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Eigenharp, il futuro della musica

di Valerio Aiuti – 8 gennaio 2010 – 08:004 Commenti

eigenharp

Di base è una sorta di chitarra. Ha un pattern su cui premere pulsanti che possono essere mantenuti e letti in loop dal pattern o semplicemente premuti come si può fare con una chitarra o un pianoforte o qualsiasi altro strumento a pressione. I pulsanti sono sensibili alla rotazione, alla pressione, all’intensità, alla velocità. Il lato destro del pattern ha una fascia di pulsanti tattili per cambiare strumento, il lato sinistro la medesima fascia per moderare l’intensità, l’intonazione o l’effetto eventualmente scelto per lo strumento.
Ci si soffia dentro anche, tramite un beccuccio, per certi preset, e si può assegnare alla funzione soffio anche solo un effetto presettato, tipo un flanger, o qualsiasi altra cosa.
Alla base del pattern stanno dei grossi pulsanti, con cui si scelgono le ritmiche, se a tocco, o se eventualmente a registrazione.

Complessivamente una figata colossale. Un’apertura alla musica elettronica che diventa molto più abbordabile anche senza la necessità di costosissime attrezzature o molteplici impianti, nonché finalmente una rivoluzione nel mondo degli strumenti, ormai troppo tempo rimasti senza innovazione.
L’ultima era stata la pianola, che però riproponeva il pianoforte versione elettronico.

Al massimo il moog, vecchio sintetizzatore.
P. S.: consigliati tutti i video inerenti lo strumento, uno più interessante dell’altro.

Il futuro è a solo un eigenharp da qui: http://www.eigenlabs.com

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