Decreto Romani: no alla legge ammazza-internet
febbraio 22, 2010 in Denunce, Digital, Dossier Web, Politica da Dav91
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Chi di voi sa cos’è il Decreto Romani? Si tratta di un decreto legislativo con cui il governo italiano darà attuazione alla Direttiva UE 2007/65/CE, che stabilisce che la televisione deve essere soggetta alla medesima disciplina indipendentemente dalla piattaforma tecnologica che si utilizza. “Cosa c’è di strano?”, vi state chiedendo. Ebbene il governo ha deciso di sfruttare questo provvedimento per sferrare un altro colpo alla libertà informatica e contemporaneamente per evitare la diffusione di fonti di informazione alternative alla tv (che Berlusconi controlla per il 50% perché di sua proprietà e per l’altro 50% perché premier). Come? Stabilendo che i contenuti video di internet vanno considerati, in sostanza, come una grossa televisione.
La normativa europea prevede che il “servizio di media audiovisivo” (la tv) “non dovrebbe comprendere le attività precipuamente non economiche e che non sono in concorrenza con la radiodiffusione televisiva, quali i siti internet privati e i servizi consistenti nella fornitura o distribuzione di contenuti audiovisivi generati da utenti privati a fini di condivisione o di scambio nell’ambito di comunità di interesse”.
Per il decreto proposto dal governo, invece, ritiene che “non rientrano nella nozione di servizio media audiovisivo i servizi prestati nell’esercizio di attività principalmente non economiche e che non sono in concorrenza con la radiodiffusione televisiva”, omettendo in maniera preoccupante la voce internet. E se fin qui vi è un dubbio, alla lettera a) comma 1 dell’art. 4: “fermo restando che rientrano nella predetta definizione i servizi, anche veicolati mediante siti internet, che comportano la fornitura o la messa a disposizione di immagini animate, sonore o non, nei quali il contenuto audiovisivo non abbia carattere meramente incidentale”. Ricapitoliamo: un videoblog esercita attività non economiche, ma il contenuto audiovisivo non è incidentale. Dunque è o non è un servizio di media audiovisivo? E una piattaforma UGC come YouTube può considerarsi una televisione? Certamente no!
Stiamo assistendo all’ennesimo tentativo di imbavagliare il web, che stavolta porta il nome del viceministro per le Attività Produttive che l’ha ideato: Paolo Romani. Non possiamo permettere che l’intero web venga messo in pericolo da un decreto legge in cui vi è senz’altro un eccesso di delega: 40 pagine di legislazione italiana per applicare 11 righe di una direttiva UE!
Per non parlare poi del diritto d’autore: i provider saranno tenuti a vigilare e tenere sotto stretta sorveglianza ogni possibile infrazione del copyright, rischiando una multa in caso di omissione. Non è nemmeno impensabile che chi abbia un accesso a internet si veda costretto a pagare il canone Rai! Naturalmente tutto ciò gioverà a chi, come Berlusconi, ha interessi politici ed economici nel controllo dei mezzi di comunicazione: al di là del regime mediatico, non dimentichiamo che Mediaset ha fatto causa a Google per i contenuti di sua proprietà presenti su YouTube e che con questa legge il sito dovrebbe rimuovere.
Non permettiamo al governo, per controllare i suoi affari e quelli del suo padrone, di stroncare una delle ultime libertà che ci sono rimaste! Crediamo che il decreto Romani debba essere subito ritirato o pesantemente modificato. Unisciti anche tu all’allarme che sta lanciando tutto il mondo del web. Puoi:
- sottoscrivere l’appello di Articolo 21, associazione che difende la libertà di informazione
- partecipare sabato 20 febbraio alla protesta a Roma
- scaricare il testo del Decreto Romani
- scrivere una lettera di protesta al Viceministro Romani (paolo.romani@sviluppoeconomico.gov.it oppure: segreteria.romani@sviluppoeconomico.gov.it)
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Che il web debba essere regolarizzato, penso sia palese. Non è possibile sentire che un gruppo di ragazzi su facebook, abbia deciso di utilizzare, i ragazzi con sindrome di down, come bersaglio.
Inoltre il governo sta dando attuazione ad una normativa comunitaria, se ho ben capito.Anche questo è normale e legale.Siamo membri di una comunità.
Poi se “disgraziatamente” il tutto viene recepito ed attuato come legge, anche per questo siamo nella normalità.E’ una maggioranza che approva. Siamo in democrazia.
