Gad Lerner – Operai: la classe operaia non va in paradiso

ottobre 25, 2010 in Politica italiana by Marco Patruno

GAD LERNER OPERAI IMMAGINE MODIFICATAIn questi giorni mi sono accorto che la casa editrice Feltrinelli ha ristampato il libro “Operai” del giornalista e conduttore televisivo Gad Lerner. Un reportage che scruta le esperienze, i luoghi, l’anima della classe operaia degli anni ottanta. Un viaggio intenso in lungo e largo per l’Italia fra il Piemonte e l’irpinia, Milano e la Brianza, termoli e Cassino. Alla ricerca di coloro che sono stati i veri protagonisti della vita economica del mio paese.

Gad Lerner incontra alcuni di questi protagonisti, racconta le loro esperienze, gli espedienti per sopravvivere. Un viaggio ricco da un punto di vista umano alla scoperta di un mondo che lo conoscevamo soltanto in parte e in alcuni momenti della vita collettiva del nostro paese. Ad esempio attraverso gli scioperi. Ma nessuno si è posto una domanda molto semplice: qual’è il volto dell’operaio prima e dopo lo sciopero?

Il libro di Gad Lerner ci fa esplorare la straordinaria bellezza di questo volto, decisamente più bello dei volti dei nostri politici che vanno in televisione o di quella parte dell’imprenditoria italiana che sta deturpando negli ultimi anni le bellezze del mio paese attraverso i cosiddetti processi di delocalizzazione che trasferiscono le produzioni all’estero per abbattere i costi del personale e ottenere maggiori profitti.

Il libro di Gad Lerner non è un trattato storico perchè la classe operaia esiste ancora. C’è né accorgiamo soltanto in occasione di alcune tragedie nazionali. Le proteste degli operai di Pomigliano D’Arco, l’incidente accaduto alla Thysenn Krupp di Torino. Abbiamo una classe operaia che si sta vedendo giorno dopo giorno espropriarsi del bene più prezioso: il lavoro. Ma senza lavoro, non esiste più una classe operaia, non esiste più un lavoratore e alla fine non esisterà più L’Italia.

Viviamo in tempi strani. Dove ci sono sono imprenditori che vengono accolti dai mezzi di comunicazione di massa come se fossero paladini dell’unità d’Italia quando quest’ultimi sono, invece, degli anti-italiani al servizio di loro stessi e del loro tornaconto personale. Questi imprenditori stanno disunendo l’Italia più di altri fenomeni e stanno facendo precipitare la classe operaia all’inferno.

Inoltre i mezzi di comunicazione come la televisione ci forniscono l’immagine parziale del volto dell’operaio. Quello arrabbiato, quello nervoso perché reclama legittimamente il proprio lavoro e il diritto a vivere e i nostri politici che da uno studio televisivo le guardano come attrazioni da circo. Questo è uno dei tanti motivi che vale la pena di leggere questo libro. Perchè attraverso il libro “Operai” possiamo cogliere le sfaccettature di una umanità spesso impossibile da afferrare attraverso una diretta televisiva .