Galaxy Roulette VI – Dal Tempo

di - 28 dicembre 2009

klepsidraEpisodi precedenti: 1, 2, 3, 4, 5

Virgil era ancora lì, immobile come un’antica divinità di pietra.

Cinzia davanti a lui, lo sguardo perso in una trance senza tempo.

Fu lui a spezzare il silenzio che penetrava quell’appartamento dicendo: “Guarda qui – indicando con la mano un punto nel vuoto dell’appartamento”.

“Cosa?” chiese lei.

Lui rispose tracciando delle linee invisibili nell’aria, come parte di un rituale sconosciuto. Dal nulla prendevano forma dei poligoni dalla forma irregolare.

Sembravano degli schermi ultrapiatti sospesi in aria, come tasselli di un tempo al di là da venire. O, forse, che è già avvenuto. Cinzia era meravigliata: non era questo il suo genere di avventure nella vita quotidiana. Il senso di straniamento dovuto allo slittamento spazio temporale, non sembrava farla soffrire più di tanto. Tuttavia, era stupefatta da ciò che stava vedendo.

“Ecco ” disse Virgil “da qui puoi osservare il Tempo. Da qui potrai vedere tutte le possibilità. Tutte quelle che vedi sono finestre spaziotemporali spalancate su determinati momenti di vita di determinate persone.”

Gli occhi di Cinzia brillavano di curiosità, perciò chiese con impazienza: “Aspetta… dalle finestre non si guarda soltanto… si può anche entrare e uscire, sbaglio?”

L’uomo annuì serenamente, conoscendo già la risposta. “Vedo che inizi a capire. Esistono molti mondi oltre quello che tu conosci e di cui fai esperienza. E ci sono diverse chiavi che aprono queste finestre dall’una e dall’altra parte.” rispose il saggio.

“E come si fa?” chiese Cinzia, con la curiosità e il terrore del bambino che ascolta le favole intorno al fuoco.

“In alcuni esseri umani è connaturato. Spesso la fervente immaginazione, l’ attività onirica possono facilmente stimolare il passaggio” fece una pausa “E una volta che si passa dall’altra parte… Si prova a giocare secondo le regole del mondo nel quale ci si viene a ritrovare.”

“Un momento… quindi se stiamo vedendo il Tempo, vuol dire che in questo istante presente, passato e futuro sono compresenti.”

“Eccellente!” tuonò compiaciuto l’essere “Vedo che potresti essere un’allieva eccellente. Ma ora non c’è tempo. Devi salvare Samuel!”

Cinzia lo guardò ancora una volta pensierosa e si ricordò il motivo per cui era lì. Era Virgil stesso la causa del pericolosissimo malore di Samuel. E la stramaledetta Galaxy Roulette, dei suoi effetti devastanti. Per un secondo sentì un urlo nell’anima, poi si ridestò e, allotanata la meraviglia, accusò Virgil: “Fermo un momento: sei tu la fonte dei problemi di Sam! Che cosa gli hai fatto? E perché ti stai offrendo di aiutarlo?”

“Qualcuno deve alterato la Galaxy Roulette.”

“Cos’è questa droga che gli hai dato?”

“Calmati, umana. Non è una droga! E’ uno stimolante per il passaggio!”

“Cosa? E perché mai avresti dovuto far passare Samuel da questa parte? Cosa avevi in mente per lui?”

“Mi doveva aiutare, doveva ripagarmi un favore. Uno di quelli grossi.”

Cinzia inorridì per un istante, pensando a cosa dovesse passare per la testa di Samuel per aver chiesto aiuto ad una simile creatura dell’oscurità.

“Perché? Voglio saperlo” chiese lei puntando i piedi.

“Samuel stava morendo. Io… io gli ho dato una seconda opportunità.” Cinzia rimase a bocca aperta, poi disse ingenuamente: “Sei.. sei il diavolo? Ha fatto un patto con te? Co-cosa sei? Chi sei?”

“Non credo di poter rispondere facilmente a queste domande. Ma posso dirti che Samuel era stato addestrato da me al passaggio. La Galaxy Roulette era calcolata per un solo viaggio di andata e ritorno, una dose maggiore, sarebbe equivalsa a friggergli il cervello e il fegato. Qualcuno ha adulterato la dose e lo sta uccidendo. Adesso possiamo fare due cose: stare qui a parlare oppure salvare quel ragazzo. A te la scelta. Ma hai poco tempo.”

Cinzia vagliò la situazione. Non conosceva Virgil, non sapeva se fidarsi di lui. Ma qualcosa le diceva che quell’inquietante creatura avesse ragione.

“Va bene, procediamo: cosa dovrei fare?”

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