Giorgia Meloni: “Le nuove generazioni sono meglio delle precedenti”
Giorgia Meloni, classe 77, il piu’ giovane Ministro che l’Italia abbia mai avuto. Donna, per giunta.
Di orgini sarde, cresciuta a Roma, prima responsabile del Movimento Studentesco per Alleanza Nazionale, poi eletta alla Camera dei Deputati a 29 anni, infine Ministro della Gioventu’, a soli 31.
Alcune delle sue iniziative: la campagna del 2007 “Mai piu’ Yahoo”, per protestare contro la decisione del colosso informatico di passare al governo cinese i dati dei dissidenti politici, e le proteste in occasione dei giochi Olimpici, che Giorgia Meloni ha chiesto di boicottare in sostegno del Tibet.
A Dillinger il Ministro Meloni ha parlato di giovani e “effetto specchio”, rivoluzione del merito e rimozione delle rendite di posizione, ugualianza e futuro.
Un Ministro Rock che nella vita ha fatto di tutto, dalla cameriera alla baby sitter, come ci ha raccontato lei stessa con orgoglio. Un misto di umilta’ e determinazione, sensibilita’ e idee chiare. Di Giorgia Meloni una cosa e’ certa: e’ vera. Il che non e’ affatto scontato in un’Italia dove per fare carriera devi come minimo vendere l’anima al diavolo. E invece l’anima Giogia Meloni se l’e’ tenuta ben stretta.
E su una cosa non ha dubbi: le nuove generazioni, al contrario di quanto comunemente si dice, sono migliori delle precedenti.
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[...] (via dillinger.it) [...]
Per una volta la Meloni non ha torto! I 20-30enni di oggi sono una generazione sfruttata e bistratta, a cui è stata data l’illusione di un benessere subito smentita da una realtà di incertezza, disoccupazione e precariato.
http://fottuticinquantenni.wordpress.com/manifesto/
Ok Roberto, misunderstanding, in merito all’analfabetismo politico siamo senza dubbio d’accordo.
Qunado parlo di analfabetismo politico, OVVIAMENTE non mi riferisco al linguaggio..
Simona, mi spiego meglio:
io ho un difetto, ovvero quello di farmi influenzare opinioni e idee su persone dal percorso politico che esse hanno affrontato;
lo so, è un limite, ma non posso non notarlo o passarci su.
Ora, l’intervista la trovo brillante, per niente negativa;
però mi dico, la Meloni dice delle cose interessanti, positive, ma assolutamente ovvie! nulla di assolutamente innovativo!
a che punto siamo se quelle poche considerazioni (belle, ma ovvie) di un ministro (donna, e questo è un gran punto a favore) vengono accettate con così tanto successo?
sinceramente un po mi preoccupo, tutto qui.
Conosco le tue idee politiche Simona, tranquilla, e non ti giudicherei mai per questo!
però invito solo dei ragazzi come me a non farsi “illudere” o “abbagliare” dalle belle frasi della Meloni, che per altro trovo anche io giuste..
ma come detto…
per niente “nuove”..
Complimenti, bella intervista.
Brava la Meloni, la parte sui movimenti giovanili di partito poi è da applausi…magari fossero così sul serio!
Ce ne avete messo di tempo ma finalmente avete iniziato a fare un pochino di alternanza politica…bravi, era ora!
Per dovere di specificazione di quella che è la mia personale opinione vorrei puntualizzare che non mi sembra affatto di aver definito il ministro Meloni un’anima pura, nè ritengo incarni il dogma assoluto della verità. Mi guardo bene dal dirlo, per lei come per tutti i politici del panorama italiano da un alto o dall’altro.
