Craxi – La corte di Strasburgo nel 2002 disse: il processo fu equo

febbraio 8, 2010 in Politica, Società da Jacopo

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Corte Europea di Strasburgo

Corte Europea di Strasburgo

Mi trovo a scrivere questo articolo perchè sento il dovere di sciogliere i dubbi riguardo alle sentenze europee sul processo a Craxi.Il Presidente della Repubblica nella lettera rivolta alla vedova Craxi ha così scritto:

“Né si può peraltro dimenticare che la Corte dei Diritti dell’Uomo di Strasburgo nell’esaminare il ricorso contro una delle sentenze definitive di condanna dell’on.Craxi ritenne, con decisione del 2002, che, pur nel rispetto delle norme italiane allora vigenti, fosse stato violato il “diritto ad un processo equo” per uno degli aspetti indicati dalla Convenzione europea”.

Purtroppo non è pienamente vero.Ho ricercato la sentenza del 2002,l’ho trovata e cercherò di riassumerla in breve.
Sul “caso Craxi”la Corte Europea si è espressa in due sentenze, il 5 dicembre 2002 e il 17 luglio 2003.
La Corte con sede a Strasburgo con la sentenza del 2002 ha affermato la NON  violazione dell’articolo 6 paragrafo  1 (diritto ad un equo processo) e paragrafo 3 lettera b) (diritto  di disporre del tempo e delle facilitazioni necessarie alla sua difesa) della Convenzione europea dei  Diritti dell’Uomo in ragione del carattere ravvicinato delle date delle udienze nei vari  procedimenti penali a carico del ricorrente.Ha invece accertato la Violazione dell’articolo 6 paragrafo  1  e paragrafo 3 lettera d) (diritto di interrogare o fare interrogare i testimoni) della Convenzione in ragione dell’impossibilità di interrogare o far interrogare i testimoni a suo carico deceduti o che si sono avvalsi del diritto  di non rispondere.
Ma soprattutto checchè se ne dica NON ha rilevato la violazione dell’art. 6(della Convenzione) ovvero il diritto ad un equo processo.
Se ne desume che vi è stata solamente la violazione del diritto ad interrogare o far interrogare i testimoni,nella richiesta del ricorrente si fa riferimento al banchiere Pacini Battaglia che rese dichiarazioni prima del dibattimento e poi fu dichiarato irreperibile.
Nella sentenza del 2003 invece la Corte diede ragione ai ricorrenti(la moglie e i figli dell’ex Presidente del Consiglio all’epoca già deceduto)riguardo alla violazione dell’art.8 della Convenzione dei Diritti dell’Uomo (diritto al rispetto della vita privata) in ben due circostanze ed in entrambe si trattò di conversazioni telefoniche.
Spero di non esser stato eccessivamente noioso e tengo a precisare che non ho inventato nulla ma ho semplicemente trovato le sentenze,che sono facilmente reperibili sul web e che inserirò in fondo all’articolo.È stata mia curiosità leggere come davvero sono andati i fatti e soprattutto chi ha ragione in questa infinita diatriba tra l’innocenza e la colpevolezza oltre che dell’imputato anche di coloro che hanno costruito l’accusa,accusa che è sempre bene precisare è stata la causa del crollo del sistema politico che è stato al potere per quasi cinquant’anni.

Sentenza 2002 (riassunto in italiano).

Versione integrale in francese

Sentenza 2003 (riassunto in italiano)

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