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Europa, Scudo anti-spread: premiata la proposta italiana

di - 30 giugno 2012

Un intervento concreto dopo tre anni di speculazione per far saltare l’Eurozona e si rivede un vero exploit delle piazze del Vecchio Continente. L’accordo di Bruxelles nella notte a cavallo tra giovedì e venerdì, frutto di un estenuante negoziato tra i capi di Stato e di governo dei Paesi Ue, ha innescato, infatti, una giornata di borsa, quella di ieri, in continua fibrillazione, con bancari, euro e petrolio protagonisti incontrastati della seduta.

Il vertice Ue ha accettato, infatti, la proposta italiana di creare un meccanismo di intervento atto a calmierare gli spread senza obbligare i Paesi beneficiari degli aiuti agli stretti vincoli del controllo Ue e Piazza Affari, sempre maglia nera nei tonfi borsistici dei giorni precedenti, ieri ha chiuso con un +6,5% che ha ricordato la giornata ormai “storica” del 10 maggio 2010, quando Milano, sull’onda dei primi summit Ue sulla situazione greca, metteva a segno un balzo dell’11%. ”Stiamo aprendo alla possibilità che i Paesi che si stanno ben comportando usino strumenti di stabilità finanziaria al fine di rassicurare i mercati e ridare stabilità ai bond di alcuni stati membri“, ha dichiarato Herman Van Rompuy, presidente del Consiglio europeo, nella conferenza stampa tenutasi verso le 4,30 di ieri mattina a chiusura della lunga trattativa.

L’accordo. L’accordo tra i leader Ue prevede la creazione di un organo supervisore per il settore bancario dell’Eurozona che consenta alla banche di ricapitalizzarsi direttamente dal fondo salva-Stati Esm senza gravare sul debito dei Paesi perchè il prestito, così, non verrebbe contabilizzato come debito pubblico addizionale. Lo scopo, ha affermato Van Rompuy, è quello di dare vita ad un meccanismo di supervisione che coinvolga la Bce entro la fine dell’anno e permetta di rompere il circolo vizioso tra banche e debito sovrano che tanto sta minando l’esistenza della valuta comune e, quindi, dell’area monetaria stessa. Il presidente del Consiglio Ue ha anche aggiunto che i Paesi in linea con le regole Ue di bilancio avranno la possibilità di accedere ai fondi europei di salvataggio Efsf e Esm per  sostenere i titoli di Stato sui mercati finanziari.
Sulla base dell’accordo, ancora, i governi rinuncerebbero allo stato di creditori privilegiati sui prestiti concessi dall’Esm alle banche e l’Esm sarebbe però soggetto alla creazione di una sola Autorità di vigilanza bancaria europea sotto il controllo della Bce. Dal canto suo l’Italia otterrebbe la possibilità di utilizzare i fondi Esm per acquistare i suoi titoli di Stato a tassi più bassi ed evitare un commissariamento stile Grecia, a patto che resti nei parametri di debito definiti.

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