Dillinger presenta “digitaLife” – Fondazione Romaeuropa

marzo 31, 2010 in Arte, Cultura, Eventi, Scienza da Dillinger

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DigitaLife

Fondazione Romaeuropa

digitaLife – EnPower your senses

3 marzo – 2 maggio 2010
Museo MACRO (ex-Mattatoio) – Spazio La Pelanda

Piazza Orazio Giustiniani, 4 – Roma

La Fondazione Romaeuropa cura il progetto e l’organizzazione dell’evento espositivo digitaLife, dedicato alle contaminazioni fra tecnologia, nuovi media ed espressioni artistiche contemporanee.

La direzione artistica è di Richard Castelli, gli ospiti sono alcuni degli artisti più innovativi del panorama internazionale contemporaneo. Il tutto in un unico percorso di installazioni e proiezioni video di ultima generazione, dove sperimentare forme inedite di coinvolgimento del pubblico.

Il programma di digitaLife

sakamotoRyuichi Sakamoto + Shiro Takatani

LIFE-fluid, invisible, inaudible_2008

Giappone – Prima Europea

In uno spazio completamente buio 9 vasche quadrangolari di vetro trasparente in cui si alternano acqua e nebbie artificiali sono sospese sopra la testa degli spettatori, a 2 metri e 40 da terra… L’installazione nasce dall’ incontro creativo fra il compositore giapponese Ryuichi Sakamoto (che ha composto le 9 variazioni stereofoniche) ed il video artista Shiro Takatani attorno al tema della vita nel presente contemporaneo.

avieJeffrey Shaw

AVIE (Advanced Visual Interactive Environment)

Australia

Uno schermo cilindrico argentato di 4 metri di altezza per 10 metri di diametro sul quale 12 proiettori ad alta definizione: questo è Avie, il sistema di proiezione sviluppato da Jeffrey Shaw dopo anni di ricerca. Il pubblico è chiamato ad un’osservazione attiva, potendo entrare nei cilindri. Non solo. E’ anche possibile rendere le immagini reattive alla posizione del pubblico nello spazio e permettere l’interazione diretta con esse. Il sistema Avie mette così a disposizione dei video artisti nuove strade per il coinvolgimento del pubblico, l’utilizzo dello spazio e della rappresentazione.

alluviumUlf Langheinrich

Alluvium_2010

Germania, Austria – Prima Mondiale

Alluvium è una creazione originale per tecnologia di proiezione Avie che sarà presentata per la prima volta a Roma proprio in occasione di digitaLife. Ulf Langheinrich, co-fondatore del collettivo artistico Granular Syntesis, sperimenta in questa installazione compiutamente tridimensionale la propria sensibilità video artistica attorno alle sonorità e alle contaminazioni visive di una dimensione fluida, anziché terrena, immergendo lo spettatore a 360° in un’esperienza acquatica polisensoriale.

bruyereJean Michel Bruyère

La Dispersion du Fils_ 2008-2010

Francia – Prima mondiale della versione definitiva

Un esperimento di cinema immersivo realizzato per la tenologia Avie. Il materiale video proveniene dagli archivi de La Fabriks – Groupe d‘Intervention Artistique Internationale. Lo schermo cilindrico accoglie lo spettatore all’interno di una struttura tridimensionale composta di immagini provenienti dagli oltre 500 film, in buona parte inediti; ogni tassello dell’immagine virtuale è costituito da una scena in movimento. Lo spettatore può sperimentare la propria sensibilità attraverso una percezione complessiva oppure scomposta dello spazio virtuale proiettato.

matrix-2Erwin Redl

Matrix II_2000

Austria, USA – Prima Italiana

Matrix II è una delle tappe della riflessione sullo spazio e sull’approccio artistico alle nuove tecnologie che l’artista austriaco Erwin Redl sta conducendo attraverso gli allestimenti luminosi della serie “Matrix”. L’estetica astratta del linguaggio virtuale si da allestimento luminoso. Redl immerge lo spettatore in un’architettura completamente avvolgente, come una seconda pelle. Matrix II è stato precedentemente esposto in importanti sedi museali e performative sia in Europa che nel resto del mondo.

ondulationThomas McIntosh con Emmanuel Madan e Mikko Hynninen

Ondulation_2002

Canada, Germania, Finlandia – Prima Italiana

Ondulation è un momento di sospensione onirica, un’installazione delicata per acqua, suoni ed immagini riflesse. All’interno di una vasca l’acqua, immobile, viene lasciata progressivamente danzare per effetto della rifrazione delle onde sonore di una partitura musicale indirizzata da casse estremamente potenti direttamente sulla superficie del liquido. Allo stesso tempo un raffinato gioco di rifrazioni di luce permette ai riflessi di proiettarsi su uno schermo, traducendo il movimento dell’acqua in forme visuali complesse. Il risultato del delicato equilibrio ideato dai tre artisti è un’esperienza polisensoriale e materica che evolve e si ridefinisce col passare del tempo.