Il vero problema non è questo. Ma quello che realmente non fà una coalizione che dovrebbe fare realmente opposizione e non “cecchinaggio”.
Cmq, nella giusta libertà di espressione,fai bene a proseguire.
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Grazie dav per la segnalazione e soprattutto per averci riportato le parole della direttiva eu e del decreto romani. così tutti possono farsi un’idea propria della faccenda.
personalmente credo che internet sia un’entità che per sua natura non è regolabile per legge più di tanto. E’ compito del social media di turno controllare se esiste un gruppo che utilizza come proprio bersaglio le persone affette da sindrome di down o eliminarlo prontamente non appena gli perviene una segnalazione, quantomeno per non perdere credibilità (se non per ragioni etiche e morali e non vanno tanto di moda ultimamente in Italia se non per ’salvare’ Luana…). Di utenti, che rappresentano allo stesso tempo ‘audience’ ce ne son tanti, questa è la forza di internet, e sicuramente le segnalazioni arriveranno da sè.
Per quanto riguarda il copyright, il diritto d’autore: storia simile.
Qui bisogna distinguere tra chi ha più soldi che tempo e chi più tempo che soldi (come minorenni senza carta di credito, studenti ecc) .
Credo che sia ormai un dato assodato il fatto che chi ha più soldi che tempo vada a prendersi le tracce audio, i cd interi o i film o da ‘itunes store’ o con i micropagamenti in generale per averle rapidamente e ricevere di sicuro il prodotto che si cercava.
Chi invece ha più tempo che soldi le scarica gratis con il mulo. Non è un processo arrestabile: chiuso napster è nato emule. Potremmo dire che questo sistema è una specie di modello di business chiamato Freemium
Nel quale, chi vuole e può, paga un servizio migliore e più rapido e in questo modo il 5% dei ‘clienti’ sovvenziona con pochi euro il restante 95%. E’ un modello che funziona davvero oggi.
vai al sito
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è improbabile regolamentare le rete, le proposte sembrano provenire sempre da matusa ignari del mezzo ma attenti a come non ledere interessi precostituiti….a meno che i contenuti non diventino tutti a pagamento (come pagare le spese e le risorse impiegabili per filtrare le notizie prima della loro pubblicazione?).
Certo che se gli idioti avessero meno spazio e seguito……
Che fine ha fatto l’latra chicca legislativa?
http://www.dillinger.it/liberta-di-informazione-e-internet-pronta-una-legge-bavaglio-27202.html
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Mi complimento con Dav.
Questo è l’esatto compito di informazione di internet.
Visto il pochissimo tempo di cui disponiamo la rete ci da la possibilità con un flash di venire a conoscenza di fatti – notizie e del continuo tentativo del “sistema dei porci al potere” di fregarci.
Le televisioni ed i giornali sono ormai pressochè inaffidabili – se ci tolgono la libertà sulla rete che ci resta?
Farò tutte e 4 le cose da te suggerite.
grazie per l’informazione.
Mi spiace JJ Max.
Non sono asolutamente daccordo. La democrazia è un ‘altra cosa.
Fatti un giro in danimarca se vuoi vedere cos’è la democrazia (anche se c’è formalmente una regina).
(sono stato con una donna danese per 9 anni e decine di volte sul posto: so quello che dico.)
In un paese dove non c’è niente da nascondere nessuno tenta di oscurare l’informazione.
E non esiste paese civile che permette ad un solo soggetto di controllare completamente l’informazione e stare contemporaneamente al potere.
Ma li hai mai letti i giornali esteri? SIAMO GLI ZIMBELLI D’EUROPA – HANNO RAGIONE QUANDO CI DICONO ITALIANO = PIZZA E MAFIA.
Quello che fanno un gruppo di pischelli è una goccia nel mare rispetto all’utilità della rete.
Per il resto se ci sono cose da regolarizzare tipo il copyright – daccordissimo (è giusto che gli artisti prendano i diritti d’autore, altrimenti con che dovrebbero vivere?) – ma le regole si devono fermare ai meri interessi economici, senza che sia il solito escamotage per le logiche di potere.
Solo nelle dittature viene usata la disinformazione a gogò e ne abbiamo (oimè) mille esempi nel mondo.
Se poi hai dei figli piccoli (io ne ho 3)sarà tuo compito selezionare quello che possono o non possono fare/vedere/tempo di permanenza davanti ai “giochetti” elettronici.
