Galaxy Roulette IV – Dimensioni

di - 23 ottobre 2009

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Episodi precedenti: 1, 2, 3

Il bussare echeggiò ancora nella stanza, con all

‘interno Cinzia inorridita dall’inspiegabile accaduto.

Samuel era sparito nel nulla, senza motivazione.

Il silenzio imperava nella penombra ocra, data dalle serrande abbassate e dalla potente luce solare che tagliava l’atmosfera attraverso gli spiragli degli infissi.

Toc. Toc. Toc. Ancora una volta.

Cinzia, impietrita sulla sedia, decise di alzarsi e muoversi timorosi passi verso lo spioncino della porta.

“Chi è?” chiese.

Nessuna risposta dall’altra parte.

Poco dopo una busta da lettere larga passo sotto la pesante porta blindata.

Cinzia l’aprì.

C’era dentro una foto e un foglietto di carta strappato, forse, da un libro. Guardò con attenzione la foto. C’erano lei e Samuel, sembravano contenti ripresi all’interno di un locale alla moda. Osservò la data della foto sul retro che diceva: 20 ottobre 2011.

Tutto questo non è normale, si disse la ragazza, sarà il classico errore di stampa… Ma Samuel ora… dov’è? Se è uno scherzo giuro che…

Ma non fece in tempo a terminare il proprio pensiero che, dopo un istantaneo bagliore azzurro, il ragazzo riapparve nella stanza, come se fosse uscito dal tempo e poi ci fosse rientrato con violenza. I vestiti erano diversi, permeati da un intenso odore di bruciato. La pelle come fosse avvolta da un leggera radiazione porpora. Stupita, incredula e Dio sa cos’altro potesse essere in quel momento,

“Sam!” urlò lei sgomenta.

Cinzia accorse dal ragazzo, apparentemente svenuto sul pavimento. Una volta che Cinzia accertò la perdita di sensi, corse a prendere una bottiglia d’acqua fresca dal frigorifero. Gliela versò sul volto e lui, tossendo, di tornò in sé non senza difficoltà.

“Dove sono?” domandò spaurito lui.

“Nel tuo appartamento, a Colignano” rispose lei.

“Che anno?”

Lei ripensò con orrore alla foto post datata di due anni. “Sei nel 2009. Ora respira lentamente, fai prendere aria al cervello… e dimmi: che cosa diamine ti è successo?”

“Galaxy Roulette, è stata lei. La droga. Non ho molto tempo prima che riaccada di nuovo. Ti prego. Trova… Gianni. È un mio ex compagno di classe di università.  Lui… lui me l’ha iniettata. L’altra notte. Lui ha una soluzione a questo incubo. Non voglio sparire. Non voglio sparire di nuovo.”

Accarezzò disperatamente Cinzia che era china su di lui e disse, quasi autisticamente: “Non voglio andare via.”

“Ma che cos’è la Galaxy Roulette? Cosa fa?”

La domanda aleggiò nella stanza, muta intorno a loro. Solo qualche rumore urbano s’intrufolava di tanto in tanto a spezzare il silenzio di quegli avvenimenti oscuri. Samuel rispose lapidario, con gli occhi sbarrati dall’orrore: “Non so se sia vero… o se l’ho solo sognato. Ma sono stato due anni avanti a partire da oggi, sembrava reale… era reale. Ho visto me stesso. So che è impossibile ma credimi. Quella roba… non è una droga come tutte le altre. Non sono un esperto, ma credo che sia diverso da qualunque altra sostanza giri ora sulla Terra.”

Samuel prese fiato, s’interruppe. E iniziò ad avvertire una gran fame. Una fame decisamente anomala. Lo sguardo cambiò improvvisamente per farsi ferino. La ragazza sembrò non comprendere sul momento.

Il ragazzo, inspiegabilmente famelico, alzò gli occhi verso Cinzia con un riflesso rosso sangue nella colorazione dell’iride.

“Ti prego fai in fretta” aggiunse “Ho paura. Trova Gianni, bazzica spesso la zona di Via XX settembre…”

La ragazza non poté fare altro che radunare velocemente le sue cose e scappare verso delle verità che sarebbe meglio lasciare sepolte dove sono.

Maximiliano Sanvitale

NOTA BENE: link agli episodi precedenti: 123

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