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Dio è morto

di - 30 novembre 2009

Dillinger.it - Dio e' mortoDio è morto. Ci troviamo in un vuoto pneumatico di valori, futuro, radici e andiamo avanti per dimenticare.

Cerchiamo Dio dentro di noi storditi dalle droghe. Cerchiamo di premere più a fondo possibile il nostro acceleratore fino ad arrivare al disumano, trasformandoci in macchine per stare al passo coi tempi, con gli altri, con l’economia. E ci dimentichiamo della vita nella quale viviamo dedicandoci a realtà virtuali, alla ricerca di quei valori che non riusciamo a realizzare. Alla ricerca di felicità e soddisfazione che però non troviamo in un negozio.

L’occidente, il nostro paese e la nostra classe dirigente sono esponenti del nulla.

In Italia si prescinde dalle nuove energie, dai giovani, dalle donne: dagli outsider.

Dio è morto. Il vuoto ha reso indefinibile il nostro futuro, di fronte a noi c’è un cumulo di incertezze e paura. Ci rivolgiamo alla chiromanzia, non crediamo di potere incidere sulla nostra stessa vita, sul mondo.

Dicono che la nostra generazione è capace solamente di lamentarsi e forse hanno ragione.
Per questo consigliamo a tutti l’intervista a Umberto Galimberti.
Abbiamo la forza biologica. Usiamola.

Pubblicato da

  1. Grazie per questa cover così accattivante: mi ha portato a leggere e a vedere interventi splendidi, come quello di Galimberti!

  2. Chiara Lo Cascio ( 30 novembre 2009 alle 17:52)

    Grazie Silvia.
    Grazie Violetta per Guccini.

    Credo che in questo momento sia più che mai necessario guardare in faccia la realtà. Anche se nera, brutta, triste e soprattutto vuota.
    Solo così saremo in grado di trovare la forza (e, perchè no, proprio quella biologica) di tornare all’Umanità. Quella con la ‘U’ maiuscola.

  3. diego mongardini ( 30 novembre 2009 alle 20:58)

    Io credo che questa non sia un età in cui si sia assistito alla morte di Dio, perchè quella semmai è già accaduta, già ne parlava Nietzsche più di 120 anni fa, poi le guerre mondiali e altre catastrofi non hanno fatto altro se non aumentare i metri di terra che ci separano dall’Altissimo. Dio era, ed è per ancora per milioni di persone, un contenitore di senso che è stato riempito di altro da parte di coloro che si sono allontanati dalle religioni monoteiste canoniche. Questo vuoto di senso è stato riempito da altre divinità che nn sono con la “d” minuscola solo perchè nn si riconoscono in una religione ufficiale: c’è chi crede a Freddie Mercury e per quelle persone lui è un dio, c’è chi crede nel basket, ecc…Io credo che per molti Dio sia morto prima ancora di nascere e che una vita senza Dio non sia una vita priva di senso. Credo sia inutile in più fare un funerale a una salma deposta da troppo tempo ormai. L’importante è costruire un senso e viverlo, tentando di non consumarlo e soprattutto di non consumarCI troppo lungo il cammino…

  4. titolo evocativo di una generazione che non ha più certezze..

  5. Corto Maltese ( 1 dicembre 2009 alle 13:49)

    Forse generazione che di certezze ne ha troppe…

  6. Roberto Tinari ( 2 dicembre 2009 alle 21:03)

    Scusate, ma per morire non occorre prima esistere?
    Battute a parte, sto pensando alla canzone “Dio è morto”, leggendo questo articolo ho rivissuto le stesse emozioni che ho provato la prima volta che ho ascoltato la canzone.

  7. Bellisima cover comunque (ancora non te l’avevo detto)

  8. Paola Carbone ( 4 dicembre 2009 alle 14:43)

    Bella cover. e belle riflessioni! questa settimana il sito è al top ;)

  9. Bella quanto tristemente veritiera questa cover.Nel secolo passato abbiamo scelto di spogliarci di valori che ormai erano considerati obsoleti ma ,non avendo proposto o accettato alternative consistenti, siamo rimasti nudi di fronte ad un mondo che continua invece a crescere e a proporre alternative e nuovi modelli.(Scusate la lunghissima assenza)

  10. Alessandra Magnaghi ( 5 dicembre 2009 alle 13:44)

    @ Giulio: bentornato!

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