La Riforma Brunetta e’ legge
dicembre 17, 2009 in Dillinger Video, Politica da Dillinger
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Renato Brunetta, Ministro per l’Amministrazione e l’Innovazione, Professore ordinario di Economia del Lavoro presso l’Università degli Studi di Roma, Tor Vergata, è l’autore della riforma che vuole ristabilire nell’amministrazione pubblica la cultura della produttività, della trasparenza, della valutazione del merito.
Il primo obiettivo della sua marcia è stato combattere l’assenteismo nel pubblico impego e ce l’ha fatta. Ora la sfida ai fannulloni. La parola d’ordine è produttività. La riforma Brunetta amplia i poteri e le funzioni del dirigente, ma anche le sue responsabilità che si estendono ai risultati degli uffici da lui diretti. Il decreto Brunetta, inoltre, istituisce un’Autorità indipendente che valuterà le performance di tutte le pubbliche amministrazioni sulla base dei risultati e controllerà che le nuove disposizioni vengano effettivamente ottemperate. L’obiettivo è una Pubblica Amministrazione più snella, meno burocratica, informatizzata ma soprattutto efficiente e che funzioni.
Il decreto legislativo 150/2009 è stato pubblicato in Gazzetta ufficiale. Il decreto Brunetta è legge.
Dillinger ha chiesto al Ministro di spiegare la riforma
Renato Brunetta una prima innovazione l’ha già fatta creando il portale della riforma:
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Scusate, ma l’ ‘outsider’ qui ha domenticato alcuni punti della sua riforma. Magari sarebbe bene leggerli tutti prma di osannarlo.
http://www.aprileonline.info/notizia.php?id=8207
Consiglio di fare attenzione ai punti:
2 (l’italia è l’unico paese che taglia i fondi allo studio),
14,
16 (da non credere),
19 (garibaldi si starà rivoltando nella tomba),
20 (ma che vuol dire?!),
29 (vi giuro, solo a leggerla mi è venuta la pelle d’oca. ma non si diceva ‘uno è innocente finchè non viene condannato?’),
34.
Ah, per chi non lo sapesse: Brunetta è un professore assenteista dell’università di Roma Tor Vergata.
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nessuno lo osanna, si cerca solo di capire una riforma in cinque minuti, per consentire a tutti di parlarne a ragion veduta,
i fondi all’università non lo riguardano,
di garibaldi ha il coraggio del fare….
lui almeno una riforma l’ha fatta,
dovremmo sperare tutti che funzioni..
perchè così le cose non vanno..
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Dopo la bella agiografia (sic! fatta da ventenni come me) torniamo con i piedi per terra..
http://espresso.repubblica.it/dettaglio/brunetta-bluff/2109330/25
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ho letto quell’articolo e non mi sembra esattamente un caso di buon giornalismo,
peraltro la riforma è condivisa anche dal pd ed ha ripreso idee e principi provenienti da diversi progetti di riforma, compresi quelli di Pietro Ichino e Linda Lanzillotta
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http://www.lavoce.info/articoli/pagina1001238-351.html
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E’ una riforma che andava fatta.
La PA è troppo tempo malfunzionante, poco efficiente e scarsamente produttiva.
Dobbiamo augurarci tutti che funzioni. E poi nulla è perfetto e anche questa riforma non fa eccezione, ci saranno problemi che verranno limati, ma meglio cominciare a cambiare che aspettare con le mani in mano. E’ una politica pratica, concreta che si concentra sulle cause delle inefficienze. mi piace.
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@Michel: – i fondi dell’università lo interessano eccome, vai a rileggere il punto 2 al link che ho postato. se ancora non sei convinto, ti informo che sono al terzo anno di chimica alla sapienza (università pubblica) e sto riscontrando difficoltà nel trovare un professore a cui chiedere la tesi. il problema è che per laurearmi devo fare un tirocinio di tre mesi in laboratorio, ma non ci sono i soldi e sono stati già tre i professori che mi hanno dato risposta negativa per questo motivo.
)
- non vedo nessuna somiglianza, nemmeno lontanamente con garibaldi, che voleva unificare l’italia, non dividerla in compartimenti stagni (punto 19).
