Figli di un Dio minore

di - 12 dicembre 2009

cover-giovaniOggi i giovani non fanno politica, non più ormai, coltivano interessi effimeri e puramente estetici, si dice.

Alcuni raggiungono livelli tali di qualunquismo da apparire insensibili a qualsiasi argomento, dibattito, evento che abbia in qualche misura a che vedere con la necessità di discutere e confrontarsi, di adottare e/o contribuire all’adozione di decisioni politiche.

Io stesso trovo arduo astenermi dall’essere critico nei confronti di coloro che adottano atteggiamenti passivi rispetto a ciò che succede intorno a tutti noi.

Continuo però a credere che in fondo non possa essere attribuita ai più giovani la parte maggiore di colpa se il livello di considerazione di cui gode la politica (la politica ‘irraggiungibile’ dei palazzi ma anche quella ‘minuta’ dei piccoli gesti e della solidarietà che si concretizza nell”impegno’ quotidiano che ognuno dovrebbe sempre porre in essere) va continuamente scemando.

Pensiamoci un attimo, ripassiamo velocemente con la memoria ciò che nel nostro Paese è accaduto (e che per certi versi ma con intensità ben maggiore continua ancora oggi ad accadere) , diciamo, solo negli ultimi quarant’anni; è facile arrivare a una conclusione: gli esempi e i valori positivi che possono indurre le persone ad essere sensibili nei confronti del bene comune non sono tantissimi. Troppi i modelli negativi, troppe le persone che propendono per la politica unicamente per potere più facilmente perseguire, magari con una certa aura di ‘legalità’, interessi di carattere personale.

I risultati di ciò sono sotto gli occhi di tutti proprio ora, in una contingenza così particolarmente critica per il nostro paese, un momento difficile che richiederebbe ben altri sforzi, onestà e capacità di governo per contrastare il disagio economico di molti, il problema del lavoro che non c’è, i malfunzionamenti dell’apparato giudiziario e di quello sanitario, l’assenza o l’inefficacia di tanti altri servizi.

Si parla dei giovani in termini poco lusinghieri ma pochi pensano e molti fan finta di non avere nozione degli effetti (non tutti negativi, d’accordo…) generati dalla globalizzazione, fenomeno che oltre a cancellare l’identità e i punti di riferimento culturali di tutti i paesi del mondo impone a ciascuno quel modello perverso e ben noto orientato unicamente al profitto e a livelli sfrenati di edonismo e di egoismo; i meno fortunati (tra essi vi sono moltissimi giovani) vengono sempre esclusi dalla mano invisibile del capitalismo consumistico e sembrano non avere diritto a una buona esistenza.

E’, questo, uno dei motivi preponderanti dei tanti conflitti ancora in atto.

Tornando al nostro Paese: vorrei sbagliarmi, ma in generale mi pare non ci si impegni abbastanza, da queste parti, per offrire ai ragazzi prospettive o solamente, almeno, la speranza di un futuro migliore; e a proposito di futuri migliori, non tenete conto di ciò che denuncia Saviano o della lezione impartita a suo tempo dall’immenso Pasolini, se siete tra quelli che si scoraggiano facilmente.

Dai giovani dipende il futuro dell’Italia e quello dell’intero pianeta.

Se si è governanti occorrerà di ciò tenere debitamente conto, da ora in avanti.

SPECIALE GIOVANI

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Pubblicato da

  1. Alessandra Magnaghi ( 18 novembre 2009 alle 11:12)

    Ma i cambiamenti vengono dall’alto o dal basso?

  2. e’ l’indifferenza il male contro cui dobbiamo lottare, perchè, con questa politica, i cambiamenti possono venire solo dal basso….

  3. Giovanni Graziano Manca ( 18 novembre 2009 alle 15:25)

    Da qualsiasi parte provenga il vento del cambiamento, quel che è certo è che per chi sta in alto l’impegno è doppio e le responsabilità molto maggiori…
    Un saluto a tutti!!!

  4. Già, dai giovani dipende il futuro. Fosse anche per un mero dato anagrafico questa è una considerazione da cui non si può prescindere.
    Eppure chi dovrebbe ascoltare i giovani non lo fa, chi è giovane non riesce ad andare avanti senza una zavorra che rallenta movimenti e impedisce scelte. Che fare?

    Sono dell’idea che il giovane debba lottare per ottenere qualcosa da chi, più anziano (mi rifaccio al dato anagrafico anche in questo caso), non è minimamente intenzionato a cedere. Paradossale da un certo punto di vista ma assolutamente vero. Esattamente come le donne hanno dovuto lottare per poter raggiungere determinate conquiste e posizioni (e non apriamo il capitolo triste e deprimente che ruota intorno alla tutt’ora bistrattata condizione femmnile).
    Impegno, la parola d’ordine si rivela essere l’impegno, come sempre del resto…

  5. bellissimo articolo

    i cambiamenti verranno solo dal basso…e verranno soltanto da quei giovani che ancora non si sono fatti uccidere dall’indifferenza..
    ..sono sicuro che questo cambiamento arriverà…ma credo anche che sia difficile..a volte quasi impossibile perchè lo sappiamo che tutto il potere..tutto il sistema in cui viviamo lotta contro di esso.

    …” fa più rumore e più notizia una quercia che cade piuttosto che una foresta che cresce piano piano”

    domanda: quale sentimento spingeva tutte quelle persone che si sono battute,anche fino alla morte, per cambiare questo mondo?

    …penso che dovremmo trovarlo anche noi

  6. Se non crediamo nei giovani, non crediamo al nostro futuro.

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