Diritto ad una vita dignitosa
Con la decisione della Cassazione, finalmente papà Englaro ha visto accolta la sua richiesta: Eluana potrà morire. La sua vicenda è ormai nota a tutti: è stata al centro di un lungo dibattito in cui si sono confrontati politici, giudici e uomini di chiesa; dibattito acceso più di ogni altro in quanto carico di riflessi etici e religiosi. I medici potranno sospendere quelle cure che si erano tradotte in un prolungamento artificiale della vita, il cui unico risultato è stato quello di dimostrare la bravura dell’uomo nel saper rimandare il tempo della morte, sancendo così una vittoria della scienza medica sulle regole della natura. Ma questa è una vittoria sterile in quanto in questa lotta a uscirne sconfitta è la persona umana, cui deve essere riconosciuto non solo il diritto all’esistenza, ma anche e soprattutto il diritto ad un’esistenza dignitosa.
Il diritto alla vita deve essere garantito più di ogni altro, ma non fino al punto di offendere la dignità della persona.
Il progresso della scienza ha fatto emergere situazioni e problemi etici prima inesistenti, cui non è facile dare risposta tempestivamente: nel nostro ordinamento manca tutt’ora una legge che regoli espressamente la materia e in attesa di un intervento del legislatore è stata condotta una drammatica battaglia da un padre che non chiedeva altro che le cose seguissero il loro verso naturale, in modo tale da evitare ulteriori sofferenze alla figlia; un padre che ha dovuto lottare e soffrire per lunghi anni prima di ricevere una risposta positiva. Purtroppo è questo il rischio che si deve correre se è la legge a regolare la vita e la morte.
Maddalena Vetta
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credo che come non abbiamo il diritto di disporre della vita altrui non lo abbiamo anche della morte.dignità è solo un valore della vita che rimane il bene fondamentale
ESAUSTIVA mi è sembrata la parola più appropriata per definire la composizione di maddy….Ma dietro nove semplice lettere messe assieme c’è molto di più:la precisione,l’accuratezza e l’iimediatezza con la quale ha parlato di uno dei baluardi del nostro sistema(non solo costituzionale…ma di vita):i miei complimenti.
Condivido pienamente, Maddalena..
brava maddy!
finalmente un richiamo forte e sincero alla dignità umana troppo spesso dimenticata tra polemiche di ogni tipo, perfino nelle rivendicazioni di tipo ideologico.
La lucidità e la genuinità del tuo messaggio trovano tutti d’accordo sul fatto che la dignità dell’uomo è sacra come la vita ; é essa stessa vita!
io credo che quest’esasperata attenzione mediatica al caso di eluana, dimentichi vergognosamente la sofferenza di un padre. Molti ,politici e non, si riempiono la bocca parlando di un dolore incomprensibile ai più, ma del quale puntualmente dimenticano di discutere in parlamento, lasciando ai giudici il compito di “legiferare” seguendo i prinicipi costituzionali, per poi poterli criticare seguendo l’onda dell’opinione pubblica. Un’opinione ipnotizzata dal potere della chiesa in italia, dalla sua influenza continua su questioni politiche e morali, che a mio parere non fanno che rallentare ulteriormente la crescita del nostro paese.
NOn so se sia giusto interrompere l’alimentazione e l’idratazione di eluana, non so se la sua volontà (storicamente ricostruita) possa avere valore giuridico.Ma credo che ogni giudizio sia sbagliato, poichè ciascuno di noi risponde secondo le proprie convinzioni producendo una sentenza inevitabilmente viziata.
Ripenso al dolore di un padre che da anni LOTTA PER IL DIRITTO DI MORIRE DI SUA FIGLIA, e che da più di dieci anni sogna di ritrovare il suo sorriso. Un sogno che si rompe ogni minuto che passa. Lui prima o poi si spegnerà come tutti, e sua figlia potrebbe essere ancora lì a raccontare con il suo stato irreversibile il trionfo della scienza medica sulla morte.
O forse, il trionfo sulla vita.
A quanto pare la vicenda non è ancora finita…
la Corte Europea ha aperto un fascicolo sul caso…
Il 16 dicembre 2006 la Corte d’appello di milano ha rigettato nel merito il ricorso di papà Englaro,affermando che la vita è il bene supremo non essendo configurabile un “diritto a morire”.
Ma siamo davvero sicuri che non possa esistere un “diritto alla morte”tutte le volte in cui la vita ti nega ogni speranza e ti costringe,completamente paralizzato e incosciente,su di un letto di ospedale?
A papà Englaro va tutta la mia stima e tutto il mio rispetto per aver portato avanti non solo la battaglia di Eluana,ma quella di tutti coloro che, purtroppo ,in futuro verranno a trovarsi nella stessa condizione;è un padre che ha lottato con grande dignità per l’affermazione di un principio di diritto che restituirà a sua figlia e a chi come lei,la pace eterna.
D’accordo con te, Maddalena…
Sono d’accordo con il post,per quanto la Chiesa ricordi che la vita è un dono di Dio e,in quanto tale, nessuno possa disporne,quella di Eluana completamente immobile e priva di coscienza non è vita! Sarebbe ora che in Italia l’eutanasia non fosse più considerata alla stregua di un omicidio volontario o di un omicidio del consenziente in caso di consenso del malato, ma che come in Olanda, in Belgio e in altri Paesi siano approvate leggi che consentano agli ospedali di praticare l’eutanasia ai malati terminali o a chi ne abbia espresso il consenso nel corso di una vita cosciente,come nel caso di Eluana,senza che questo significhi procedere penalmente nei confronti del medico. Anche se il codice non contempla l’eutanasia l’art.5 c.c. afferma:” Gli atti di disposizione del proprio corpo sono vietati quando cagionino una diminuizione permanente all’integrità fisica o quando siano contrari alla legge,all’ordine pubblico e al buon costume”. C’è da dire che chi è al punto di chiedere l’eutanasia è già in una condizione di diminuizione permanente dell’integrità fisica tanto da preferire la morte alla vita. Una legge al riguardo sarebbe solo un atto di civiltà.