La maggioranza? mi fa sorridere.
La maggioranza ha votato quel delinquente di Berlusconi e la sua cricca di malavitosi.
Se oscurano il potere i cecchini ci saranno ma non in parlamento.
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volevo dire “se oscurano la rete” non “il potere”
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e non trascuriamo un fattore importante: solo introducendo delle tariffe d’accesso (altro che semplici contenuti a pagamento) sarà possibile filtrare le notizie in rete, altrimenti chi pagherà i mezzi e gli uomini che dovrebbero fare questo lavoro ? Vogliamo ignorare anche questo, oltre il fatto che è compito del singolo individuo relazionarsi con i canali informativi, non di una commissione faziosa e al soldo dei matusa che temono che la rete intacchi i loro interessi di bottega?
che fine ha fatto quest’altra pippa/barzelletta legislativa?
http://www.dillinger.it/liberta-di-informazione-e-internet-pronta-una-legge-bavaglio-27202.html
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Sul fatto che i giornali e la televisione siano inaffidabili, ti do pienamente ragione. Ma non è colpa solo di un uomo. Destra o sinistra, non cambia molto.Certo che in rete hai la possibilità di esprimere, sempre nel rispetto delle regole, quello che credi. E chi legge deve sempre e comunque vagliare ciò che legge. Ci sono tantissime inesattezze, o se mi permettete stronzate.Forse molto meno, ma anche la rete ha le sue regole di partito. Purtroppo, velatamente sussistono. Sulla liberta??? E’ facile perlarne, prendendo in considerazione i paesi del nord.Sono piccoli, non hanno molti problemi e soprattutto, parlando dei vari cittadini, hanno impostazioni, civili, culturali univoche.In Italia ci sono più di 60 milioni di persone, che hanno una propria ed insita cultura, intendo radicata nel dna. Siamo il paese che ha più leggi in assoluto e con migliaia di sentenze tra tribunali e cassazione…che fanno comunque legge. E credimi malgrado tutto siamo più liberi di tanti altri paesi. Il mio prof di diritto preocessuale civile diceva che era meglio avviare una causa, anche se si era in torto. E questa è la nostra giustizia. La stampa estera, come quella italiana…politicizzata. Siamo il paese con uno dei più grossi debiti, eppure continuiamo a fare quello che facciamo, pensi che la stampa estera non lo sappia. Comunque è giusto che internet venga regolarizzato. Devo convenire con Chiara, è una entità non regolabile, dove forse il compito maggiore potrebbe spettare al social media di turno. E se fosse di partito anche quello ???? Purtroppo, alla fine. Forse, sarà un regolamento all’italiana e fatta forse da quella cricca con a capo un delinquente che cmq è stato eletto in modo regolare. Ribadisco. Regolari.Premetto che non voto da circa 15 anni, perché è uno schifo totale.Sulle tariffe, Marco,non sono d’accordo. Si perderebbe la libertà. Tutto verrebbe filtrato a piacimento di chi tira fuori il cash.
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Ma se io commentassi questo articolo, criticando punto per punto, passerei per filo-berlusconiano?
Dav91, ti consiglio di rivedere le tue idee e di confrontarle con la realtà dei fatti
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@ Yari Davoglio: sarei felice se mi aiutassi a rivederle, magari non ci arrivo da solo
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Yari siamo in attesa del tuo parere.
sono/siamo interessati a conoscere il tuo punto di vista.
Anche perchè ci lavori dentro e rcedo sarai ben informato sul tema.
grazie.
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@ JJ Max:
non sono d’accordo nemmeno io sulle tariffe, ma i controlli necessitano di uomini e mezzi e non basterebbero gli introiti pubblicitari a coprire queste spese! E’ un aspetto, tra i tanti, da non trascurare.
ciao
p.s. @tutti: spiacente per il doppio commento, ma qualcosa non andava ieri.
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Eccomi qua. Cercherò di essere il più breve ed esauriente possibile
Premetto, anzitutto, che è palese e dimostrato che l’attuale presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, così come altri parlamentari, nella figura della propria famiglia, ha in gioco un enorme conflitto di interessi: possiede quote ampie della comunicazione media italiana sia direttamente che indirettamente.
Premetto anche che io lavoro nel settore del social media marketing per il leader europeo dell’entertainment, ma non ho interessi personali in tal senso (basta che leggiate qualche mio articolo per capire “da che parte io stia”).
