenzioni e si finisce in intrighi mafiosi che arricchisono le tasche di qualche approfitattore senza scrupoli.
Infatti 20 anni dopo la legge sul randagismo ci troviamo con 500 canili PRIVATI che grazie a convenzioni comunali, hanno il permesso di tenere in gabbia circa 250.000 cani. Il business totale dei canili PRIVATi è stimato a circa 500 MILIONI di euro l’anno. Vi chiederete: ma da dove arrivano sti cavoli di soldi? La risposta è presto data:
Il titolare di un canile guadagna dai 30 ai 50 euro per ogni cane accalappiato e la stessa somma la incassa per ogni cadavere incenerito.

Secondo un’indagine condotta da “La Stampa” ci sono canili in cui ogni anno muore la metà dei cani che viene immediatamente rimpiazzata da cuccioli ( che come potete ben immaginare sono frutto dei cani non sterilizzati che poi in maniera molto sospetta muoiono). Fatti i conti, in un solo colpo il titolare del canile guadagna 100 euro: per il genitore del cane morto e per il nuovo cucciolo ingabbiato. Uno schifo, penserete. No. Lo schifo è che questi animali nella migliore delle ipotesi sono rinchiusi per terzine in ogni cella che ha la capienza di contenerne uno solo e di taglia media. E per ogni cane che si ferisce (una costante quasi, quando nelle stesse gabbie vengono messi due maschi adulti) il titolare fa la cresta sulle spese veterinarie. E allora via con i cocci di vetro nelle gabbie così i cani zoppi danno la possibilità di chiamare di nuovo il veterinario e di fare un nuovo incasso!

L’anno scorso in un canile di Taranto, un’ispezione ha rilevato che il 45% dei cani aveva infezioni, un numero sconsiderato era affetto da tumori e le reti divisorie erano sconnesse o acuminate. Il magazzino del cibo era infestato dai topi e un buco era stato scavato nella terra, dove giacevano più di 100 carcasse.

Manco a dirlo, la situazione al Sud è persino peggiore di quella riportata: cani che non escono mai dalle gabbie, sono rinchiusi a decine, mangiano a giorni alterni e vivono circondati dai loro escrementi.

Mi vergogno di essere Italiana, tanto tanto. La nostra situazione è quasi pari a quella della Romania e dell’ Ungheria dove i cani vengono uccisi per strada, così, per divertimento (noi invece abbiamo un ragazzino che ha lanciato un cucciolo da un ponte, sempre per divertimento).

La rabbia a volte ha il sopravvento e penso che se fossi armata farei una strage. A volte invece mi sento triste, per quelle povere bestie che di colpe non ne hanno, ma soprattutto per quelle persone: quanta amarezza deve esserci in loro per fare cose del genere?

Poi però c’è sempre la speranza, che sento viva quando il mio ragazzo rinuncia ad un cucciolo di  Shnauzer ,figlio di campione di bellezza e adotta due meticci di 11 anni non vedenti al canile della Garbatella.

fonti: lastampa.it

GD Star Rating
loading...
Condividi questo articolo:
  • Print this article!
  • Facebook
  • E-mail this story to a friend!
  • TwitThis
Processing your request, Please wait....