- ultima cosa: chi di speranza vive, disperato muore. (lo so, è una frase fatta, ma mi è venuta proprio spontanea
@fatti non foste… link molto interessante. ecco, come stanno le cose.
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Non prendo le difese, perchè anche io, spesso, troppo spesso, trovo discrepanze tra i miei principi e l’azione di governo, in ogni sua (ri)forma.
Però devo ammettere che certe disposizioni sono diventate le uniche possibili per poter iniziare anche semplicemente a muovere le cose.
Sul punto 2, non è una cosa che dipende da un ministero della P.A.. Studio diritto. Dipende dalla finanziaria, che è cosa ardua e complessa.
Piuttosto mi ‘preoccuperei’ del punto 3. Se vuoi.
Il punto 14 è ESSENZIALE. La maggior parte dei problemi di una amministrazione lenta deriva dalla sedimentazione dei poteri. La radicazione delle metastasi che infettano tutta l’amministrazione.
Il punto 16 è FAVOLOSO. L’operazione trasparenza, a me, mette molta più tranquillità.
Il punto 19 è frutto di una sperimentazione. Se tanto tutti vanno sempre al nord, anche chi è del nord, bisognerà fermare in qualche modo i flussi per provare a migliorare le cose non solo scappando.
Il punto 20 è una cosa molto interessante: Non so te, ma io, per esempio, ho occupato il mio liceo quando non c’erano aule per farci studiare e dovevamo commissariarci ad altri licei del perugino, provocando spostamenti anche chilometrici delle sedi.
Le uniche alternative diventavano infatti edifici dismessi o pericolanti, a fronte di migliaia di archivi che il comune deteneva in centro e che sarebbero potuti essere ottime sedi transitorie. Secondo me è interessante mettere gli edifici pubblici delle amministrazioni anche a disposizione di ‘usi alternativi’ se non hanno maggiori utilità. Anzi, vista la strapresenza, direi che è essenziale.
Il punto 29 è una misura eccessiva anche secondo me, però pensaci, tu vorresti che un servitore dello stato si trovasse a maneggiare documenti che ti interessano, mettiamo gli estremi del conto corrente, per qualsiasi ragione, se ha sulla testa, pendente, un procedimento per riciclaggio di denaro sporco?
Il punto 34 fa paura perchè mette ‘meno contratti’. Ma il punto è che la maggior parte del debito viene da superimpiego. Le amministrazioni pubbliche sono stracolme di persone che non fanno niente, l’addetto all’addetto delle funzioni varie ed eventuali. Cercare di diminuire i posti significa aumentarne, inevitabilmente, la meritocrazia. E per quanto riguarda l’ARAN, saranno decenni che si aspetta una cosa del genere: renderla più indipendente non significa altro che riavvicinarla ai lavoratori stessi piuttosto che ai vertici di partito. E’. Un. Bene. Fidati.
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Maruschka il link che hai postato fa riferimento alla finanziaria 2008, quindi un pò vecchiotta e quell’articolo non può tenere considerazione delle nuove norme scarica il decreto legislativo 150 del 2009 è lì il contenuto del provvedimento
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Giusto per la cronaca: la Pa è al centro di riforme (sulla carta) già dai tempi della Bassanini e gli stessi decreti Bersani incidono notevolmente su alcune questioni care a noi cittadini(e in relatà ne abbiamo usufruito soltanto per chiusura C/C,cambio compagnie assicurative e abolizione spese notarili per il trasferimento di alcuni beni mobili registarti..).
Più volte lo stesso governo in carica ha dichiariato di voler riprendere questi decreti (molto ampi e complessi) per rinnovare la funzionalità della PA. E molti punti della riforma Brunetta sono in linea con i contenuti delle precedenti leggi (adeguati ad oggi).
Che ci sia una palese necessità di riformare il tessuto amministrativo è sotto gli occhi di tutti.
Che si debba credere in questa ondata innovativa da parte di un urlatore di piazza (o da parte dei suoi detrattori, anch’essi dodati di virtù canore piuttosto che politiche e programmatiche) mi sembra un azzardo: davvero ci si deve aggrappare a speranze frutto di autosuggestioni collettive ??
