
Diego Fusaro è nato 26 anni fa a Torino, dove si è laureato in Filosofia. Allievo di Gianni Vattimo ed esperto del pensiero filosofico di Karl Marx, ha in questi giorni pubblicato il suo nuovo libro, “Bentornato Marx! – Rinascita di un pensiero rivoluzionario” (Bompiani). Dillinger lo è andato ad intervistare in occasione della presentazione.
Dall’intervista scoprirete che:
Marx non è morto, ma anzi gode di ottima salute.
Che è la nostra unica speranza.
Che il vero soggetto del nostro mondo non siamo noi ma le merci.
Che la ricerca italiana è giustamente tralasciata, perchè in questo sistema non servono cervelli.
Che la società livellata non è quella marxista, ma quella capitalistica.
Che un professore di filosofia qui conta meno dell’ultimo scarsone della Cremonese (ma questo già lo sapevate).
Che non bisogna perdere la passione durevole dell’anticapitalismo.
Che i giovani di oggi, soprattutto quelli che credono di fare controcultura, sono i più capitalisti di tutti (e questo, forse, non lo immaginavate).
Per saperne di più, il sito di Diego Fusaro è:
Intervista di Roberto Pierri


















![La creatività è la fragranza della libertà dell’individuo. [Definizione di Outsider d'autore]](http://i0.wp.com/www.dillinger.it/wp-content/uploads/creatività2.jpg?resize=297%2C300&w=260)


strepitosa intervista, soprattutto nella sua conclusione… credo che oggi marx vorrebbe anzitutto che i giovani ricominciassero a studiare…
Intervista stupenda, piena di spunti di riflessione! Temi attuali e dai quali non si può prescindere: i giovani, la ricerca, la dematerializzazione e la rete, i media, una società non-pensante, il capovolgomento dei valori (il paradosso che un calciatore “valga” più di un professore), l’atteggiamento critico e il capitalismo.
Complimenti al giovane talento Diego!
Inutile dire che in questo momento storico più di tutto sarebbe necessario investire sui giovani e sulla ricerca perchè senza, dettaglio che sfugge ai più, non può esserci futuro.
O peggio, il futuro è destinato ad essere un regredire continuo fino all’implosione. Si deve investire in questi settori perchè senza la società si ferma, diviene massa informe e acritica, pronta per essere comprata dalle luci e dai colori del media di turno.
Complimenti anche all’intervistatore, uno strepitoso Roberto Pierri all’opera.
Caro Diego, sei un ragazzo giovane e brillante e sei come la sacra religione che ci da le sue ostie ovunque poi hai avuto un maestro che ho stimato ma che si è perso nel valzer tra PD, COMUNISTI ITALIANI ED I.D.V. Gianni Vattimo, minima moralia come direbbe adorno siete tutti vittima , come direbbe tao king uccidili tanto sono gia morti. La risp a Marx si trova in Althusser che intuisce che esiste un a/sincronia tra teoria e politica, che non aiuta a chiudere quel cerchio che Marx non aveva saputo chiudere, il filosofo francese aveva già intravisto una crisi del marxismo, secondo Althusser per poter pensare un Marx renaissance quando si prova a salvare il teorico ma a condannare il politico.
Marx non è morto, è STRA-MORTO. Queste trovate di resuscitarlo o di spacciarlo come nostra unica speranza(da morire dal ridere…) sono idee senza dubbio originali, molto capitaliste, utili a vendere libri inutili o a fare pubblicità a svitati che rievocano il “grande” Marx. Ad ogni recessione o crisi si tornano a fare queste chiacchiere sterili…ma certa gente non ha mai sentito parlare di “cicli economici”?
Se chi scrivi la banalità sulla stramorte di Marx conoscesse davvero il pensiero del filosofo di Treviri saprebbe che la analisi marxiste al sistema economico sono molto attuali. Il tema del rapporto tra lavoro e lavoratore, la denuncia degli squilibri sociali prodotti dal capitalismo, l’analisi corretta delle perenni e cicliche crisi del sistema capitalistico, sono solo alcuni degli spunti che dimostrano quanto egli sia attuale.
@ Paolo Martone, che non sa guardare oltre il proprio naso e si limita a trinciare giudizi estemporanei..
Mi piacerebbe sapere, punto per punto, le serie critiche (se argomentate, più che legittime!) che muovi alle diverse affermazione di D. Fusaro..
