Giuseppe Gallo – Elogio della lentezza
novembre 24, 2009 in Arte, Dillinger Video, Dossier Artistic da Dillinger
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Giuseppe Gallo è un artista contemporaneo di fama internazionale. Ha esposto quasi ovunque nel mondo, da New York a Basilea, passando per Stoccarda, Groningen, Rende, Spoleto, Tolosa e Vienna. Nel 1990 gli è stata dedicata una sala personale, il Padiglione Italia, alla Biennale di Venezia.
Classe ‘54, nato in Calabria, ha studiato Architettura all’Università di Roma, dove attualmente vive. Ha il suo studio negli spazi dell’ex Pastificio Cerere, ed è uno degli esponenti di spicco del gruppo di artisti di San Lorenzo.
Il suo studio è immerso nella luce ed è pieno di ferri del mestiere: pennelli, spatole, pentole, cera, dipinti e sculture. Giuseppe Gallo ci ha raccontato di amare la materia e la lentezza. La pesantezza anche, se significa sostanza.
Con Michel Martone, Professore Ordinario di Diritto del Lavoro, ha parlato di nuove generazioni e realtà virtuale, mancanza di materia e di desiderio, delle nostre radici e dei mercanti d’arte, che andrebbero cacciati dal tempio. Di generazioni slegate tra loro e del mistero dell’opera, di pop e arte concettuale, internet e sesso, donne e solitudine.
Con un consiglio a tutti: cominciare a dare anziché prendere.
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Gallo ha proprio ragione: il mondo ha bisogno di carne e sangue
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gallo ha proprio ragione: riscopriamo l’importanza della lentezza, impariamo a dare e poi a ricevere
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Si è necessaria un pò di lentezza in un mondo così veloce!!!
grandissima intervista
grandissimo Gallo
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A Gallo piacciono la materia…e la confusione. Piacciono anche a me: per certi versi mi conforta e mi rilassa pensare che c’è un coefficiente minimo di caos, che alla fine non siamo che materia organica. Mi fa sentire più leggera. Una conversazione luminosa e rilassante.
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“è importante l’essere umano, non mi interessano le categorie”
si l’essere umano è importante, è il fine. o almeno dovrebbe esserlo.
la rapidità eccessiva e la ‘non riflessione’ derivano dalla traslazione del mezzo con il fine: l’uomo è duvenuto mezzo della ricchezza economica.
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e poi si claudia, sono proprio d’accordo con te:
è confortante un po’ di caos.
e lo è ancora di più abbandonarsi sapendo che c’è senza però preoccuparsi e cercare necessariamente di dipanarlo
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non avevo mai sentito la sua voce! figo!
è un sacco forte!
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Intervista molto interessante. Mi ha colpito soprattutto la riflessione sulla lentezza. La velocità può essere uno strumento ma anche un limite; prima di correre,infatti, è necessario sempre individuare quale meta si intenda raggiungere. La lentezza permette di cogliere il senso dell’insieme. Se questo vale quando l’uomo si adopera nello scegliere il proprio percorso indiiduale, credo valga a maggior ragione nell’individuazione del bene comune. Ritengo sia necessario cercare di sfuggire ad una dinamica immediata che ci porta solo alla soluzione delle emergenze e non ci fa guardare in prospettiva.
Quando le emergenze finiscono infatti, rimane però sempre il problema della direzione da imboccare.
Per quanto concerne invece la brillante riflessione sulle sensazioni umane che sarebbero travolte da una economia fin troppo veloce ed autoconclusiva, ritengo che nella dimensione privata ed intima oggi come sempre l’uomo mantenga intatta la sua voglia di soddisfare la propria carne ed il proprio sangue.
Reputo che adesso lo faccia semplicemente in forme nuove, ma sempre alla ricerca di quel brivido a cui non mi sembra (fortunatamente) sappia rinunciare.
Mi auguro perlomeno che questi aspetti della natura umana rimangano per sempre intatti.
Altrimenti sarebbe davvero la fine.
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la lentezza è un valore da riscoprire assolutamente
assaporare la vita dovrebbe essere un obiettivo fondamentale di tutti.
Dedicare un pò più di tempo a noi stessi e agli altri permette la vera crescita interiore.
Il tempo non deve essere un nostro nemico: il lavoro, lo studio non dovrebbero occupare l’intera giornata, ma solo una parte di essa.
Non dovremmo mai dimenticare che SI LAVORA PER VIVERE E NON SI VIVE PER LAVORARE.
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graziano,
quanto hai ragione….
