Gli Eroi del “niente”: quelli veri

di - 6 aprile 2010

Dove sono gli eroi? Me lo chiedo spesso quando ogni giorno cerco là fuori l’eccezione che spezzi la regola della violenza, dell’innocenza violata, delle frodi.

Una calzamaglia colorata, una soluzione forte che infondi coraggio e riabiliti con super poteri magari questo disequilibrio, questo presente che volge al declino. Non esistono più quelle generazioni di eroi ed eroine tutte lustrini e mantelli, figlie di menti da fumetto e fantascienza. Ovvero guardando troppo lontano non li vedremo mai.

I veri eroi sono altri, sono gli eroi del “niente”. Sono i nostri padri, le nostre madri, siamo noi, gente che lavora e che spesso si uccide i sogni per sopravvivere, lottando ogni giorno, proteggendo i propri cari dalla vischiosità del male. Esseri umani che vedono sbattersi in faccia il dimezzamento dello stipendio o l’alternativa di un licenziamento, eppure rimangono, non mollano, tenendo duro per una famiglia che si portano sulle spalle. Ai loro figli insegnano l’umiltà del lavoro, e l’educazione del nulla dovuto, e accanto ai pantaloni rattoppati hanno sempre una carezza ricca di valori. Sono quelli che la spesa la fanno sì, ma con gli spiccioli in mano, negli ipermercati economici dove la “nurella”, il “mulino banco”, ed il “caffè taicaf” la fanno da padroni per assonanza con marche pubblicizzate in tv. Il tutto per far quadrare i conti, chè non è mica facile campare.

Sono eroi del “niente”, eroi quotidiani che non si lasciano spezzare la dignità e l’onore, che resistono alla tentazione del soldo facile ma in maniera illecita sulle spalle di altri poveri cristiani. Quelli che sotto il sole si spaccano le ossa, il gradino più fermo della nostra società. Stringono la cinghia e le spese, per non essere pane per gli usurai, inforcando il coraggio di tornare a casa la sera con le tasche vuote e spesso anche il cuore vacante. Chè per mantenere in prima linea la voce dei diritti lottando, si perde sempre un pezzettino di animo, che è succhiato via dalle preoccupazioni, dai sé, da ma. Ecco, questa è una categoria di eroi veri e propri. Ma non li troveremo mai sui giornali, mai sulle pagine patinate di riviste e quotidiani, anzi a volte ci sono anche ma nei titoli della cronaca e la loro storia è tratteggiata sulle righe di notizie poco rosee ed allettanti, dalla memoria fatua che non durano più di un giorno nella mente dei “benpensanti”.E non vogliatemene Signori che siete lassù in “alto” se ritengo che sia più difficile mandare avanti una famiglia di mediamente quattro/cinque persone con meno di mille euro al mese, piuttosto che promulgare filosofie e sentenze nel governare un Paese intero.

Il precariato è divenuto il male dei nostri anni ed il sacrificio una nuova chiave di lettura. Ma si fa finta di niente, si fa passare tutto sotto il nome di “normalità”, e chi detiene il potere sa come gestire “la cosa”. Ieri ascoltavo un pezzo in radio, credo fosse di Caparezza, che trovo sia attinente con il mio discorso. Una sorta di specchio dei nostri tempi è anche la musica, che si fa portavoce del grido di disperazione e di ribellione, come storia insegna. Ciò che ho sentito, mi ha fatto pensare a come la verità trovi vie semplici per manifestarsi. Cito a memoria una parte del pezzo in questione: “Sono un eroe, perchè lotto tutte le ore, perchè combatto per la pensione e proteggo i miei cari dagli usurai e dai cravattari… Né l’Uomo Ragno né Rocky né Rambo né Fini farebbero quello che faccio per i miei bambini…”

Possiamo affermare che non sia così?

Ma stiamo attenti a non scagliare la prima pietra…

Dillinger ha dedicato uno spazio alla canzone di Caparezza citata in quest’articolo- Eroe  storia di luigi delle bicocche

Pubblicato da

  1. Simona Scelfo ( 12 aprile 2010 alle 13:51)

    “I veri eroi sono altri, sono gli eroi del “niente”. Sono i nostri padri, le nostre madri, siamo noi, gente che lavora e che spesso si uccide i sogni per sopravvivere..”
    Davvero una frase bellissima e di una veridicità disarmante.
    Senza alcun dubbio chi lotta per vivere, e lo fa rifuggendo l’ausilio dell’illegalità, è un’eroe moderno. Lo è per i principi che abbraccia, per i sacrifici che compie e per i valori che trasmette.
    Non posso che essere d’accordo con te.

    Bellissimo articolo e benvenuta su Dillinger Irene!

  2. Ottavia Massimo ( 18 aprile 2010 alle 10:49)

    Eh già. Realtà tristissima. E non solo la situazione attuale è quella di cui parli, ma andando ad analizzare il modo con cui i vari organi governativi esigono i loro proventi, vi è un’ arroganza nell’ atteggiamento che davvero intimorisce. Lo stato dovrebbe tra le altre cose, esser pensato come una sorta di grande sistema atto a proteggere i suoi figli, noi cittadini. Invece, in ogni sua manifestazione di potere, forze dell’ ordine, tribunali, assistenza sanitaria, etc., vi è una superficialità estrema nell’ affrontare il singolo caso che inevitabilmente porta al qualunquismo ed all’ abuso di potere. Stiamo raggiungendo livelli di insensibilità terrorizzanti. La figura umana nella mente della maggioranza, ha e stà subendo distorsioni disastrose nella percezione e conseguente rappresentazione di un’ etica non più integra e degenerante.
    Buongiorno e senti che bel sole
    O

  3. Chiara Lo Cascio ( 18 aprile 2010 alle 14:29)

    Benvenuta su Dillinger Irene!

    Dovremmo iniziare a domandarci perché ormai possano considerarsi eroi anche le persone che fanno semplicemente il proprio dovere per sè e per i propri cari.. la risposta non è felice, ma aiuta a capire. E magari iniziare a cambiare. :)

  4. scusate la polemica. non so, forse avete tutti dei genitori fantastici, ma in italia il governo, lo Stato, non è fatto di entità astratte, ma di uomini e donne, politici votati con preferenze.in giro ci sono tanti bravi italiani che portano a casa lo stipendio per la famiglia, però non gliene frega niente di quello che succede nella porta accanto, Rosarno vi dice niente? le leggi contro le minoranze? chi sono gli italiani che permettono tutto questo, il precariato ha ucciso la coscienza civile e sociale, il senso di appartenenza a un periodo storico, la dignità di impegnarsi per un senso alto della società civile, che non sia solo la difesa di interessi particolari.
    dove sono gli italiani che si nascondono nel disinteresse e permettono a questa classe politica di annientare tutti i valori di legalità e rispetto?
    è vero, io non vedo eroi, solo grandi protagonismi e marea di retorica, va bene sostenere chi difende la propria dignità di lavoratore onesto, ma forse non basta, visto dove siamo arrivati e ripeto, lo Stato non è un’entità astratta ma la coscienza complessiva di un popolo, gli italiani, appunto.

Lascia un Commento