Brunetta funziona
dicembre 14, 2009 in Società by Daniele Urciuolo
La Riforma del Pubblico Impiego è sempre al centro delle polemiche.
Brunetta sì. Brunetta no.
Sembra il ritornello della canzone di Elio e le storie tese. E un po’ lo è:
parafrasando la strofa “Italia sì. Italia no. La terra dei cachi”, è possibile riconoscere la nostra attuale situazione. Una terra bella, tra il verde, le alpi e gli appennini. Una penisola bagnata dal mar Tirreno e dall’Adriatico. Una storia unica ma oggi ferma, bloccata, indietro di oltre trent’anni, dove le persone non hanno più fiducia nel prossimo, dubitano, diffidano, se ti possono fregare ti fregano, vivono nell’ombra.
E qui entra in gioco Brunetta.
Un uomo basso di statura, che si sente il Napoleone dei tempi moderni, ma con una mente davvero geniale e appunto moderna.
- Quali sono gli obiettivi principali di questa Riforma?
- Conseguire una migliore organizzazione del lavoro.
- Assicurare il progressivo miglioramento della qualità delle prestazioni erogate al pubblico.
- Ottenere adeguati livelli di produttività del lavoro pubblico e favorire il riconoscimento di meriti e demeriti dei dirigenti pubblici e del personale.
Le novità introdotte dalla Riforma sono il rafforzamento del principio di “trasparenza”, la valutazione della performance da parte del dirigente che assume una responsabilità maggiore, il rapporto tra merito e premialità, la revisione del modello per la contrattazione collettiva.
Ogni amministratore adotta un programma triennale per la trasparenza della performance e sulla integrità.
Ogni amministratore prevede un’apposita pagina web sul programma di trasparenza e integrità.
L’accessibilità totale delle informazioni sull’organizzazione e la vita della pubblica amministrazione è un passaggio chiave, una scelta coraggiosa, ma a mio avviso necessaria se si vuole cambiare registro, se si vuole evitare che l’impiegato pubblico raggiri le regole.
E ciò deve avvenire a partire dal Ministro.
Ma la cosa fortunata per noi italiani onesti e sfortunata per gli italiani che vogliono rubare i soldi allo Stato, è che Brunetta ha iniziato proprio da se stesso.
Si è messo in gioco, si è spogliato, si è denudato e sta vincendo la sua sfida.
Per quanto concerne la valutazione della performance, la Commissione emana le linee guida per adottare i modelli di valutazione sulla base dei requisiti minimi e accredita gli organismi indipendenti di valutazione. L’organismo indipendente verifica l’adozione del sistema di valutazione e certifica il performance report. I dirigenti sono responsabili della valutazione del personale.
Il dirigente è il datore di lavoro pubblico. Assegna i trattamenti accessori, ma non più di un quarto dei dipendenti potrà beneficiarne nella misura massima, non più della metà di essi ne beneficerà in misura ridotta, un altro quarto non ne beneficerà in quanto meno meritevole.
Il dipendente che si è collocato nella fascia di merito più alta potrà concorrere al bonus annuale delle eccellenze. Anche il dirigente più meritevole presenterà la sua candidatura per il premio annuale per l’innovazione.
Ovviamente il dirigente dovrà valutare i dipendenti pubblici sulla base di indicatori di efficienza e di efficacia predisposti dall’Organismo indipendente e non può distribuire premi in mancanza delle verifiche e delle attestazioni.
Questi due punti sono a mio avviso sufficienti per dire che Brunetta funziona. O almeno ci sta provando. Sta facendo qualcosa. Ditemi voi quale Ministro, quale riforma è più riforma di questa. E’ una questione etimologica. Riformare significa cambiare quello che c’era prima. E’ una questione di ratio. Se prima non timbravi il cartellino, ti prendevi permessi immeritati, ti davi malato falsificando il certificato medico, non producevi, a fine mese prendevi sempre lo stesso stipendio.
Da oggi non sarà più così.
E’ vero, ci sono dei limiti pacifici.
Aumenta la competitività. Si creeranno antipatie tra colleghi, ma anche tra i dirigenti.
C’è un problema di fondi, di risorse.
Ma almeno un passo è stato fatto.
Mi preme ricordare anche un episodio degli ultimi giorni. Il Ministro Brunetta ha proposto ai programmi televisivi della Rai di inserire nei titoli di coda anche i compensi dei presentatori.
Su La Repubblica sono stati intervistati molti conduttori televisivi della Rai che hanno risposto al Ministro.
Grazie alla trasparenza di Brunetta noi oggi sappiamo che Fabio Fazio guadagna due milioni di euro, Simona Ventura un milione e ottocento mila euro, Bruno Vespa un milione e trecento mila euro, Michele Santoro seicento mila euro.
Carlo Conti ha proposto di inserire, oltre allo stipendio, anche il rendimento di un programma, in base agli strumenti a disposizione. Personalmente sono molto d’accordo. Così diventa una questione non solo di trasparenza ma anche di merito.
Onesto Maurizio Costanzo, che presto tornerà in Rai ma non certo per i soldi. Infatti ha dichiarato, riferendosi proprio al Ministro Brunetta che percepirà trenta mila euro a puntata, lordi, che saranno destinati ai suoi collaboratori. Praticamente una miseria.
Consiglio la lettura del libro: “Rivoluzione in corso – Il dovere di cambiare dalla parte dei cittadini“ (Mondadori).
Il Ministro per la Pubblica Amministrazione e l’Innovazione, il Renato Brunetta veneziano, vi racconta la sua battaglia contro “i fannulloni”.












Bravissimi ha detto 29 gennaio 2010
http://www.corriere.it/politica/10_gennaio_29/fannulloni-quando-il-duce-faceva-come-brunetta-enrico-marro_a6655f66-0ca0-11df-a99f-00144f02aabe.shtml