Province da eliminare (ma come, ne hanno istituite una 15na in meno di 10 anni?); casi eclatanti di assenteismi da condannare (uno stretto collaboratore del ministro,e mai preso a calci da questi, percepisce 300mila € annui alla Corte dei Conti e nel 2009 ha registrato una sola presenza, e per premiarlo ha avuto incarichi in molte regioni, sempre assente anche lì, per circa 500mila €); tagli (questi si) soltanto per ricerca e formazione e università-fondazioni in alternativa a quelle odierne?. Aggiungo che le sanzioni per truffe e falsificazioni, come i premi produttività per i dipendenti pubblici “virtuosi”, sono già menzionati nella Bassanini….ma dove sono le novità ? Nel linguaggio(panzoni, calci, meritocrazia..)? Sono talmente tanto più vecchio di voi per non vederle?
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A me la riforma piace. Perche’ mi immedesimo piu’ nel cittadino in fila di fronte a uno sportello dove una dipendente chiacchiera al telefono, che in quella dipendente.
Non mi piacciono i furbi e gli scansafatiche, e sono stanca di perdere mezzo pomeriggio per mandare un pacco celere (come lo chiamano). E poi non voglio piu’ essere alla merce’ dei tempi e dei modi della burocrazia.
Il cittadino italiano e’ sempre un po’ sotto ricatto. Devi beccare la dipendente gentile per ottenere cio’ che ti spetterebbe di diritto. Mi piacerebbe vivere in un paese piu’ leggero ed esatto, e la P.A. e’ il simbolo di tutta la pesantezza italica. E costa un occhio di Dio, soprattutto al futuro della nostra generazione.
Quindi io dico: in bocca al lupo a Brunetta!
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Io dubito davvero che ci siano molte persone disposte ad assumere la difesa dello status quo (anzi ex quo ante).
L’idea che ispira la “Riforma Brunetta” mi sembra assolutamente condivisibile: la P.A. produce beni e servizi per i cittadini, dunque il cittadino dev’essere il principale referente dell’azione della P.A.(customer satisfaction); i premi devono andare ai più meritevoli, con buona pace degli scansafatiche.
Piuttosto mi domando: chi giudica il merito? Come vengono individuati i meritevoli?
Es., i dirigenti sono premiati in base al conseguimento degli obiettivi fissati, ma chi attesta che siano stati messi a loro disposizione strumenti adeguati ai risultati da raggiungere?
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Una riforma importante, una riforma che andava fatta, mi auguro che riesca a parseguire fino in fondo tutti gli obiettivi che si prefissa!!
@ Dillinger complimenti questa volta vi siete davvare superati.
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Complimenti per l’ottima intervista e l’eccellente e comprensibile sintesi di un argomento complesso e molto interessante.
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Classifica meritocratica 100 – 25/50/25: può giovare un sistema rigido come questo?
Perché, in Italia, ci sono tra le PA migliori d’Europa e, allo stasso tempo, le peggiori;
perché, in Italia, ci sono PA dove si può arrivare a percentuali addirittura del 100%, nel bene e nel male;
perché alcuni dirigenti pubblici, troppo vicini ai poteri politici, continueranno a valutare non secondo canoni meritocratici.
… Chi perderemo e cosa, nel servizio? Dove?
Perché temo che si perderà molto di ‘buono’ e, forse, poco di ‘cattivo’.
Ragioniamoci…
Pur apprezzando premesse e sforzi, rimango perplessa.
PS. Molto buona l’intervista!
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Una bella intervista che racconta, in pochi minuti e in modo chiaro, il senso della riforma.
Una riforma necessaria che, finalmente, introduce la cultura della valutazione e del merito in sostituzione della logica “egualitaristica” che ha caratterizzato, sino ad oggi, l’operato delle pubbliche amministrazioni.
Speriamo che funzioni!!!
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Il Ministro ha ragione quando dice che il momento più complicato è legato all’esecuzione delle norme presenti all’interno della nuova legge.
Bisognerà vigilare affinchè si rispetti il principio di uguaglianza sostanziale, almeno ab origine, evitando che manovre politiche o politicizzate possano distorcere il senso vero di una riforma meritocratica.
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Mi associo ad Andrea Rufo, indipendentemente dai contenuti di Brunetta che, seppur “sensati” e “adatti” ai tempi, non condivido.