Veniamo all’articolo
La chiave di lettura del Decreto (e della Direttiva europea) è questo:
“Il sito internet che propone contenuti audiovisivi, entra in concorrenza con il mondo della televisione?”
E’ ovvio che se stiamo parlando di un blog privato o con poche migliaia di accessi od un forum privato o con poche migliaia di accessi, la risposta non può che essere negativa. Anche nel caso in cui vi sia un introito derivante dalla presenza di pubblicità sul sito stesso.
Se, invece, parliamo di siti internet come Youtube, che vivono di comunicazione video soggetta a copyright per la maggior parte di essa, siamo in presenza di risposta positiva: Youtube entra in concorrenza con i media televisivi tradizionali (TV) e quindi deve essere soggetto alla stessa regolamentazione di questi ultimi.
Non vedo, a mio avviso, nessun tentativo di “imbavagliare la rete” per il semplice fatto che non esiste sito internet al mondo che risulti essere un luogo libero e di proprietà collettivo. Ogni sito ha un gestore che si assume obbligatoriamente la responsabilità dei contenuti del sito stesso.
Esempio: io ho il mio blog in cui posto alcuni articoli. Ipotizziamo che io abbia attiva la possibilità di commentarli e Tizio scriva “Caio è un f**** di p******, se mi capita sotto mano lo uccido”. Qualora io lasciassi il commento visibile e qualora Caio denunci Tizio, io sono responabile per non aver evitato né segnalato l’illecito (ossia la minaccia).
Lo stesso principio giuridico si applica al diritto d’autore.
La causa tra Mediaset e Youtube del 2008 a cui si riferisce l’articolo rientra proprio nella fattispecie della violazione del copyright visti i numerosi filmati presenti e visualizzazioni avute.
Per ciò che riguarda il canone RAI, va detto che esso non è assolutamente obbligatorio. Lo diviene solo nel caso in cui un cittadino abbia un televisore nella abitazione. Che poi sia giusto averlo o meno, è discutibile ed ampiamente discusso.
La mia opinione personale, rimanendo nell’ottica del sistema in cui viviamo, è che sarebbe meglio se internet venisse sottoposto ad una legislazione chiara e a se stante rispetto agli altri codici. L’ideale sarebbe che, nel caso in cui io avessi un sito dal quale non ricavo un euro, possa postare ogni contenuto senza che il copyright venga infranto. Ovviamente con accessi sotto un certo numero.
Praticamente ciò che succede già oggi
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Ed ora veniamo ai commenti.
stefano feraco,
“Fatti un giro in danimarca se vuoi vedere cos’è la democrazia“, come se in Danimarca non mancassero uomini e soldi per combattere la pedofilia online, come se non vi fosse diffuso “razzismo”, come se non vi fosse diffuso alcoolismo, forte uso di cannabis, possesso d’armi e molti suicidi.
“La maggioranza ha votato quel delinquente di Berlusconi e la sua cricca di malavitosi“, non si può parlare di maggioranza, ma è più corretto dire che “la coalizione di centro destra ha preso più voti di quella di centro sinistra”
JJ Max
“Destra o sinistra, non cambia molto.Certo che in rete hai la possibilità di esprimere, sempre nel rispetto delle regole, quello che credi. E chi legge deve sempre e comunque vagliare ciò che legge. Ci sono tantissime inesattezze, o se mi permettete stronzate.” sottoscrivo in pieno.
“In Italia ci sono più di 60 milioni di persone, che hanno una propria ed insita cultura, intendo radicata nel dna“, qua invece ti sbagli. La cultura non c’entra nulla col DNA, così come le idee, gli usi, i costumi e le tradizioni
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Per quanto riguarda la libertà d’informazione credo dipenderà dall’interpretazione che verrà data alla legge di recepimento della direttiva.Credo comunque che ,seppur questo sia in realtà molto difficile,Internet abbia bisogno di una regolamentazione,anche perchè credo che sia molto più facile sottrarre la libertà in assenza di regole definite.E’ molto spesso dal caos che nascono dittature di qualsivoglia tipo.
Per quanto riguarda il copyright non è questione di numero di utenti,potendo rientrare nella definizione di pubblico rilevante per la regolamentazione anche un gruppo formato da 2 persone.
Regole uguali quindi per siti grandi e piccoli,almeno per quanto riguarda la concorrenza.