Aggiungo che non ritengo abbia detto cose estrememamente innovative, il pregio del suo discorso è nell’aver parlato di cose sulle quali spesso si soprassiede. La cosa positiva è che ad averlo fatto non è stato l’intellettuale o il giovane universitario, più facilmente assimilabili a posizioni del genere, ma un ministro, giovane e donna. Un ministro che, per quanto non ne condivida la storia politica, è un politico e non una letterina o una show-girl (cosa che da donna mi offende quotidianamente nell’atteggiamento di questo governo). Non si tratta di plaudere all’ovvio ma, dal mio punto di vista, si tratta di valorizzare quel barlume di serietà che permane sulla scena politica italiana agonizzante in una palude di inconsistenza e culto dell’immagine.
Se me lo concedi, Roberto, un pensiero decontestualizzato dall’intervista ma connesso alla tua frase. Sono dell’avviso che non si possa parlare ad un analfabeta con un lessico aulico poiche alto è il rischio che non ti comprenda. In questo modo non farà che aumentare il divario tra le due posizioni; sono invece dell’avviso che lo si dovrebbe prendere per mano ed insegnarli a discernere, consentirgli di formare uno spirito critico che lo guidi nelle sue scelte rendendolo un soggetto pensante.
Ora sapendo che il panorama italiano è desolante, il dibattito politico ai livelli minimi di alfabetizzazione, se in questo livello così tristemente basso qualcuno almeno dice delle cose sensate mi sembrerebbe scorretto non riconoscerglielo.
Condivido quanto detto da Andrea Fux.
E poi non capisco cosa il Ministro abbia detto di così innovativo e profondo in questo breve colloquio.. Se il discorso pubblico italiano rasenta l’analfabetismo concettuale non è bene plaudere all’ovvio..
Conosco la Meloni da quasi 15 anni, e non per questioni politiche. Per capire che tipo di persona sia, posso dire che da parecchi anni a questa parte non ha mai cambiato il numero del telefonino, e ne ha pure uno solo. I suoi recapiti sono gli stessi di quando non era parlamentare e tanto meno ministro. Questo dovrebbe dirla lunga. Giorgia è rimasta raggiungibile da tutti i suoi amici, i conoscenti e persino i rompipalle. Non si è montata la testa, continua ad avere gli amici di sempre, a frequentare i posti di sempre, a comportarsi come sempre.
Vorrei vedere quanti altri giovani che si trovassero catapultati in una posizione di potere e grande visibilità si comporterebbero come lei.
In più, è sempre rimasta fedele a se stessa. E per farvelo comprendere meglio vi racconto quello che mi è successo ieri. Stavo andando in ufficio nel delirio del traffico scatenato dall’apertura della conferenza alla Fao, quando vengo deviato perché la strada verso il Circo Massimo è chiusa dalle transenne presidiate da almeno una decina tra vigili e finanzieri. Sto lì a smadonnare quando guardando nello specchietto retrovisore, vedo che dietro ho Giorgia nella sua mini. Le faccio cenno con la mano, lei mi vede, mi riconosce e mi saluta (perché lei l’auto blu manco sa cosa sia). Prendo il telefonino, la chiamo e le dico: “Scusa, ma che ci fai in fila? Perché al varco presidiato non ti sei fatta riconoscere, che a te le transenne le aprivano, cosi’ ti risparmiavi ’sto delirio?” E lei: “Era chiuso. Se è chiuso per tutti è chiuso anche per me”.
Avrò diritto o no di essere orgoglioso di avere un’amica e un ministro cosi’?
Andrea
Credo che la questione sia basata su una sfumatura diversa, ovvero che c’è una notevole differenza tra “dire cose giuste/condivisibili/corrette” ed essere così assolutisticamente “veri” o con “l’anima pura”.
“Non c’è niente da mitizzare. La Meloni fa politica, è un ministro e se dice delle cose condivisibili bisognerà pur riconoscerlo, o lo si dovrebbe negare solo perchè esponente di un partito e di una maggioranza che non ho scelto?”
condivido pienamente il commento di simona.
L’Italia sta annegando tra destra e sinistra…
Pensateci. Ogni discussione del genere e’ una spinta all’immobilismo, a che tutto resti cosi’.
