Eigenharp, il futuro della musica
gennaio 8, 2010 in Cultura, Musica da Valerio Aiuti
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Di base è una sorta di chitarra. Ha un pattern su cui premere pulsanti che possono essere mantenuti e letti in loop dal pattern o semplicemente premuti come si può fare con una chitarra o un pianoforte o qualsiasi altro strumento a pressione. I pulsanti sono sensibili alla rotazione, alla pressione, all’intensità, alla velocità. Il lato destro del pattern ha una fascia di pulsanti tattili per cambiare strumento, il lato sinistro la medesima fascia per moderare l’intensità, l’intonazione o l’effetto eventualmente scelto per lo strumento.
Ci si soffia dentro anche, tramite un beccuccio, per certi preset, e si può assegnare alla funzione soffio anche solo un effetto presettato, tipo un flanger, o qualsiasi altra cosa.
Alla base del pattern stanno dei grossi pulsanti, con cui si scelgono le ritmiche, se a tocco, o se eventualmente a registrazione.
Complessivamente una figata colossale. Un’apertura alla musica elettronica che diventa molto più abbordabile anche senza la necessità di costosissime attrezzature o molteplici impianti, nonché finalmente una rivoluzione nel mondo degli strumenti, ormai troppo tempo rimasti senza innovazione.
L’ultima era stata la pianola, che però riproponeva il pianoforte versione elettronico.
Al massimo il moog, vecchio sintetizzatore.
P. S.: consigliati tutti i video inerenti lo strumento, uno più interessante dell’altro.
Il futuro è a solo un eigenharp da qui: http://www.eigenlabs.com
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Idea fantastica, strumento davvero interessante!
Un po’ “freddino” per i miei gusti, ma vorrei davvero provarlo!
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davvero stupefacente!
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ma è stupendo!!!!!!!!evviva dillinger che ci aggiorna su tutte le cose più fighe del momento…un’idea fantastica,anch’io vorrei provarlo..sembra la sintesi perfetta dei più importanti strumenti musicali
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Naaaaaa.. Pazzesco!!!
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Fichissimissimo! Mi piacerebbe saperne la storia..
Senti, ma se ti dico musica e/nella fantascienza, cosa ti viene in mente?
Notte e sogni belli
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Per quanto ne so io è uno strumento nato nel 2009 dalla Eigenlabs e ce ne sono tre modelli. Punto.
Per l’altra domanda, mi viene in mente solo Johnny Greenwood, ora come ora, il ragazzo prodigio dei Radiohead che ha firmato le colonne sonore del Petroliere.
E poi mi viene in mente il Theremin, un altro strumento.
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