Copenhagen 2009. I gas e l’effetto serra, perchè minacciano il nostro futuro?

dicembre 13, 2009 in Dossier Ambiente, Ecologia, Scienza da Simona Scelfo

GD Star Rating
loading...

Global WarmingIl Vertice di Copenhagen prosegue e politica e diplomazia si rivelano le grandi protagoniste. Ma da un punto di vista esclusivamente tecnico su quali dati di basano le considerazioni di esperti e scienziati? Soprattutto perchè è così importante che agiscano gli Stati che più di tutti immettono Co2 nell’atmosfera? Qual’è l’effetto dell’inquinamento atmosferico e perchè si parla di surriscaldamento terrestre, scioglimento dei ghiacciai e innalzamento dei mari? In questo caso il protagonista è il cd. effetto serra e i gas immessi nell’atmosfera non fanno che aumentarne la portata.

L’effetto serra non è un fenomeno naturale estraneo alla vita del pianeta. Dobbiamo immaginare che c’è un effetto serra benevolo che ci permette di sopravvivere mantenendo una temperatura vivibile.

Brevemente. I raggi solari penetrano nell’atmosfera terrestre e grazie ai gas serra una parte di questi viene trattenuta invece di essere riflessa via dalle nuvole e dall’atmosfera.  In assenza dei gas serra la temperatura media della terra sarebbe di -18 °C comportando il congelamento dell’acqua e non permettendo la vita sulla terra, almeno non come siamo abituati a vederla. Grazie a questi gas la temperatura media è di 14 °C .

In generale le radiazioni solari non raggiungono la superficie terrestre integre. Un 25% delle radiazioni è assorbito dal pulviscolo atmosferico, dall’ozono e dal vapore acqueo, mentre circa il 30% viene riflesso nello spazio da pulviscolo, nuvole e la stessa superficie terrestre. La parte di radiazioni riflessa si chiama albedo e viene misurato con un valore di rifrazione che oscilla da 0 a 1. Una distesa di neve ha un valore di rifrazione vicino a uno, una foresta vicino a zero; questo vuol dire che la neve riflette la totalità dei raggi mentre la foresta, complice anche il processo di fotosintesi, ne assorbe la quasi totalità.effetto serra

Ora, i gas serra assorbono parte dei raggi riflessi reindirizzandoli di nuovo verso il basso; poichè la radiazione solare assume la forma di raggi infrarossi, quindi di energia termica, questi comportano che la temperatura si innalzi. Se questo è positivo perchè ci permette di non scendere alla temperatura dei -18 °C che dicevamo prima, le cose si fanno serie quando di gas ce ne sono troppi e la temperatura sale eccessivamente.

I gas serra sono di origine naturale e artificiale. I gas naturali sono il vapore acqueo, l’anidride carbonica (CO2), il metano (CH4) e l’ossido nitroso (N2O). Accanto a questi si devono considerare i gas fluorati che sono stati sviluppati dall’uomo per fini industriali e sono: gli idrofluorocarburi (HFC), esafluoro di zolfo (SF6) i perfluorocarburi (PFC) e i clorofluorocarburi (CFC), questi ultimi famosi perchè comportano anche l’assottigliamento dello strato di ozono e sono stati oggetto del Protocollo di Montreal. Questi sono i gas ad effetto serra il cui potenziale viene identificato nell’efficienza dell’assorbimento delle radizioni. Per capire come i gas serra partecipano al riscaldamento globale si  è ideata un’unità di misura, il GWP (global warming potential), ovvero il potenziale di riscaldamento globale. Questo valore non è altro che il rapporto tra il riscaldamento globale di una determinata sostanza  in un determinato periodo di tempo (di solito 100 anni), confrontato con il riscaldamento che comporta l’anidride carbonica nello stesso periodo di tempo. Dunque si prende l’anidride carbonica come parametro e le si attribuisce il valore 1. Ne deriva che, per capirci, il potenziale del metano è di 23 volte rispetto all’anidride carbonica mentre l’ossido nitroso è circa 300 volte e l’SF6, ovvero l’esafluoro di zolfo,  è 22.000. Cosa vuol dire? Che l’SF6 è in grado di intrapporale 22.000 volte più calore dell’anidride carbonica. A questi dati si deve aggiungere che i gas hanno una vita media atmosferica, ovvero quanto tempo permangono nell’atmosfera prima di disperdersi. L’anidride carbonica ha una vita media che va dai 50 ai 200 anni, circa un secolo in assenza di attività umana, mentre il metano tra i 10 e i 15, l’ossido nitroso circa 120 e i gas fluorati migliaia di anni (il CF4 sopravvive per 50.000 anni).

Risulta evidente dunque che la presenza di questi gas nell’atmosfera è tutt’altro che irrilevante e comporta degli effetti che nel lungo periodo possono rivelarsi catastrofici. Dall’inizio della rivoluzione industriale la concentrazione di gas ad effetto serra nell’atmosfera è aumentata del 50% solo per quanto riguarda la CO2.  Per l’ossido nitroso l’aumento è stato del 15% comportando circa il 4-6% di accellerazione dell’effetto serra. Senza contare quei gas che sono di creazione umana e che quinid non esistevano in natura. Se la concentrazione dei gas serra cresce eccessivamente aumenterà la temperatura e le conseguenze sarano lo scioglimento dei ghiacciai, l’innalzamento dei livelli di mari e oceani, la desertificazione, uragani e via dicendo. Niente di controllabile dall’uomo una volta innescato il meccanismo e niente da cui l’uomo si possa difendere senza gravi perdite e scenari più che catastrofici.

Possibile che davanti a conseguenza tanto devastanti nel lungo periodo non si possano mettere da parte le logiche del profitto e dell’interesse individuale (nazionale) per raggiungere un accordo su scala globale che riduca  le emissioni?

GD Star Rating
loading...
Copenhagen 2009. I gas e l'effetto serra, perchè minacciano il nostro futuro?, 100% based on 1 rating
Condividi questo articolo:
  • Print this article!
  • Facebook
  • E-mail this story to a friend!
  • TwitThis
Processing your request, Please wait....