Diventerai una Co.CCO.Dé (Parte 1)

di - 2 dicembre 2009

E’ incredibile riflettere su quante cose si sono risolte nella tua vita, nell’ultima settimana. Quante cose si sono risolte per legittimare una così prolungata assenza da questo piccolo angolo di cibernetica frustrazione.
In primo luogo, hai cercato di fronteggiare la sfiga che ormai da svariati mesi ha deciso di accanirsi sulla tua esangue buona sorte.Una piccola carrellata di personalissime nefandezze, in modo da rendere l’idea: il tuo storico pc si rompe, per sempre, definitivamente, molla, muore, così, improvvisamente. Non che l’accoppamento non fosse nell’aria, non che godesse di ottima salute, il tuo storico pc.

Memorabile l’ischemia del monitor avvenuta a Londra, un anno fa, dopo 1 settimana di permanenza, costata semplicemente 176 pounds per un immediato ricovero in una clinica privata per pc, in cui il dottore per pc ti spiegava lentamente, scandendo approfonditamente le sillabe delle parole, come se tu fossi una cerebrolesa, dato che tutto ciò che eri riuscita a dirgli era stato “Aim Italian, spich slouli plis, mai laptop dasnt work and aim apset”. E poi, il rumore, quel sottofondo vellutato che dava alla tua quotidianità, che nemmeno un aspirapolvere della Folletto o un phon rowenta per chi non s’accontenta. E la tastiera (hai gli occhi lucidi), la tastiera aveva la A del tutto cancellata e la E (una lacrima sta per suicidarsi, per lanciarsi giù dalla tua palpebra inferiore, pronta a sfracellarsi sulla guancia setosa e perdersi, per sempre) la E si era completamente staccata. Non esisteva più.

Tu schiacciavi un anonimo pulsantino di gomma e un buco sulla tastiera ricordava ai posteri che, in quel punto, un giorno, era esistita una E (sei in piena crisi di pianto).(Ti sei calmata).(Ti sei calmata ma continui a tirare su col naso).Dicevi, il tuo storico pc muore, senza nemmeno esalare l’ultimo respiro, senza estrema unzione, senza firmare il testamento. Muore. Passi un mese senza pc. Poi, un bel dì, ti armi di coraggio e varchi la soglia di un Marcopolo che, secondo tuo padre, ha prezzi convenienti. Compri il nuovo piccì, dopo un’attenta riflessione, un ammorbamento letale messo in atto nei confronti degli assistenti alla vendita di Marcopolo vicino Sempione, mille telefonate con tuo padre che ti consiglia un Asus e, alla fine, dato che i consigli a te piace chiederli solo per non seguirli, compri un Hp che costa 100 euro in più, per via del ricercato design. E’ superfico, il tuo nuovo piccì. E’ total white, come il tuo divano total white. Ci sta troppo bene, nella tua casa, quell’Hp Pavillion della capocchia, pagato 100 € in più.Una settimana dopo l’acquisto, muore anche il nuovo Hp, mediante fenomeni paranormali del tipo: schermo nero, scritta blu stile commodore 64 che, orribile, troneggia nella schermata da MS-Dosche a te fa venire un’ansia bestiale, che quando compaiono le schermate MS-Dos sta sempre per accadere qualcosa di tragico, computeristicamente parlando. L’Hp nuovo di zecca ti accusa, mediante irriverente illazione espressa su schermo nero con scritta blu, di aver cancellato il sistema operativo.Tu??Ma se tu, anche volendo, non hai la minima idea di come cazzo si cancelli un sistema operativo.Ti armi di buone intenzioni e il sabato mattina, invece di sbafarti di sonno fino alle 13, ti alzi, esci con il caldo feroce dell’estate milanese e vai a varcare la soglia del Marcopolo vicino Sempione, che secondo tuo padre ha dei prezzi convenienti. Ti fai cambiare piccì. Un nuovo Hp Pavillion super fico, total white da usare sul tuo divano total white. Dopo 3 mesi, l’Hp Pavillion due la vendetta, muore.Non c’è via d’uscita: assistenza, garanzia, il tuo piccì parte e tu lo guardi partire, nelle mani di un omino UPS, dalla finestra, singhiozzando, come una mamma che manda il figlio alla colonia.
Non solo. A questa intricata vicenda computer, si aggiunge un numero X elevato alla enne di multeprese, sempre, per il benemerito lavaggio stradale; un’infiltrazione d’acqua nella parete della tua camera da letto che ha fatto penetrare l’umidità nel tuo armadio intaccando i tuoi sparuti indumenti; l’unico colloquio fissato negli ultimi mesi è saltato perché la persona che dovevi incontrare è stata ricoverata d’urgenza; hai forato con la tua fiestina e hai dovuto sostituire tutte le gomme per la modica cifra di 220 €; hai perso aerei e treni e, a ben pensarci, potrebbe emergere un’altra dozzina di sfighe clamorose.
Ma, la sfiga, a differenza della fortuna, la da via facile. Non è né sorda, né cieca. Non se la tira e se la invochi, arriva subito la sgualdrina e, anzi, ha una naturale tendenza a presentarsi anche sprovvista di invito, senza accompagnatore ed infrangendo il dress code di una vita decorosa.Alla luce di ciò, è bene evadere da questo tunnel e cambiare argomento.

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