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Come Investire in Borsa | Trading Online

di - 19 ottobre 2009

Come funziona la borsa | Trading di azioni

Spero che questo articolo dia un input per inaugurare una ricca sezione sulla borsa e dintorni, per imparare e condividere le esperienze di noi appassionati. Un’ introduzione su come investire in borsa, per fare soldi e per guadagnare con semplici ma efficaci regole. Di seguito i link indispensabili per il trader alle prime armi. In oltre potete consultare i nostri post sul Forex Trading.

Anche con soli 100 €, con i nostri consigli, potrai provare l’emozione della borsa. Con attenzione e disciplina moltiplicherai i tuoi Profitti. Abbiamo tantissimi strumenti per capire cos’è il valore, come crearlo e come avvantaggiarsene. Allora, ecco come guadagnare in borsa. La borsa non è una cosa losca, non ha nulla di diabolico, non è un gioco e tantomeno è qualcosa di incomprensibile. Leggere, informarsi, capire nuovi meccanismi ed essere curiosi è necessario per capire meglio dove c’è innovazione, dove c’è cambiamento, dove ci sarà crescita.

Con un capitale minimo quello che dovete fare è analizzare i cosiddetti ‘Penny stocks’, ovvero azioni, generalmente con un fattore beta elevato (ad una variazione del mercato il titolo risponderà con una variazione più che proporzionale) ed un valore per share (per azione) inferiore al $/€. Potete esplorare Google Finance ed andare alla ricerca di titoli che hanno una buona percentuale di dividendo rispetto al prezzo e al contempo un prezzo per azione inferiore al dollaro, cosicché con soli 100 € potrete comprare un succulento pacchetto da 150 azioni e inaugurare il vostro portafoglio. Qualche consiglio – : date un’occhiata a Sirius satellite (SIRI)  e Spectrum Pharmaceutical; il primo è passato in pochissi i mesi da 0,05 $ (2,5 euro cent!) a 1,60 $; il che vuol dire che se aveste investito in questo titolo i vostri 100 € ora avreste capitalizzato oltre 3000,00 $!!!!
Non male, no?

Links fondamentali per l’online trading sui mercati finanziari

..Google Finance:
..Strumento free per la gestione di un portfolio virtuale.
..Wall Street Journal:
..Giornale finanziario più autorevole

Investire in borsa è semplice, bisogna tenere a mente pochissimi principi cardine:

  1. Ciò che conta sono le prospettive di lungo periodo.
  2. Identificare la propria attitudine al rischio
  3. Accontentarsi dei risultati maturati allontanando l’avidità
  4. Mantenere un atteggiamento razionale e freddo rifugiando da operazioni frutto di panico o euforia.

Esistono fondamentalmente 3 tipi di comportamento o di approcci:

1. Value investing, è il metodo di Benjamin Grahm ed è basato sul valore intrinseco e presente dell’azienda. Applicando questo metodo si dovranno individuare e comprare le azioni delle società che il mercato sottovaluta cioè quando il prodotto tra il costo dell’azione e numero delle azioni stesse (capitalizzazione) è inferiore al suo patrimonio.

2. Growth investing, è il metodo di Philip Arthur Fisher ed è basato sul valore potenziale, sulla crescita dell’azienda, del settore merceologico e del mercato di riferimento. L’obiettivo è quindi acquistare le azioni della società che, per la sua posizione geografica, per il settore merceologico in cui opera o per altri fattori, possiede un notevole valore potenziale tale da far ritenere una inevitabile crescita futura che ovviamente si ripercuoterà sulla capitalizzazione.

3. Financial speculation, è tutto ciò che non rientra nelle categorie precedenti. Prende molto spesso la forma dello scalping, ovvero dell’attività di compra-vendita azionaria in ridottissimi lassi di tempo e che proprio per queste caratteristiche non tiene conto degli obiettivi di lungo periodo e dei fondamentali (patrimonio, utile, ricavi, indebitamento…) della società sulla quale si opera. Si parla in questo caso di speculazioni irrazionali.