Il punto e’: riuscira’ Gorgia Meloni a fare qualcosa per le nuove generazioni?
Mettere un graffito nel Ministero non basta. Alzare la voce per i diritti umani del Tibet e’ gia’ una cosa. Ma la cosa migliore sarebbe fare qualcosa di concreto per i giovani.
Questo penso che rientri nell’idea di una societa’ meno ideologica e piu’ pragmatica, abitata da insider e outsider.
Felice comunque che questa intervista abbia sollevato il dibattito.
Per rispondere a Roberto, niente mitizzazioni. Direi piuttosto una giusta messa in evidenza degli aspetti positivi.
Non c’è niente da mitizzare. La Meloni fa politica, è un ministro e se dice delle cose condivisibili bisognerà pur riconoscerlo, o lo si dovrebbe negare solo perchè esponente di un partito e di una maggioranza che non ho scelto?
Andrea evidentemente non ci capiamo, ho cercato di rispondere alla tua affermazione: “non nutro tutta questa stima che vedo invece in altri commenti.”
Ho cercato di palesarti il mio punto di vista rispetto ad una valutazione positiva che ho precedentemente espresso e che ripeto.
Esattamente come ripeto che non sono politicamente d’accordo con l’ala/partito/orientamento in cui la Meloni è cresciuta come politico e, ad oggi, del governo di cui fa parte. Da questo punto di vista siamo d’accordo (almeno credo no?).
Capisco il disappunto leggendo la biografia politica di questo ministro, eppure ultimamente mi sento portata a eliminare le categorie mentali di destra e sinistra avendo incontrato fortissime delusioni anche tra le file dell’opposto schieramento e, soprattutto, essendo oramai convinta che la destra e la sinistra non esisteno più nella loro accezione più tradizionale.
Detto, e ripetuto, che non condivido l’orientamento politico di questo ministro non posso che trovarmi a condividere quello che dice nell’intervista.
Questo quello che ho toccato con mano, questo quello che ho visto e sentito, e sull’esperienza personale baso la mia valutazione, non su articoli di opinione in giro per il web.
Mi trovo a dire che l’articolo citato di cui era stato lasciato il link non mi sembra meglio di tante cose discutibili scritte sul web e che, pur rispettabilissime in quanto opinioni personali, lasciano il tempo che trovano.
Detto ciò comprendo che possa non essere d’accordo sulla qualificazione “rock” da attribuire ad un ministro e rispetto a pieno la tua posizione, però devi riconoscere che in quest’intervista quello che dice il ministro prescinde dalla sua appartenenza o meno ad un partito e magari, anche se membro di un governo che non ho votato qualcosa di buono la potrà pure fare, almeno me lo auguro.
http://www.onemoreblog.it/archives/011726.html
da quale autorevole pulpito
andrea lillini ma davvero non hai nulla da dire che portare la questione sempre su questioni personali.
“Il solo fatto che sia cresciuta sotto l’ala di Fini nell’era di AN post Almirante non mi da grande fiducia.” evidentemente ti basta un’etichetta per giudicare. No, ragionare sul contenuto, è più difficile e metterla sulla contrapposizione è sicuramente più semplice.
i miei complimenti al ministro, voto da un’altra parte ma ha espresso un’opinione condivisibile.
ottimo il link. per capire fino in fondo con chi si ha a che fare.
ed è giusto cosa dice roberto, occhio alle mitizazzioni..
http://www.onemoreblog.it/archives/011726.html
Buona intervista..
Ma attenzione alle mitizzazioni..
Mi è molto piaciuta la sua frase conclusiva, ma trovo un po’ agiografico il vostro commento redazionale (mi riferisco all’”anima pura in un mondo corrotto”). Per il resto, pur trovando lodevole l’iniziativa di aiutare chi ha un contratto a tempo determinato a ottenere un mutuo, vorrei sottolineare come quella forma contrattuale sia spesso già un miraggio. Almeno nel mio futuro, purtroppo vedo solo anni di contratti a progetto.