low-resolution-cinemaJulien Maire

Low Resolution Cinema_2000-2010

Francia, Germania – Prima Italiana

Low Resolution Cinema è una video proiezione pensata per ottenere una forte riduzione della risoluzione dell’immagine, unitamente ad una “decompressione” della stessa in uno spazio tridimensionale. Si tratta di una rappresentazione astratta della  condizione geopolitica della città di Berlino, luogo in cui l’opera è stata ideata e realizzata. Il particolare effetto video è ottenuto grazie all’utilizzo di uno speciale proiettore all’interno del quale si muovono due schermi LCD (Liquid Cristal Displays) in bianco e nero. Ognuno dei due schermi è stato decostruito affinché mostri solo la parte superiore o inferiore dell’immagine; una linea di orizzonte taglia così il video ed un “confine” immediatamente riconoscibile si mostra agli occhi dell’osservatore.

exploding-cameraJulien Maire

Exploding Camera_2007

Francia, Germania – Prima Italiana

Exploding Camera (2007) è una delle installazioni più apprezzate di Julien Maire. La sperimentazione decostruttiva dell’artista arriva qui a proporre un video proiettato da una macchina da presa completamente scomposta, come sopravvissuta ad una battaglia. Lo spunto per questo lavoro viene da un fatto di cronaca: due giorni prima dell’11 settembre 2001 il Comandante Massoud, un alto ufficiale contrario al regime dei Talebani, è stato ucciso in Afganistan da due attentatori suicidi camuffati da giornalisti. L’esplosivo che ha fatto saltare in aria l’uomo era nascosto in una telecamera. L’artista, sensibilmente colpito dalla notizia, ha voluto immaginare che quella telecamera avesse continuato a funzionare riprendendo, non vista, ogni istante dei successivi anni di guerra.

memory-coneJulien Maire

Memory Cone_2008

Francia, Germania – Prima Italiana

Il titolo di questa installazione si deve all’immagine del “cono capovolto”come metafora della memoria utilizzata dal filosofo Henry Bergson in “Matters and memory”: in precario equilibrio sul vertice del presente, si tiene tutta la mole dei nostri ricordi, dai più recenti a quelli ormai depositatisi negli strati più profondi della coscienza. “Memory Cone” fonde insieme la dimensione analogica dell’immagine e la sua recente conversione al digitale, ed offre una riflessione sulla molteplicità dei processi di distorsione legati al ricordo. A partire da una serie di diapositive reperite nei mercatini delle pulci del luogo di allestimento della performance, Maire avvia una contemporanea proiezione ed elaborazione di questo materiale dando vita ad un effetto visivo di particolare suggestione. Un unicum visivo in cui in i mezzi di elaborazione delle immagini del passato e del presente si fondono ed il loro scopo di registrazione e trasmissione della memoria collettiva si rivela con delicatezza.

MOMChristian Partos

M.O.M. (Multi Oriented Mirror)_2003

Svezia – Prima Italiana

Capace di performance estremamente particolari ed eterogenee, Christian Partos, ripropone a Roma l’installazione M.O.M. (Multi Oriented Mirror) creata nel 2003. L’acronimo M.O.M. nasconde e rivela al tempo stesso l’oggetto al centro della rappresentazione; utilizzando, infatti, come elementi minimi dell’immagine i riflessi prodotti da cinquemila specchi rifrangenti opportunamente illuminati e sistemati quasi fossero dei pixel oversize (Multi Oriented Mirror, per l’appunto), l’artista compone su una parete vuota il ritratto del volto della madre, venuta a mancare nel 1996.

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martux-mMartux_M

X-Scape 08_2010

Italia – Evento in esclusiva

Un progetto per modulazioni audio-visive, un’opera in cui si sperimentano sensorialità mescolate, dove i tessuti delle visioni si mischiano ai suoni. Sensi di pelle porosa. Trans-grafica e trans-sonica si trasfigurano in ritmi reticolari. Un corpo a corpo costituito ormai solo di energie, per essere riunite solo da luce, area, vuoto. Far vibrare la sensazione, aprire, fendere. “Non si è nel mondo, si diviene con il mondo, tutto è visione, si diviene universo, si diviene animale, vegetale, molecolare, si diviene zero”. Con la collaborazione di Enzo Varriale, in omaggio a Massimo Canevacci e a Gilles Deleuze.

http://romaeuropa.net/digitalife

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Dilinger.it è media partner dell’evento digiaLife

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