Sono d’accordo con te Federica,
e sono ancora più d’accordo con Ai ling,
ciò significa che il pensiero di una vera vita,
di una vita dignitosa,
è un pensiero universale,
da nord a sud,
da oriente ad occidente,
nonostante normative continentali, codici, dittature, corani e bibbie…
Solo una persona, in questo caso una donna sensibile, è in grado di trattare questo argomento
BRAVA MADDY
Ho dimenticato.
Brava Maddy. post stimolante
Sono d’accordo con la sostanza della decisione. Molto meno per il fatto che sia stato necessario, in mancanza di una legge specifica dell’intervento di un giudice.
La chiesa e i suoi esponenti hanno il “sacro santo” diritto di pronunciarsi e non possiamo fare loro una colpa se la popolazione italiana segue quella dottrina. il problema è che a quanto pare, checchè se ne dica, le clericali sentenze finora non sono mai state seguite di fatto. sull’influenza politica è un altro paio di maniche, ma essendo movimentatore di coscienze non si può certo pretendere che la chiesa stia in silenzio. Non incappiamo nel errore uguale e contrario del pensiero unico prima cattolico ora laico!
Ma tornando al caso. Ripeto, è giusto a un certo punto staccare la spina ma sulla base di cosa decretiamo “è ora che muoia”.
Voglio dire, il caso Englaro va oltre quello in cui il soggetto chiede legittimamente con scienza e coscienza di morire. sono le sue volontà alle quali va dato seguito. ma qual’è il limite superiore che ci consente di stabilire, in assenza di volontà, che è ora di morire. Le guarigioni improvvise sono rarissime ma accadono. A volte mi chiedo perchè fare della statistica una scienza esatta quando non lo è.
voi che ne pensate?
appunto la morte era dignitosa…il sopravvivere così invece era impossibile!
Non puoi vedere,non puoi sentire,non puoi parlare,non puoi assaporare,non puoi pensare,non puoi sognare,non puoi giocare,non puoi ridere,non puoi camminare,non puoi piangere… Mi chiedo se questa è VITA…Io non penso! Mi auguro che presto intervenga il legislatore per regolare questa delicata materia,anche con l’introduzione del testamento biologico,cioè l’atto sottoscritto da persona capace e consapevolmente informata nel quale si manifesta la volontà di sottoporsi o meno a trattamenti sanitari anche in relazione al verificarsi di un successivo ed irreversibile stato d’incapacità.
Grande rispetto per il padre e per i familiari di Eluana che affrontano il dolore ogni giorno con grande forza e che non si sono mai arresi in tutti questi anni.Grazie per l’esempio morale che avete dato!
Brava Maddy
Dignità non vuol dire sopravvivere, la dignità vuol dire vivere !
E così hanno deciso per una morte dignitosa…povera ragazza,non oso immaginare le sue sofferenze,la reale impossibilità di vivere…
sono d’accordo con Michele comunque,un articolo molto bello!
Sono d’accordo con il post di Maddalena sull’esigenza di disciplinare il fenomeno con legge e sui numerosi dubbi connessi. Sono meno d’accordo con Hank; la Chiesa ha il diritto di pronunziarsi su questioni che riguardano la vita e la morte. Ma di certo a tali affermazioni non va assegnata una portata vincolante, rimanendo evidente che solo al legislatore spetta l’ultima (?) parola. Ma ancora una volta questi recepisce la morale più radicata, con il rischio che sia quella cattolica. Così si mostra una certa cautela nell’accogliere le aperture della giurisprudenza recente a scapito del bisogno di giustizia- anche umana- del cittadino.
E’sorprendente quanto un articolo come questo possa farci riflettere.Sono completamente daccordo con la tua analisi,e sono sicuro che sarebbe d’aiuto per tanti altri”papa’ englaro”.
Innanzitutto mi congratulo per il post davvero bello.
Ma mi domando e vi domando: perchè nel nostro paese la Chiesa ha un ruolo così importante? Perchè ha il dirito di mettere bocca su qualsiasi questione? Capisco la libertà di opinione sancita dalla nostra Costituzione, ma, parliamoci chiaro, la Chiesa quando si esprime lo fa sempre con sentenze inappellabili, che non permettono visioni diverse. Sbaglio o viviamo in uno stato di diritto e soprattutto in un paese LAICO!? E’ bene intendere che sul caso Englaro non s’è pronunciato un giudice paffutello di provincia…ma la Somma Cassazione…eppure la Chiesa parla di eutanasia! A volte mi viene da pensare che la nostra bella Italia sia di tendenza teocratica…per fortuna so che non è così. E lo so perchè prendo in mano la Carta costituzionale, leggo l’Art. 32 e vedo : “Nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge. La legge non può in nessun caso violare i lmiti imposti dal rispetto della persona umana”.
Sono pienamente d’accordo con il post,la tua visione è spiegata attraverso una delicata, lucida e sempre pacata analisi.