Warren Buffett, il più grande investitore e l’uomo più ricco del mondo, dice che un buon investimento è composto per l’85% Graham e il 15% Fisher.

Definito qualche principio ciò di cui ora ci si deve munire è un computer e un conto corrente con la possibilità di deposito titoli. Non bisogna avere fretta e non  fermarsi alla prima banca che si incontra. Per operare in borsa le maggiori spese sono quelle per la gestione e il deposito dei titoli, poi ci sono le commissione che la banca trattiene ad ogni transazione, poi le tasse e le imposte. Queste ultime si pagano ovunque in egual misura, per il resto si riesce a risparmiare agevolmente. Il deposito titoli costa mediamente 60 euro/anno per le transazioni su mercato italiano, e 120 euro/anno per quelle su estero. Se trovate un conto che non vi fa pagare queste spese avete vinto, vi resteranno da pagare solo le commissioni che generalmente sono tra 0,18% e lo 0,25% e le tasse che in Italia sono del 12,50% sul capital gain.

Stipulato il contratto la banca vi fornirà l’IBAN e codici di accesso per l’on line trading. A questo punto potete già fare il vostro primo investimento ma dovete scegliere lo strumento finanziario sul quale investire e questo dipende dal grado di rischio che siete disposti a correre:

1. Azioni. Sono lo strumento finanziario maggiormente volatile e quindi rischioso. Non garantiscono al tipo rendimento. Le società che producono utile pagano il dividendo ai propri azionisti e la sua percentuale d’incidenza rispetto al prezzo di mercato dell’azione è uno degli elementi che indirizza la scelta su un titolo piuttosto che su un altro.

2. Obbligazioni. E’ uno strumento meno rischioso dell’azione perché garantisce una percentuale di rendimento ad una data. E’ un prestito che l’investitore fa all’emittente (società e stato) a fronte di una percentuale di rendimento periodico. L’unico rischio è l’insolvenza dell’emittente (caso Parmalat e Argentina): maggiore è la percentuale che l’emittente è disposta a pagare maggiore è il rischio insolvenza e viceversa. Oltre al rendimento garantito l’obbligazione può comportarsi come un’azione nel senso che può essere venduta o comprata secondo le regole classiche della domanda e dell’offerta che regolano il mercato azionario

3. ETF. Exchange Traded Fund è uno strumento che ha la stessa volatilità delle azioni. E’ il metodo più semplice per investire in mercati lontani o dove, per cause economico-fiscali, è difficile investire. L’investitore acquista un titolo che investe in un settore merceologico o geografico trasportando la variazione percentuale sul titolo dell’investitore. E’ un esempio ETF BRIC, fondo che investe e riproduce l’andamento della capitalizzazione di tutte le società quotate in Brasile, Russia, India, Cina.

4. ETC. Exchange Traded Commodities è uno strumento della stessa famiglia degli ETFs. Il principio di investimento è lo stesso, l’unica differenza è che l’investimento fa riferimento a materie prime. Un esempio è l’ETC Gold che investe e riflette le variazioni del prezzo dell’oro

Comprese le differenze tra questi strumenti che non esauriscono l’elenco degli strumenti si può cominciare a investire

Buona fortuna!

Pubblicato da

  1. Peccato che nel nostro sistema vengano iniettate notizie di dubbia attendibilità ai fini di fare apprezzare o deprezzare un titolo in un particolare momento! Peccato davvero, perchè davvero si bruciano soldi quotidianamente grazie a questa prassi molto diffusa nell’Italietta della finanza. Altrimenti farei il trader di professione.
    Bell’articolo. Spero di essere in grado di dargli un seguito (e di riappassonarmi all’argomento, soprattutto, visto che con le leve ormai bastano piccolissimi capitali per operare).

  2. Pietro Maria Sabella ( 19 ottobre 2009 alle 10:30)

    Prenderò buoni spunti dai tuoi consigli.
    Bell’articolo.

