Pier Luigi Celli: Figlio mio, lascia questo Paese
“Figlio mio, stai per finire la tua Università; sei stato bravo. Non ho rimproveri da farti. Finisci in tempo e bene: molto più di quello che tua madre e io ci aspettassimo. È per questo che ti parlo con amarezza, pensando a quello che ora ti aspetta. Questo Paese, il tuo Paese, non è più un posto in cui sia possibile stare con orgoglio.”
Questo l’incipit della lettera che Pier Luigi Celli ha scritto sulle colonne di Repubblica.
Una lettera con la quale un padre illustra al figlio quanto brutto e triste sia il nostro paese, quanto difficile sia emergere per merito e con l’impegno; la descrizione di un paese dove il tronista e la velina sono i paradigmi per decrittare lo stato della nostra società. In fine la lucida e amara consapevolezza di un padre che sa come la propria generazione non sia stata in grado di cambiare e lasciare un paese migliore ai propri figli.
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ma scusate.. se i migliori se ne vanno chi rimmarrà in questo paese? gia l’uomo è un essere egoista di suo e pensa al suo benessere che oggi giorno è per lo piu quello economico.. se questi incantati dalle migliori prospettive lavorative.. (perche è di questo che si tratta) se ne vanno… qua nn ci resterà nessuno… allora tanto vale farci conquistare o inglobarci a qlc altro governo che magari ci gestira meglio…
Ecco la risposta de “il giornale”
“Figlio di Celli? Fuga dal padre”
questo è il link
http://www.ilgiornale.it/interni/il_figlio_celli_fugga_padre/01-12-2009/articolo-id=403142-page=0-comments=1
Lascio un link sull’argomento:
http://www.comecostruirsiilfuturo.com/2009/11/in-risposta-allillustrissimo-celli-ed.html
Federica, ovviamente d’accordo con te.
Giusto, anzi fondamentale uscire dall’Italia per poi tornare però!
Tocca a noi dimostrare che cambiare qualcosa è possibile…usiamo la nostra forza biologica
http://www.repubblica.it/2009/11/sezioni/scuola_e_universita/servizi/celli-lettera/commenti-celli/commenti-celli.html
Parole amare quelle del Direttore Celli,ma purtroppo tristemente vere. Ho letto alcuni commenti alla lettera sul sito di Repubblica(quasi 800 da stamattina)da parte di padri,madri,nonne,ma anche di figli fieri della scelta che hanno fatto anni fa di andarsene all’estero,e di figli che,invece,non vogliono lasciare l’Italia perchè non ne hanno le possibilità economiche o per ostinazione a non arrendersi o,al contrario,per mancanza di coraggio. Gli italiani sono “incattiviti”,come disse Saviano nell’intervista rilasciata a dillinger qualche tempo fa,ed hanno ottime motivazioni per esserlo…ed allora che fare? Partire o Resistere? Magari partire per poi tornare e “sperare” di trovare una situazione migliore…
L’ho letta, molto bella… Ma il mio forte cuore da vent’enne mi porta a rispondere esattamente come lui immagina risponderebbe suo figlio: “è vero, molte cose vanno male, ma non posso (non possiamo) dargliela vinta!!”