Nel commentare lascio una proposta e lancio una provocazione:
secondo voi, e secondo l’intervistato, per attualizzare Marx e quindi per “criticarlo” (nel senso epistemologico del termine)sarebbe logicamente possibile assumere il suo pensiero – e quindi includere la dottrina comunista fino alla terza internazionale- come “idea regolativa” (”kantianamente” parlando)?
Diego puoi spiegare meglio cosa intendi quando dici che la filosofia è “un gioco dove non si perde mai?”
http://www.rainews24.it/it/video.php?id=18395
Non posso che dar ragione a Paolo Martone. Marx è stra-morto. Una piccola bacchettata, se mi è concesso.
Un libro non è mai inutile.
Forse no, Marx non è morto, Marx, è anacronistico.
Gli input, i soggetti e le varianti che caratterizzano questo nostro “capitalismo”, collimano ben poco con la critica di Marx. Su un piano generale, la critica potrebbe essere univoca, generalizzata e palese per tutti i liberi pensatori. Ma è nell’incunearsi delle migliaia di varianti che caratterizzano la nostra attuale evoluzione, il nostro attuale “capitalismo”che filosofi come Marx, sono anacronistici. Non possono dare nessun tipo di input. Sicuramente non adesso.
La stessa filosofia oggi, non può certamente contribuire che ad una microscopica svolta. Proprio come la stessa religione. Non è al passo con i tempi. Si perdono, entrambe, nei meandri e nelle verbosità delle loro primordiali coicisioni, la mancanza assoluta di sintesi, di concetti immediati e tangibili.
Complimenti, comunque, a Diego.
Interessantissima intervista.
Faccio i miei personali complimenti a Diego; trovarsi, a soli 24 anni, a studiare ed analizzare uno dei più grandi pensatori degli ultimi due secoli, e farlo in una maniera così precisa quanto (finalmente) stimolante, è un compito davvero difficile.
Marx è (forse) il pensatore più “moderno” degli ultimi secoli. Il capitalismo, che tanto comanda oggi il mondo e ne traccia le leggi, ha avuto come suo massimo studioso proprio il filosofo tedesco, ben oltre cento anni fa. Un’epoca dove il capitalismo stesso era considerato “utopico”.
Per questo trovo gravissimo (e sinonimo di grande ignoranza) parlare di “stra-morte” di Marx;
Studiarlo a fondo, capirlo, discuterne le tesi, è il miglior modo per riuscire a capire e comprendere il capitalismo moderno!
signorina libertà signorina anarchia, sono assolutamente d’accordo e complimenti per la scelta del nick
@ Signora libertà signorina anarchia
Certo considerare il capitalismo UTOPICO all’epoca di Marx è davvero uno scivolone storico……….
Correzzione: UTOPICO (capitalismo) è da intendere (non secondo Marx, ovviamente) in confronto allo sviluppo che ha raggiunto (in particolare nei decenni degli anni 70′,’80 e ’90), inimmaginabile nel secolo precedente..
Anacronistici a distanza di 100 anni?
Sempre meglio che inutili dalla nascita!
Il capitalismo era una realtà concreta almeno da mezzo secolo prima della stesura del Das Kapital!! Altro che UTOPICO!! Come avrebbe fatto Marx a scandagliarne così bene i meccansmi altrimenti….. L’evoluzione del capitalismo novecentesco ha semmai dimostrato alcune falle dell’analisi marxiana..ma ha mantenuto vive le sue contraddizioni sociali (e non, haimè!, deterministiche)..
Sarà che studio economia, ma considerare così negativamente il capitalismo mi sembra un po’ eccessivo. Dire che solo chi ha i soldi in tasca ha 24 gambe e che non esistono meriti non mi par vero. Forse, senza considerare le disuguaglianze iniziali, potrei anche affermare che proprio il capitalismo premia i meritevoli. Basti considerare (esempio estremo): i creatori di Google, Facebook o lo stesso Bill Gates.
Certo è vero che il capitalismo livella la società. Proprio grazie al “feticismo delle merci” oggi tutti i teenager hanno un i-pod, ascoltano la stessa musica, mangiano da Mc Donald e perdono così la loro individualità; ma non mi spaventa l’idea di un futuro in cui tutti saremo collegati da internet, vivremo in un flusso continuo di informazioni e diventeremo così un “unico paese”. Non per forza questo processo avverrà “senza bisogno di soggetti critici pensanti”, anzi. Oggi le informazioni girano così liberamente che è molto difficile rimanere sterili spettatori di ciò che ci circonda. Si creano sempre più comunità virtuali e molti giovani sono sempre più attivi. I ragazzi oggi non sono tutti ultracapitalisti, non seguono asetticamente le tendenze del mercato ma, al contrario, ne creano di nuove a cui le imprese devono adeguarsi.