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Giulio Vece,
“Per quanto riguarda il copyright non è questione di numero di utenti“, ovviamente è vero dal punto di vista giuridico. Quello che mi premeva sottolineare è che Mediaset, come altre aziende, non fa cause verso il singolo utente gestore del piccolo blog/sito, ma, come visto, le fa ad un’altra grande azienda (nella fattispecie è Youtube).
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@Yari: scusa ma che connessione c’è tra quello che scrivi ed il tema del ns dibattito? Non ho detto che la Danimarca è il paradiso terrestre e che tutti sono buoni e cari.
Ho parlato di democrazia – o meglio di civiltà e tolleranza – nel senso più ampio della parola.
La Danimarca (come altri paesi Scandinavi) è un paese dove non esistono sprechi – dove la regina in primis fa una vita morigerata e senza orpelli – dove la ricchezza è spalmata in modo uniforme sulla popolazione – dove le scuole pubbliche sono fantastiche: ho due figlie – gemelle di 6 anni – che vivono li – dovresti vedere in che scuola vanno; non esiste scuola privata in Italia che possa paragonarsi – in dotazioni e cura dello studente – ad una normalissima scuola pubblica danese. Lo stato manda un taxi (a sue spese) per portare le mie bimbe dalla scuola al doposcuola – poichè la mamma ha dimostrato di essere impegnata per lavoro.
La mia ex compagna è arrivata in Danimarca con le bambine, ed in un giorno lo stato le ha accreditato l’equivalente di Eu 1.500,00 per le prime spese (erano 20 anni che viveva in italia prima di tornare) ed ora che lei sta studiando le danno Eu 1.500,00 mese – per 3 anni finchè lei finisce gli studi di una specializzazione che vuole prendere nel Web-design…
Ti rendi conto che se tu fai un lavoro e poi scopri che non ti si addice e decidi di fare l’avvocato – a 35 anni – lo stato ti mantiene per il periodo dedicato agli studi?
L’hai vista una biblioteca di quartiere di copenhagen?
Migliaia di CD di tutti i generi musicali che puoi ascoltare sul posto e portare a casa per 2 settimane – quadri con i quali puoi arredare la tua casa ed a rotazione cambiarli – postazioni web per grandi e piccini …e poi puoi immaginare la dotazione di libri – compresi quelli cartotecnici per bambini.
Li hai visti i mezzi pubblici che spaccano il secondo (e per questo moltissime persone non sentono il bisogno di avere l’auto).
In tutta Copenhagen non ci sono un decimo delle Porsche (per dire una marca di lusso)che ci sono ai parioli… perchè se vuoi un’auto di lusso la paghi 3 volte quello che paghi in Italia (come tutte le cose di lusso)- TUTTI PAGANO LE TASSE – Un danese si vergogna a non pagarle, perchè ha moltissimo in cambio.
Vogliamo parlare di ospedali?
Non credi che se tutto questo è possibile è perchè la forma politica funziona bene – perchè nessun politico si appropria dei soldi dello stato per arricchirsi?
Riguardo all’uso di cannabis – sai bene come la penso: sono contro il proibizionismo e ritengo la tolleranza indice di democrazia.
Riguardo all’alcool: sappiamo tutti che fa parte della loro cultura – alcuni (forse più una volta che oggi) la mattina fanno colazione con aringhe e snaps (acquavite)- come succede anche nel nord Italia con la grappa ed in genere nel nord del mondo…
Ma per esempio nessuno ci pensa lontanamente a guidare in stato di ebbrezza (a me più volte quando ero appena brillo amici del posto mi hanno letteralmente sequestrato le chiavi della macchina!)
…e questo è possibile sempre perchè i mezzi pubblici funzionano egregiamente.
E parlando di droga in genere: vai a vedere un centro di “reab” danese e poi un SERT italiano – così come tutto quello che riguarda il “sociale”.
I suicidi non dipendono certo dalla forma politica – ma sembrerebbe dalle condizioni climatiche – d’inverno fa buio alle 16,00 (si cena alle 18,00)ed è sempre grigio – molto deprimente stare sotto una coltre grigia ed un freddo cane per tanti mesi anno…
Razzismo: mi trovi impreparato – mai sentito un discorso razzista da un danese: nella classe delle mie bimbe ci sono il 50% di arabi e neri – ma come si può definire razzista un paese multietnico come la Danimarca? (forse sono più razzisti gli “ospiti” che al cadere delle torri gemelle hanno festeggiato per le strade) – girando per strada si ha la sensazione che neri ed arabi siano quasi il 30% della popolazione…
Grazie per il chiarimento sulla “coalizione di centro destra…”
Ma ricadiamo sul solito discorso: perchè Berlusconi è sceso in politica? con quali mezzi finanziari e di comunicazione – promozione e diffusione? Pensi che sia stata una partita giocata alla pari? O forse sull’ignoranza di un popolo fatto da milioni di persone ignoranti e credulone – che votano come comprerebbero il detersivo meglio pubblicizzato?
