Green Outsider – Bine ati venit la Transilvania (Benvenuti in Transilvania)

marzo 20, 2010 in Ecologia, Green Outsider da MichelaDT

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Nel settembre del 2009 la Dott.ssa Milca Petrovici avrebbe potuto avvistare il suo animale preferito, il gipeto (Gypaetus barbatus L.), durante una visita al Parco naturale delle Alpi Marittime, in provincia di Cuneo. Lei ha fatto parte parte di una delegazione del Parco naturale degli Apuseni, un’area protetta localizzata nel cuore della Transilvania, che è venuta in Italia grazie ad un progetto europeo finanziato dalla fondazione di EUROPARC per la promozione del turismo sostenibile nelle aree protette dell’Est europeo. Il Parco italiano, fra i primi a firmare la Carta europea del Turismo Sostenibile, è stato scelto come guida per quello rumeno.

Green Outsider è la rubrica di Dillinger.it dedicata a chi ha studiato la natura ma non è mai riuscito a lavorarci. Ricercatori e studiosi che avrebbero potuto valorizzare l’immenso patrimonio verde dell’Italia, ma che sono restati intrappolati nel labirinto della precarietà. Nella rubrica “Green Outsider”, a cura di Michela Del Torchio, raccoglieremo le loro testimonianze.

Anche lei ha una laurea in scienze ambientali e ha realizzato il suo sogno più grande dal 2005 al 2008: lavorare come biologa e coordinatrice dei progetti di tutela e di conservazione della natura, nell’area protetta. Al termine di questo periodo la mancanza di una legislazione adeguata, ma soprattutto la mancanza di fondi statali le hanno impedito di continuare le sue ricerche. Successivamente si è dedicata all’insegnamento e attualmente è una docente presso l’Università di Bacàu. In futuro potrebbe essere la responsabile del settore di conservazione della natura di un possibile parco transfrontaliero tra Romania e Ungheria, ma i tempi burocratici per la realizzazione di quest’area sono ancora molto lunghi.

Secondo Milca anche nel suo paese manca la sensibilità ambientale che individua nei parchi, e nelle persone che vogliono lavorarci, una risorsa più che un investimento a perdere; anche nel suo paese mancano delle leggi che tutelano la ricerca ambientale e i ricercatori ma soprattutto mancano quegli investimenti che permetterebbero a queste realtà lavorative di continuare ad esistere. Nonostante tutti questi limiti Milca non verrebbe mai lavorare a in Italia, secondo lei nel nostro paese non ci sono degli interessanti sbocchi lavorativi o delle garanzie per chi si vuole occupare di ambiente, lei non lascerebbe mai tutto quello che ha a casa, anche se poco valutato e considerato, per venire da noi. Lo farebbe, ma sempre con alcune riserve, per dei paesi come la Svizzera, la Norvegia e la Finlandia, paesi che, secondo la sua esperienza, vedono nella ricerca ambientale l’unica realtà possibile per la protezione del territorio.

Una domanda che mi premeva farle riguardava le possibilità lavorative in Romania per le persone con una laurea come la sua, alcune risposte sono state molto simili a quelle che potremmo dare noi “naturalambientalistibiologi italiani” a chi chiede cosa si può fare dopo il conseguimento dell’agonizzato titolo di dottore in…, ma anche lei ha sottolineato le difficoltà di riuscire a lavorare come biologi nei parchi naturali, come dipendenti delle agenzie governative, e non, che si occupano di salvaguardia ambientale, come ricercatori presso le università o come insegnanti nelle scuole dell’obbligo.

Però riflettendoci bene ad oggi, forse, in Romania è più facile diventare insegnanti.

Michela Del Torchio
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