Laura ti consiglio tre letture riguardanti l’argomento(in particolare capitalismo e globalizazzione):
- “No logo” (Naomi Klein)
- “la società individualizzata” & “Consumo dunque sono” (Zygmunt Bauman)
capisco i tuoi studi in Economia, ma bisogna anche cercare di vedere il fenomeno capitalista dal punto di vista sociale! che non è affatto positivo (secondo la mia opinione).
dire che il capitalismo premia i meritevoli, citando tre grandi “fortunati geni” della società moderna, mi sembra una giustificazione un pò troppo forzata!
Mi sembra che non si dica nulla di nuovo, è chiaro che Marx non è morto, più lo dicono più non è vero. Ma in che senso? la società capitalista continua ad avere molti dei limiti denunciati da Marx, ma ne ha anche di nuovi! inoltre il modello proposto da Marx è del tutto da contestualizzare e storicizzare, non tanto per l’esperienza sovietica fallimentare, ma per i cambiamenti epocali e culturali degli ultimi 150 anni e per i progressi compiuti dal pensiero filosofico e politico (Jonas, Keynes, Rawls, I francofortesi, Foucault, per dirne solo alcuni, fino ad arrivare al moderno “progressismo verde”, vedi Rifkin e il movimento Zeitgeist)
In ogni caso la conoscenza di base di Marx, oggi, può essere un buon punto si partenza contributo, in questo senso il libro ha un suo obiettivo.
correggo il mio errore madornale..”globalizzazione”…:)
E’ VIVO + CHE MAI, RESUSCITATO DAI “CAMPIONI” DEL NEOLIBERISMO, COME UN SECOLO FA DAI LATIFONDISTI E PALEO-CAPITANI DI INDUSTRIA! IL GENIO DI TREVIRI AVEVA PRECONIZZATO LA GLOBALIZZAZIONE ED IL CANNIBALISMO DEL CAPITALE, IL QUALE DOPO AVER SFRUTTATO IL TUTTO, SAREBBE ANDATO NEL CLASSICO “CORTO CIRCUITO” CHE STIAMO OSSERVANDO.I PROCESSI PRODUTTIVI E DI SFRUTTAMENTO SONO VELOCISSIMI E MOLTO INTEGRATI, E LA LEGGE “BRONZEA” DEL SALARIO E’ IN VIGORE IN MODO ITINERANTE NEI PAESI SOTTOSVILUPPATI! UN BRAVO ALL’AUTORE PER IL CORAGGIO E LA LUCIDITÀ’ ARGOMENTATIVA…MARX VIVE! marconaponiello@tni.it
Bravo Diego!! Riesci bene a comunicare la filosofia ai non esperti. Sono molto d’accordo però anche con Rosario che ricorda i pensatori moderni e quelli contemporanei. Insomma nobili lotte.
Però un 26enne che parla di “spinelli” non si può sentire! Chi sei, Giovanardi?
Gio, credo che il messaggio fosse un altro e non cambia sia che li chiami spinelli, canne, trelle, giolle, fly, joint e via dicendo…
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Ottima intervista. Mi complimento con l’intervistatore, oltre che con l’autore e con dillinger. Ho già provveduto a inserire l’intervista sul nostro sito.
il fatto che di Marx si sia rivalutato il valore scientifico del suo lavoro, non penso abbia a che fare con qualche “azione ombra” di matrice politica . semplicemente si è compreso, a mio avviso con giustezza, che il marxismo fa parte di una determinata epoca della storia europea e da essa non può prescindere e quindi nemmeno essere elevato a critica per antonomasia del mondo capitalistico. per quanto se ne dica, anche se nei scritti di Marx non compare esplicitamente, il marxismo è un ideologia che non può non portare all’odiato livellamento sociale di cui si è parlato, semplicemente perchè esso nasce come strumento politico. qualsiasi tentativo di analizzarlo diversamente, ci conduce a interpretazioni atipiche e snaturanti che distorgono non solo il pensiero marxista, ma inevitabilmente anche il contesto storico nel quale esso è indissolubilmente incastonato.