Fashion is still alive.
marzo 11, 2010 in Arte, Cultura, Società da SimonaD
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La prima cosa che insegnano negli studi di moda, è l’innegabile capacità ciclica che l’abbigliamento etichettato come cool porta con sé.
Personalmente ho sempre cercato di ignorare la riproposta spudorata di un trend passato, perché penso che la vera moda la fa chi sperimenta, chi mischia, chi osa. Scuole d’avanguardia che partono dalla padronanza di nozioni ereditate dai mostri sacri di riferimento, per evolvere e far camminare la cultura del costume.
Proiettandoci in avanti con gli anni, immaginando il nostro guardaroba del futuro, tutto parte da qui, da quello che abbiamo oggi, da quello che ci manca oggi. Mi sento di dire che la moda del domani è nelle mani di chi semplifica e rende sempre più sottile il confine tra i sessi, uniformando le linee, proponendo outifit confusi, interpretabili a proprio piacimento sia da un lui che da una lei. Cotone, seta e lino sono alternati a pelle, tessuti spalmati e trattati nei modi più impensabili, costruendo capi over, drappeggiati, decadenti, che lasciano spazio al gioco dell’ambiguità e della libera contestualizzazione.
Le linee sono pulite, quasi invisibili, lasciando così una sensazione di leggerezza di chi ha vissuto il mondo a pieno, portandone con sé i segni, decidendo di non accontentarsi, di non arrendersi. L’aspetto è quello di un guerriero metropolitano, sopravvissuto al tempo in cui la moda era per tutti.
Un testimone della vivace vita delle tendenze, che decide di mostrare su di sé a giorni alterni, portando avanti la bandiera delle differenti decadi che ci hanno segnato, non in capi palesemente ripescati, ma in tratti evocativi, dettagli, ricordi. Un uso della moda e dei capi consapevole, che si traduce in un futuro di ambigua interpretazione stilistica.
Fashion is still alive.
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credo che anche nella moda dobiamo ritrovare la forza dell’identità… semplificare è importante ma il minimal alla lunga, stucca….
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Sono d’accordo quanto ad una eventuale riduzione della differenza tra l’abbigliamento femminile e maschile, nella direzione però di una ritrovata funzionalità. In fondo la moda riflette spesso e volentieri gli stereotipiti culturali e di questi non è che lo specchio, sono quindi d’accordo se nel vestirsi cambi qualcosa sperando sia in positivo chiaramente e per entrambi i sessi.
Detto ciò complimenti al taglio interessante di quest’articolo e, soprattutto, benvenuta su Dillinger SimonaD!
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