Simona tranquilla che non critico le tue idee (molto rispettabili e condivisibili) ma il no-sense di un aggettivo come “rock”. tutto qui. era una cazzata, niente di che!
comunque ripeto, bella l’intervista, ma la Meloni ho avuto modo di vederla in altre vesti e altre situazioni, e non mi sembra tutta rose e fiori.
Il solo fatto che sia cresciuta sotto l’ala di Fini nell’era di AN post Almirante non mi da grande fiducia.
Per questo ho scritto (e ripeto) che basta dire belle parole di fronte a dei ragazzi per diventare una di cui avere fiducia.
mi dispiace, ma non mi fido.
Per ultimo ricordo l’ultimo libro di Alessio Spataro, la “ministronza” (proprio sulla Meloni), la cui copertina ha scatenato le polemiche sia a destra che a sinistra.
E il significato, francamente, non lo trovo..
Andrea le espressioni vanno contestualizzate.
Il fatto che si possa definire un ministro rock è un’espressione da cui traspare la leggerezza (nel senso di mancanza di pesantezza e non di superficialità) di una valutazione e niente più.
Non posso sentirmi politicamente vicino alla Meloni sotto molti punti di vista, a partire dalle posizioni del governo che rappresenta, e quindi mi limito a dire l’impressione che mi ha fatto, come persona intendo.
E lo ripeto mi è sembrata un ministro “rock”.
Prendi l’espressione con le pinze e non soffermarti sul contrasto dell’abbinamento (probabilemnte politically (s)correct) ma, se vuoi, gioca come fece Celentano con una simile qualificazione.
Questo ministro è uno che parla, anzi unA, e la cosa non è da sottovalutare.
E’ il ministro della gioventù e, ti dirò, per il solo fatto di non aver fatto un calendario nuda pochi anni fa ha la mia stima.
Mi dirai: ma che centra?
Una che fa i calendari non dovrebbe neanche arrivarci a fare il ministro… e hai ragione. Eppure in quast’italietta da fotoromanzo accade e la cosa non dà poi neanche troppo fastidio ai più. Allora se si rasenta l’assurdo che le cose abnormali possano divenire la normalità in questo nostro paese, mi devo rallegrare se avendo la possibilità di interrogare un ministro questo di rivela pensante, capace di dire che ci sono cose che non vanno invece di sculettare, leggere discorsi prestampati o osannare il presidente del consiglio.
Mi dirai che gli ultimi tre comportamenti che ti ho elencato non dovrebbere avvenire, verissimo. Eppure ci sono, avvengono, e stimo chi riesce a non averli. La stimo perchè non è una brambilla, non è una carfagna, non è una prestigiacomo, non è una matera, non è una pascale e questo a me sembra una cosa rock di questi tempi.
Tutte verissime le parole di Giorgia Meloni.
Mi colpiscono soprattutto le battute finali sulla paura del suo fallimento politico che acquisirebbe le sembianze del fallimento di una generazione. A riguardo,tuttavia, credo che ognuno di noi abbia una piccola responsabilità in tal senso.
In altri temini, il fallimento di un qualsiasi giovane che abbia investito in formazione potrebbe spegnere le ambizioni a “prepararsi” di chi gli succede.
Il rischio è quello di dar vita ad un popolo di ignoranti e non si tratta di uno sterile esercizio di catastrofismo.Tutt’altro!
Oggi in moltissimi, scoraggiati dalle blandi prospettive date dal “profesionalizzarsi”, preferiscono abbandonare l’iter formativo.
Da tutto ciò, i nostri governanti ne trarrebbero vero giovamento posta la loro ambizione a fronteggiare masse culturamente aride tant’è che è l’istinto di salvaguardia delle lobby il vero problema dei giovani emergenti.
Insomma, un vero e proprio ritorno al passato.
