Ecco un utile consiglio contro la solitudine: se vi sentite soli prendete un treno, possibilmente di merda e di notte, che non si può nemmeno guardare fuori dai finestrini, che a parte il buio padano non c’è nulla, ecco, e addormentatevi. Pochi secondi e vi chiamerà il compagno di banco delle scuole elementari. Garantito. Ma SOLO se vi addormentate.
Mentre il treno va, tu pensi. Pensi ai giorni appena trascorsi, alle cene, ai cocktail, alle braccia, alle mani, ai sorrisi e agli sguardi, nonché alla Sagra del Cinghiale (mmmhh cinghiale, ecco che lo stomaco brontola di nuovo). Come sempre avviene, dopo aver pensato al cibo, hai pensato che dovresti fare una dieta. Esistono numerosissime diete nel corso dell’anno, la maggior parte mai intraprese e comunque nessuna portata a compimento. Questo è il periodo della dieta pre-natalizia, che non è volta all’eliminazione dell’adipe in essere, ma è una sorta di guerra preventiva all’adipe che SAI che assumerai durante i pasti festivi – che se fossero dei film sarebbero kolossal da 15 nomination all’Oscar.
Sarà stato per questi molteplici problemi, ma la scorsa notte proprio non ti riusciva d’assopirti.
E, per contro, stamattina proprio non ti riusciva d’alzarti. Alle nove meno qualche nanosecondo hai realizzato che non ti era concesso perseverare nel letargo, ti sei pachidermicamente sollevata dal letto, ti sei lavata i denti, mentre ti infilavi gli stivali, mentre ti pettinavi, mentre prendevi la borsa e ti sei fiondata fuori di casa con una Camel Light 100′s già puntata in bocca, con aria minacciosa, contro la giornata.
Una volta all’esterno, però, hai visto che c’era il sole. Sorpresa delle sorprese. Meraviglia delle meraviglie.
Il sole a Milano.
Arrivi in ufficio trafelata e rigorosamente struccata, in piena sindrome io-odio-rientrare-a-lavoro. Trascorri la mattinata a sfogliare i quotidiani dei giorni passati, che stai facendo un’indagine per un cliente, e non puoi fare a meno di chiederti: ma possibile che la povera Brenda Marrazzo, dal paradiso dei trensessuali, debba vedersi ritratta su paginate infinite con fotografie quanto meno improbabili? Ma qualche foto che le renda giustizia, che la ritragga femminile e non come un canotto siliconato con espressioni basite, si può trovare? Il tutto passando per i 2 milioni di disoccupati, record che non si toccava dal 2004, il processo di Torino che lega Dell’Utri alla Mafia (notiziona, quasi ci scrivo un comunicato stampa) e gli Oh Bej Oh Bej di Milano, davanti al Castello, “blindati”. Due poliziotti per banchetto. Noi ci teniamo, in Italia, alla sicurezza.
In tutto questo, il tuo boss - dopo il ponte vacanziero in qualche remota città dell’Europa dell’Est la cui bellezza è stata riassunta nell’espressione “non ho visto nemmeno un barbone” – è nel più totale delirio (come ama auto-definirsi). Come sempre, continui a chiederti che cazzo faccia per essere così in ansia, a parte avere l’ansia di mettere l’ansia al prossimo, per vivere tutti in un costante stato d’ansia.
Quest’oggi il boss ha l’insormontabile problema dei biglietti d’auguri natalizi da parte dell’agenzia.
Lei vive fronteggiando queste urgenze improrogabili, Crisis Management allo stato puro. Che l’agenzia lavora di immagine, si capisce, quindi, chiaro, il biglietto di auguri natalizi è fondamentale. E gli indirizzi bisogna scriverli a mano con penna dorata, sulla busta, che è più fashion, secondo lei, facciamo un test, chi ha la grafia più bella. Tu sei incredula. Non può essere vero, non può perdere tempo in questo, dopo averti fissato centoundicimila DEADLINE(che tecnicamente significa “linea della morte” e ne deduci che l’aziendalese si fonda sul principio del terrorismo di matrice professionale) nel tredicimillesimo PROGRESS della meta-storia del tuo fanta-stage.
Ma cosa fa? La Melevisione? Ma cosa è? Una guerrigliera di Art Attack?
Perché non lo capisce che il miglior augurio sarebbe stato farci passare le feste con le nostre famiglie, invece che farci ripartire il giorno dopo S.Stefano per venire qui in ufficio a finire le rassegne?
Perché non lo capisce che la comunicazione interna non è un biglietto d’auguri ma il rispetto delle esigenze umane come trascorrere del tempo con i propri affetti?
Poi, d’un tratto, appena emerge dal suo più totale delirio se ne accorge, persino il boss, il ché vuol dire che la situazione è veramente drammatica: siamo al buio! Lavoriamo al buio, di questo passo tra un mese dovranno comprarci le tastiere brail. E allora il tuo animo, la piccola sacra corona unita che c’è in té, la picciotta, la camorrista, si rivoltano tutte, all’unisono, sviluppando fantasie sindacaliste a base di ricatto, della serie: “Devo prenotarmi una visita oculistica ed imputare a voi il peggioramento della mia vista per poter lavorare con la luce?” (da leggersi con fare da acido cloridrico) – “Devo richiedere un’ispezione igienica per dimostrare che non si può lavorare in 20 con un cesso rotto da 2 mesi?” (tripudio di petulanza) and so on.
Ti calmi. Sei una schiva.
Tu non sei niente. Tu non sei nessuno.
Tu non hai diritto di parola.
Guardi le unghie. Devi cambiarti lo smalto.
Squilla il telefono. E’ tuo padre, ti chiede di domani, la celebre consegna dei diplomi del master, a reti unificate in mondovisione.
Tu sei una terrona emotivamente viziata e figlia unica, indi per cui i tuoi genitori si sarebbero imbarcati in una traversata verticale del Bel Paese per venire a vedere il mistico ricevimento, supremo compimento, apice del tuo percorso formativo.
Dissuadi il genitore. Gli spieghi che sarà una cosa informale (e che non pensi ci sarebbe alcun genitore all’infuori dei tuoi). Gli dici che non sarà nulla di ché, che vi regaleranno un foglio A4 con su scritto col pennarello:
“Io ho fatto il Mastér – alla napoletana – Io ho regalato 13.000 euro e non posso nemmeno lamentarmi di essere disoccupato. Io sono uno STAGIAIRE”
(che fa anche rima con mastér alla napoletana).
Sul tram, di ritorno, fai uno squillo a Bertolaso. Tu sei una stagiaire e soldi non ne hai, quindi fai gli squilli e ti fai richiamare. Bertolaso ti richiama e gli chiedi se stasera, a parte l’acetone e i demak-up, può portarti anche una confezione di tortelli ricotta e spinaci sfogliagrezza di Giovanni Rana, che dev’essere immortale Giovanni Rana, visto che è vecchio da quando tu eri piccola.
Andreotti è un altro discorso.
Andreotti è un alieno. Sorrentino avrebbe dovuto aggiungere questa rivelazione nei titoli di coda.








![La creatività è la fragranza della libertà dell’individuo. [Definizione di Outsider d'autore]](http://i0.wp.com/www.dillinger.it/wp-content/uploads/creatività2.jpg?resize=297%2C300&w=260)