  3. Andrea Gagliano ( 19 ottobre 2009 alle 11:05)

    Chiaro, semplice, stimolante. Buon articolo..

  4. daniele urciuolo ( 19 ottobre 2009 alle 11:20)

    fantastico!!!
    voglio giocare in borsa con te, antonio!!!
    Dai lascia stare quel crucco del tuo socio e “smanettiamo” insieme a Wall street!!!

  5. Molto, molto interessante..
    devo assolutamente provare, grazie Antonio!

  6. Alessandra Magnaghi ( 19 ottobre 2009 alle 14:04)

    Bell’articolo, pieno d’informazioni utili per portare vicino ciò che è lontano…

  7. Bell’articolo Antonio! Dovresti prendere in considerazione l’idea di fare una guida su Dillinger, semplice ed immediata come quest’articolo, su come investire in borsa!

  8. Andrea Bartoccini ( 20 ottobre 2009 alle 13:23)

    Aggiungo qualche suggerimento basato sulla mia esperienza professionale da “trader dilettante”..

    – Evitare di seguire le cosiddette “analisi tecniche” sui titoli o sugli indici; alla fine valgono poco più di un oroscopo, secondo la mia esperienza
    – Cercare di “seguire il mercato” invece di anticiparlo; al di la della valutazione oggettiva di un azienda o settore, il mercato segure molto il “sentiment” ed è importante seguire l’onda
    – Usare l’approccio “casinò”…quando si ottiene un gain disgnitoso su un titolo, “portarlo a casa” ed eventualmente rientrare dopo. Il detto “prima vendi e poi ti penti” è banale ma saggio…
    – Se si vuole rischiare, provare a sfruttare la “leva”, una specie di prestito che alcune banche offrono per poter moltiplicare il capitale, utile in momenti come questi quando il mercato è molto volatile
    – Ricordarsi sempre che in borsa si puù guadagnare anche quando il mercato scende, ad esempio andando “short su un titolo”, ossia “vendendolo allo scoperto” e scommettendo che il titolo scenderà per poi comprarlo quando è più basso

    Il mercato ora viene da una fase di fortissima crescita dopo un crollo impressionante…per semplificare diciamo che siamo passati da 100 a 30 (anche 10 per alcui titoli…) ed ora siamo quasi a 50.
    Il “sentiment” del mercato sembra ancora positivo, nonostante la forte risalita attuale, contando sulla ripresa…ma state sempre all’erta, e ricordate che c’è sempre chi è pronto a speculare su crolli improvvisi del mercato..

    In bocca al lupo!

  9. bravo complimenti
    ottimo articolo

  10. Antonio De Gregoris ( 20 ottobre 2009 alle 21:59)

    “Evitare di seguire le cosiddette “analisi tecniche” sui titoli o sugli indici; alla fine valgono poco più di un oroscopo, secondo la mia esperienza”
    condvido parzialmente, delle analisi bisogna guardare i numeri e valutare le parole!! i conflitti d’interessi delle società di rating e/o banca d’affari sono una costante ineliminabile!!

    “Cercare di “seguire il mercato” invece di anticiparlo; al di la della valutazione oggettiva di un azienda o settore, il mercato segure molto il “sentiment” ed è importante seguire l’onda”

    non condivido. o meglio, non condivido se devi fare investimenti perchè potenzialmente si arriva a valore massimo raggiunto. Nel caso si voglia fare trandig feroce puntando sul breve ci può stare ma a quel punto cambiano punti di riferimento e dati da osservare.

    io preferisco fare investimento di lungo periodo scommettendo sulla crescita de mercato di riferimento, della quota della società di esso, dell’aumento dei ricavi e del contestuale sebbene eventuale aumento dell’utile.

    sul resto tutto sommato condivido

  11. Andrea Bartoccini ( 21 ottobre 2009 alle 09:16)

    Antonio, solo un piccolo chiarimento.
    Per “analisi tecnica” mi riferivo all’analisi “grafica” dei titoli intorno alla quale è nata una “scienza” con ben pochi fondamenti IMHO
    http://www.vincereinborsa.com/il-sistema.html
    Ovviamente l’”analisi dei fondamentali” e del “gossip” intorno ai titoli è invece fondamentale, come dici te.
    Un saluto
    A.