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sfortunatamente è difficile tenere a mente quest’insegnamento che poi si risolve in uno stile di vita
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“Generazioni slegate fra loro…” ho come l’impressione che ci abbia preso
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gallo è un vero guerriero,un cavaliere antico
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Non c’è UNA cosa in cui non sia d’accordo.
La matericità, la terra, l’arte oggi, la lentezza.
Non. Una. Parola.
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L’uomo e non le categorie.
La lentezza sulla velocità.
La materia su tutto.
La confusione sull’ordine.
Dare e non solo ricevere.
Mi trovo nella stessa posizione di Valerio, sono d’accordo, su tutto.
Un’intervista davvero pregevole.
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La lentezza. Se ci penso riesco a vedere, o almeno ad immaginare, tutto quello che abbiamo perso. Tutto quello che ora non abbiamo. Tutti i sogni. Tutte le parole, i gesti, i sospiri, gli sguardi al buio, in silenzio. E vedo contrapposte due facce: una fredda, ferma ed incolore; l’altra, viscerale, calda, in movimento. Gallo dice che manca il desiderio, e mai parole sono state più vere. Manca e si sente. E’ nell’aria. Per questo quando ne assaporo un battito vorrei non farne più a meno. Vorrei non dover smettere mai. Che le ore non passassero, che il tempo si fermasse in un momento eterno di pulsante desiderio. Carne e sangue. Senza saremmo tutti morti, la terra non avrebbe più senso, soffocherebbe sotto il cuscino greve dell’indifferenza e della velocità, incurante del vento. Resta soltanto ciò che si può comprare, il resto svanisce. La lentezza. Vorrei che quei pezzi di cielo volassero leggeri sopra le menti. Vorrei una passione infinita, abbracci deliranti, forti. Lentezza e meraviglia. Una società che percepisca se stessa, che senta di esistere e che rifletta. Lentezza di passi pesanti e significanti. Voglio senso, musica, una borsa che cade a terra, stanca delle formalità. E, come ventenne, cerco di guardare meglio il mondo, credendo a chi mi dice, con un sorriso, “goditi la spensieratezza che hai ora”. La lentezza, il lusso di fermarti e pensare, con l’aiuto della calma e della pesante leggerezza dei tuoi anni. E il desiderio…lascia che in te cresca, assicurati che non si fermi.
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“il Maestro” ha ragione su tutto e per tutto. lo trovo UN GENIO!
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il tempo è un’ antonomasia di valore aggiunto e che lo stress ci fa compiere errori madornali che poi richiedono altro tempo per essere corretti. Per cui ci tocca correre sempre di più. Sbagliando sempre di più. Forse è ora di fermarsi, un attimo.
Un minuto di lentezza.
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la lentezza e la terra. un binomio naturalmente inscindibile, a mio parere. soprattutto per chi, come lui, nasce nel sud.
la lentezza mi ricorda casa. il salento.
tutto scorre piano, in maniera onirica, ma senza mai avere la sensazione di perder tempo.
il sole caldo, l’odore della terra rossa e il frinire delle cicale soporiferi. quando vi ritorno, da amante del caos, mi ritrovo.
la lentezza dovrebbe essere essenza di ogni azione, ovunque. per una consapevolezza piena, per un appagamento autentico.
bella intervista.
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Ho trovato interessantissima l’intervista all’artista Giuseppe Gallo:la riscoperta dell’uomo,del pensiero,della materia,del bisogno di riflessione,della terra come insegnamento continuo, delle radici,dell’atto creativo,delle nostre radici,della perdita del desiderio,dell’insegnamento,del conflitto,della materia come sostanza,dell’elogio della lentezza per avvicinarci alla conoscenza del mondo, della necessità del saper dare per poter in cambio ricevere,del valore dell’umiltà,del valore dell’arte che non offende l’atto creativo, del mercato dell’arte che invece lo offende,del bisogno di soffermarsi davanti all’opera d’arte, del limite di un’architettura contemporanea che celebra solo se stessa,del limite di alcuni musei contemporanei che impediscono all’artista di poter esporre il proprio atto creativo,dell’uomo che fatica per se stesso e per gli altri, dell’uomo politico al quale manca l’atto creativo,di una chiesa decadente che non crede più nell’immagine,del mistero dell’opera,della necessità di togliere i mercanti dal tempio dell’arte.
Giuseppe Gallo è Spazio,materia, luce, ferri del mestiere,pennelli,spatole,pentole,cera, dipinti,sculture,arte,pensiero.
Grazie di esistere
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Giuseppe bravo…bellissima intervista, condivido praticamente tutto quello che hai detto.
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