Come l’elettronica ha stravolto la musica
marzo 17, 2010 in Cultura, Digital, Musica da Andrea Ferraresi
loading...
A volte se parliamo di musica elettronica i nostri amici di animo rock sono soliti rispondere “Ma che è sta m****”; questo succede perché di solito questo termine viene associato a delle produzioni di dubbio gusto che vengono messe nel grande calderone della musica commerciale.
Quando il nostro amico, che chiameremo Mario, risponde in questo modo (di solito dicono la frase “Sono abituato bene”) bisognerebbe fargli notare che gli strumenti che tanto ama e che considera “Vintage” probabilmente non sarebbero mai esistiti senza l’apporto dell’elettronica. Quando negli anni ‘20 un tale di nome Loar progettista della Gibson, ha cominciato a pensare a come costruire un’amplificazione sfruttando le vibrazioni in prossimità delle corde, di certo non schifava il concetto di utilizzare strumenti hi-tec per la produzione di musica. Infatti nel ‘35 la Gibson ha cominciato a produrre le prime chitarre elettriche, le prime avevano la cassa di risonanza (il classico buco nel centro) ma questi gioiellini avevano un problema abbastanza fastidioso: fischiavano come locomotive! Questo accadeva perché il suono amplificato entrava in risonanza con quello emesso dalla cassa (la stessa cosa che succede quando avvicinate il microfono alle casse), generando quello che in ambito tecnico viene chiamato effetto larsen.
Ora Mario sarà costretto a rivedere i suoi discorsi puristi, soprattutto quando gli farete notare che i ben noti Pink Floyd utilizzavano massicciamente i sintetizzatori e credevano molto nell’uso di strumentazione tecnica ed elettronica.
Ma queste erano soltanto divagazioni, Mario, parliamo d’altro. La possibilità di campionare pezzi di altre persone non vuol dire necessariamente copiare, si possono utilizzare i campioni e stravolgerli completamente fino a creare qualcosa di completamente nuovo ed innovativo ispirandosi solo a dei suoni particolari… Pensaci bene, non è forse quello che fai anche te con la tua chitarra? Non ti ispiri ai tuoi bigs e cerchi di copiarne gli assoli?
Quanti di quelli che consideri artisti si sono autocostruiti gli strumenti, Mario? Beh io potrei citarti non so, Aphex Twin, sai lui si è scritto un software ed un algoritmo per generare automaticamente i beat e le melodie… Sai che alcuni miei amici sono riusciti a far suonare Emiglio Il Meglio? Altri utilizzano il Gameboy e il Nintendo DS per suonare modificandoli sia a livello software che a livello hardware. E sai qual è la cosa bella? E’ che almeno un paio di loro hanno fatto il conservatorio, eppure invece della tromba e del piano utilizzano il kaoss pad e delle tastiere per controllare i midi.
Capisco quando mi dici che un sacco di musica elettronica fa schifo e se vuoi ti spiego anche il perché: il motivo è semplice, rimediare una copia craccata di logic pro e fare una spesa di 200 euro di strumenti da attaccare al tuo pc non è sicuramente costoso quanto una Stratocaster, di conseguenza tutti possono fare musica elettronica, ma tu sai meglio di me che non tutti sono musicisti, sono convinto che sia il mercato a spingere solo il peggio, ma questo succede in tutti i generi non credi?
Inoltre è innegabile che grazie ad internet ora è possibile distribuire la propria musica in maniera indipendente e gratuita senza stare a pensare al music business, come fanno etichette discografiche tipo l’upitup records.
Poi siamo ancora qui a dire che per suonare uno strumento ci vogliono anni di studio, ma hai mai provato ad usare un software per fare musica professionale? O capire come funziona il campionamento? Come fai Mario a dire che il campionamento non ti serve? Ma non sai che senza campionamento non avresti i cd né gli mp3?
Comunque, tanto per fare un appunto, un DJ che cambia i dischi e fa due mix col fader non sta suonando, sta passando i dischi, un DJ che scratcha e fa turntablism, quello sta suonando. Mixmaster Mike è uno che suona.
Precisato questo torniamo a noi.
L’apporto che l’elettronica e l’informatica hanno dato al mondo della musica è stato enorme, dalle chitarre elettriche alla 8 bit music, senza la scienza e la ricerca sarebbe stato impossibile raggiungere questi livelli di precisione nella strumentazione, senza l’adeguato studio da parte di persone esperti in più campi dalla fisica del suono, all’ingegneria informatica ed elettronica, da semplici appassionati con le skills adatte e perché no con la capacità visionaria di immaginarsi una Eighen Harp, il robot della loro infanzia che suona con loro, un Gameboy utilizzabile come synth, tutto questo non sarebbe stato possibile. Tanto per fare i nazionalisti, senza l’apporto di Valentino Airoldi, Gibson se la scordava la sua Diavoletto.
Studiando informatica e stando a contatto con alcune persone del CERN per la tesi, e lavorando per delle società impegnate nella ricerca in alcuni ambiti, a volte rifletto sul fatto che l’Italia è all’avanguardia sotto molti punti di vista (abbiamo grandi primati nella tecnica), peccato solo che non sono i giovani a non credere in loro stessi, ma sono proprio coloro dovrebbero crederci, non che abbiano perso le speranze, è solo che si sta troppo comodi in poltrona per pensare che un ragazzino possa avere un’idea geniale.
loading...





Processing your request, Please wait....



















bello bello bello
loading...
hands up for upitup!
loading...
complimenti Andrea…e se con gli strumenti hi-tech si riescono a ttrasmettere le stesse sensazioni che con quelli tradizionali non vedo la riluttanza finta rock verso il prodotto finale!
loading...
@Marco, beh mi pare ovvio altrimenti non avrebbe senso.
grazie a tutti per i complimenti
loading...
beh Andrea anche a me sembra ovvio, ma in realtà c’è stata sempre una forte avversione da parte di tanti seguaci del rock verso la cd musica elettronica. Un pò per la mediocrità dei brani che finivano in classifica (come se tanti pseudorock fossero più elevati di profilo…), tanto perchè c’e la tendenza a fare degli schieramenti in base alla strumentazione utilizzata(o a come la si utilizza). Ed io stesso in adolescenza non sono rimasto immune da questa forma di integralismo, sebbene l’impatto dell’elettronica sul mondo rock (sia per l’introduzione di alcuni strumenti, sia per il perfezionamento di quelli tradizionali) fosse ravvisabile già nel I° dopoguerra (come hai abilmente evidenziato).
Però, quando ho avuto il piacere di sentire cosa riuscivano a trasmettere tanti artisti attraverso gli strumemti h.t. e ho avvertito sulla pelle le stesse sensazioni ricevute dai mostri rock che ascoltavo, non ho esitato ad approfondirne la conoscenza (e devo dire grazie soprattutto ai primi album dei Massive Attack, Cypress Hill, Almamegretta, Portishead e Kruder&Dorfmeister su tutti, ma l’elenco è immenso).
Io lo rubo il tuo post…diritti niente, mi spiace
loading...