Caro Yari vivo a Roma: lo sai che nelle riunioni della destra – quella che tu chiami “centro destra” (compresi i consigli di amministrazione degli enti comunali) si salutano con il saluto fascista ed “onore al Duce”?
Mi sto avventurando su un campo minato e su argomenti di politica che conosco poco – ma ho qualche annetto – sto nel sistema imprenditoriale e conosco molto intimamente quello che succede dietro i tavoli dei nuovi politici/imprenditori (chiamiamoli così).
Da ragazzo credevo in un ideologia: ero fascista per l’esattezza e molti di quelli che oggi stanno al vertice di quello che tu chiami centro destra – erano picchiatori – li ho visti con i miei occhi.
Il tema politico non mi si addice – forse dovrei stare zitto e buono – e pensare alle mie poesie – alla musica ed all’arte in genere: ma mentre credo che in un paese civile una regolamentazione della rete sarebbe fatta con buon senso e senza secondi fini – ho paura che in Italia le cose possano essere fatte in modo iniquo e a scapito della vera e sana informazione.
Per il resto abbiamo una cosa in comune ci piace comunicare e scambiare pareri …e andiamo a finire fuori tema!!!
PS: forse la definizione più giusta della danimarca – è che è – un paese socialista nel senso più virtuoso del termine – e una cosa condivido: è molto più facile gestire un paese piccolo come la Danimarca che un paese con una popolazione come l’Italia.
saluti a tutti
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@ Stefano: magari sarai finito anche fuori tema, ma nel mio caso mi hai confermato quanto raccontatomi su Copenaghen da tanti che nei ‘70 ci hanno vissuto. E ricordo una chicca sulla capitale danese: botole che si aprivano sui marciapiedi per depositare l’immondizia sotto di essi, perchè, come oggi nelle città definite patrimonio dell’umanità dall’UNESCO, non devono esservi bidoni o altro sugli spazi adibiti ai pedoni!
Ma in Scandinavia (e non solo)latita il culto dell’uomo forte e impunibile, legittimato da una forte e radicata consacrazione di stampo plebiscitaria (elettorale o culturale):ovvio non mi riferisco semplicemente ai leader di partito, ma anche ai boss, ai grossi evasori, ecc.
Sembriamo tanti repressi pronti a giustificare la propria (non) etica e quella di questi “miti” additanto a ciò che è stato fatto in negativo dagli altri.
Io temo che queste ns peculiarità socio/culturali possano condizionare in qualche modo i necessari interventi legislativi in materia di “controlli”, specie se questi nascono d’urgenza di fronte a fatti eclatanti e sono fiutati come strumento di ricerca di consenso elettorale di stampo populistico.
Occorre essere vigili e critici, l’acriticità e la remissione aprono la strada a pericoli seri per la democrazia (che dovrebbe essere partecipazione, non devoluzione).
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comunque..io riforme così delicare da parte di persone del genere non le accetterei…non basta la legittimazione popolare e populista a far credere in quella trasparenza che esse richiederebbero… http://www.corriere.it/cronache/10_febbraio_24/digianvito-fastweb-schiavo_5e63a1fa-210e-11df-940a-00144f02aabe.shtml
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stefano feraco,
potresti insegnarmi 100 cose su 100 sulla Danimarca. Mi sono solo limitato a scrivere quell’appunto perché m’è parso dipingessi quel Paese come “eccellente” in generale, e non solo su alcuni aspetti
Anche se apprezzo il tuo commento, non è forse meglio rimanere in tema con l’articolo? Anzi, te la butto lì: perché non ne scrivi uno proprio sulla Danimarca?
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Arriveranno presto i miei articoli!
Ma su temi di altro genere: Ambiente (ecologia)e sicurezza sui posti di lavoro – e musica.
Sono le uniche due cose delle quali posso parlare veramente con cognizione di causa – oltre ai sentimenti…
ciao
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