Auguri ai “servi dello Stato”…
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Yari cosa non condividi?
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Il riformismo.
Il sistema va superato verso uno migliore, non tappezzato di toppe.
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Onestamente credo che la riforma del ministro Brunetta abbia delle grandi potenzialità.
Tuttavia credo che la chiave di volta sia il coinvolgimento dei dirigenti.
Se non si fa loro comprendere che trasparenza e accountability non rappresentano una spada di damocle, ma al contrario uno stimolo per servire al meglio il paese, qualsiasi riforma sarà sterile. Fatta la regola continuerà a trovarsi l’inganno.
Il problema mi sembra soprattutto culturale.
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Buona intervista, eccellente spot.
-Trasparenza?
Al di là degli degli annunci e delle lodabili intenzioni, per un sistema trasparente non bastano norme adeguate ma occorre, soprattutto, una società onesta, ciò che in Italia chiaramente manca.
Mi chiedo dove sia statto Brunetta in questi 8 mesi in cui la protezione civile, a L’Aquila, ha agito con trasparenza zero. Dalle spese per la gestione dei campi ai punteggi per le assegnazioni delle case temporane è stato tutto segreto, dati inaccesibili persino al consiglio comunale.
-Flessibilità e merito?
Sì, ma per chi? Per il lavoratore da 700 euro al mese o anche per chi, come Brunetta, è professore universitario? Io inizierei colpendo le categorie più protette e solo dopo anche la povera gente.
-Assenteismo?
Su questo punto è semplice, basta non prendere esempio dall’ex europarlamentare Renato Brunetta.
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BELLISSSIMA INTERVISTA!!!!!!!!!!!!!
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Dovere di cortesia!!!! beni relazionali che abbiamo perso!!! come ha ragione il Ministro!! se solo iniziassimo a ” riformare” noi stessi e i nostri egoismi ogni tanto saremmo disposti ad accogliere e incentivare i cambiamenti nella società!!!!
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intervista ben fatta… anche se bisognerà vedere come funziona. anni fa introdussero il protocollo informatico che doveva essere il primo strumento di controllo cittadino- p.a. merito etc…ed e’ rimasta carta straccia.
ora vedremo. tuttavia le maggiori proposte di brunetta sono quelle di pietro ichino. bene per lui che le abbia in larga parte utilizzate.
una cosa trovo un po’ ipocrita di quanto va ripetendo brunetta, ovvero che lui sia un outsider…da quel che mi risulta nessun socialista in Italia ha mai goduto di tale privilegio:-)
e neppure nessun professore universitario…:-)
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buon giorno e buon NATALE SIG.MINISTRO BRUNETTA,sono un invalido civile al 76%ma non prendo pensione ne sussidi da nessuno vorrei gentilmente sapere avendo vinto un asta pubblica come collaboratore scolastico nel ottobre 2007 ed il 19 gennaio 2009 sono stato messo in terza fascia al 170 posto con punteggio di 10.70 ma a cosa mi è servito vincere un concorso e poi essere lasciato a casa? non percepisco disoccupazione anche se mi spetta!!! cosa debbo fare? ho un figlio di 11 anni, una compagna anche se diplomata ISEF e giovane lavora saltuariamente in nero sono disperato mi aiuti farmi avere il mio posto e cacci via chi non fa niente dalla mattina alla sera ed anche il giorno dopo GRAZIE
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ma questo qui è lo stesso ministro che ha dichiarato di voler reintrodurre l’immunità parlamentare?una bella ventata di cambiamento..
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se tutti i corti del mondo avessero l’intelligenza pari alla bellezza sommata all’intelligenza di brunetta saremo in una botte di ferro fracica e vioscida di letame calzamagliato.
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http://www.corriere.it/politica/10_gennaio_29/fannulloni-quando-il-duce-faceva-come-brunetta-enrico-marro_a6655f66-0ca0-11df-a99f-00144f02aabe.shtml
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Qualcuno di coloro che decantano le gesta di questo ministro del cambiamento,portatore di novità,saprebbe cortesemente spiegarmi come il ministro della PA,possa contemporaneamente ricoprire la carica di sindaco di venezia?
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