Del resto, un re ignorante si circonderà sempre di una corte che ignora più di lui, sino al punto di non ritorno. La domanda è ” quanto siamo prossimi al punto di non ritorno”? Perchè è solo da li che ricomincia il gioco.
è sicuramente una delle esponenti di centro destra “meno antipatiche”, ma non nutro tutta questa stima che vedo invece in altri commenti.
è divertente vedere come in Italia qualche bella parola messa in croce smuova l’ottimismo e le coscienze di questa “nuova generazione”.
Simona, in tutta sincerità, se un ministro arriva al punto di essere definito “rock”, io mi inizio a preoccupare..
A me ha fatto un’ottima impressione. e devo dire, ho condiviso tutto quello che ha detto.
La Meloni e’ piu’ o meno una mia coetanea, ma la cosa piu’ straordinaria e’ che si vede. Non fa finta di essere piu’ grande della sua eta’, piu’ saggia, piu’ preparata, una spanna sopra gli altri. Non ha scavato un vuoto attorno a se’ per sottolineare di essere Ministro. Ho avuto l’impressione, fortissima, di una persona in buona fede, integra.
E poi ha fatto la cameriera, come tantissime mie amiche. E allora mi sono detta: to’, una giovane donna con un percorso simile a quello delle persone normali…
Insomma, pur sentendomi lontana da Alleanza Nazionale penso che la Meloni sia uno dei simboli positivi dell’Italia: perche’ rappresenta i giovani e le donne al potere.
Speriamo che riesca a fare il piu’ possibile.
Ragazzi ma è pazzesca…
!!!
Non vi nascondo che adoro questa donna e quindi un poco vi ho invidiato
Veramente straordinaria, l’intervista più bella di dillinger… siete veramente molto bravi!!!
La rivoluzione è meritocrazia!!!
E’ stata un intervista bellissima, non nascondo che mi sono emozionata e mi sento fortunata per esserci stata, per averla guardata negli occhi mente rispondeva alle nostre domande.
Niente di più vero, è un ministro rock e ha la mia stima.
Cominciamo a credere noi per primi che la nostra generazione sia migliore della precedente. Non facciamoci bloccare dal cd. “effetto specchio”, non è la realtà.
Eddai!
Un esponente di destra che pronuncia l’impronunciabile??? Rivoluzione!!!
Fosse anche solo per questo (è non è così) ha tutta la mia stima
Non era assolutamente mia intenzione spostare il dibattito, volevo solo avere una sorta di motivazione da qualcuno degli “addetti ai lavori”.
Grazie della risposta
E’ vero Andrea, siamo stati perentori, eppure l’impressione che si ha conoscendo la Meloni e’ precisamente quella di una persona integra, che ci crede insomma.
Naturalmente un’intervista e’ poco per decifrare l’anima di una persona, ma soprattutto non vorrei che il dibattito sui temi trattati sia offuscato dal dibattito su una frase scritta da noi…
Insomma, si parla del nostro futuro, e una volta tanto a farlo e’ un Ministro, donna, di 31 anni, che non sta li’ perche’ ha avuto una storia con qualcuno.
Personalmente la Meloni mi ha molto colpita…
Intervista ben curata e ben realizzata.
Non sono però d’accordo con due frasi, così come sono “assolutizzate”:
“Di Giorgia Meloni una cosa e’ certa: e’ vera.”
E “Parola di un’anima pura in un mondo corrotto.”
Non che io abbia qualcosa di aprioristicamente contrario al Ministro della gioventù, nè che io supponga che non sia ciò che avete detto; tuttavia mi sembra un po’ eccessiva la deduzione di ciò da una semplice intervista, a meno che l’articolo sottostante non sia stato scritto da qualcuno che – sempre aprioristicamente – è a suo favore (o della sua parte politica, o del suo Governo, vedetela come volete).
Capisco che il messaggio sia un po’ contorto, ma al momento necessito terribilmente di ore di sonno