  12. Antonio De Gregoris ( 21 ottobre 2009 alle 15:17)

    si in quel senso condivido

  13. maria ginevra ( 27 ottobre 2009 alle 13:20)

    L’articolo spiega molto bene come investire. sei stato molto chiaro.
    Tuttavia ritengo che l’investimento in borsa senza un disegno etico dietro, possa essere anche controproducente: soddisfa il benessere individuale senza un vero vantaggio per la collettivita’. la coincidenza fra il perseguimento dell’interesse individuale ed il bene comune non funziona, e non perche’ Adam Smith non avesse ragione, ma perche’ nessuno agisce secondo le categorie che Smith aveva teorizzato (aveva una prospettiva di lungo periodo, aveva le categorie dell’empirismo e del progresso fisiologico -storicismo/commonwealth-law). Ecco che allora a monte della tua spiegazione dovremmo analizzare la via degli investimenti GIUSTI, magari creandola, magari iniziando una ricerca proprio su quello, andando a rilevare le falle. Ti propongo quindi, Antonio, di studiare con me una possibilita’ di investimento che non perpetui e incentivi la forbice e il distacco fra nord e sud del mondo; vogliamo coinvolgere, non escludere.

    pensa alle industrie farmaceutiche del terzo mondo.

  14. Antonio De Gregoris ( 29 ottobre 2009 alle 13:36)

    Si ginevra la questione etica è di particolare importanza.
    il senso dell’articolo è quello di rispondere a chi pensa che il proprio futuro lo si costruisce in ricevitoria. investire in borsa è sicuramente una soluzione migliore, un training per comprendere meglio il mondo come gira e come migliorarlo.

    detto questo, in economia tutto ciò che non è vietato è libero. Qui entra la scelta e quindi l’etica, la condotta che la indirizza. Hai ragione quando dici che serve un etica. dobbiamo essere coscienti che l’acquisto di determinati strumenti legati a società o a commodities provoca effetti reali. la borsa è tutt’altro che virtuale. Speculare su etc legati a cereali, riso, mais e tutti gli altri generi che hanno naturalmente un’altera funzione provoca effett ia volte devastanti in tuto il mondo.
    l’aumento di un solo dollaro del costo del riso o dei cereali sulla borsa di chicago costringe milioni di persone a non poterseli più permettere. ecco questo non è etico.
    in sostanza se un bene ha una doppia funzione il prezzo che si riferisce a una delle due si sposta verso il prezzo più alto. elementare.

    quindi si scelte ponderate sono auspicabili.

  15. Antonio hai visto la puntata di Ballarò dello scorso martedì? parlava proprio di questo, con un servizio dallo stesso titolo..dillinger in anticipo come sempre :)

  16. no non l’avevo visto ma sono notizie note che conoscono praticamente tutti quelli che sono anche semplici appassionati di borsa come me!!
    questo fa capire quanto sia facile individuare il problema e quindi approntare una soluzione che, per quanto mi riguarda, deve essere di una tassazione altissima per tutti i beni che soddisfano bisogni primari, una soluzione che però funzionerebbe solo se condivisa da tutti i mercati finanziari. se per esempio si aumentassero le tasse in america i mercati di accesso rimarrebero l’europa e l’asia. di fatto non cambierebbe nulla. con la telematica posso investire in cina come a milano con gli stessi costi, il denaro si muove quindi molto molto più velocemente!

  17. maria.pellegrino ( 5 dicembre 2009 alle 02:42)

    sei proprio un esperto… grazie per i preziosi consigli…;)

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