Greenpeace e l’ecoguida ai prodotti elettronici più verdi
febbraio 11, 2010 in Dossier Ambiente, Ecologia, Economia, Scienza da Simona Scelfo
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Quando si parla d’ambiente gli aspetti da tenere in considerazione sono molti. Tra i più attuali, la produzione e lo smaltimento di quei prodotti elettronici che oramai scandiscono i nostri giorni e danno il ritmo alle nostre attività. Periodicamente Greenpeace provvede a stilare una classifica delle compagnie del settore che più o meno si preoccupano di rendere i propri prodotti eco-friendly. Dai cellulari ai pc, dalla console al televisore. La classifica che ripropongo in quest’articolo è la quattordicesima edizione (dicembre 2009); accanto ad ogni impresa è fatta menzione delle modifiche rispetto alla precedente edizione e/o alle ragioni della posizione in graduatoria.
I criteri per l’attribuzione del punteggio guardano ad aspetti fondamentali come la capacità di rendere “puliti” i propri prodotti eliminando le sostanze tossiche contenutevi o impiegate per la produzione, l’attività svolta per ritirare e riciclare i propri prodotti quando divenuti obsoleti e l’energia utilizzata per la produzione e l’uso dei prodotti elettronici.
La “pulizia” dei prodotti da sostanze chimiche tossiche si rivela fondamentale ed è strettamente legata al secondo aspetto, quello del recupero dei prodotti ormai inutilizzati. Infatti una produzione senza sostanze nocive permette la tutela dell’ambiente limitrofo agli impianti di produzione, la riduzione dei rischi di danni ai lavoratori spesso esposti ad intossicazioni di ogni genere e, di conseguenza, permettono uno smaltimento dei rifiuti più semplice ed immediato che non comporti la contaminazione di alcun sito.
Inoltre non dimentichiamoci che a supporto dell’adozione di questa prassi virtuosa le imprese hanno accolto una politica in materia di prodotti chimici fondata sul c.d. Principio di precauzione, uno dei principi fondamentali del diritto internazionale dell’ambiente e, almeno nell’ambito europeo, sono portate a rispettare quanto previsto dalla Direttiva che limita l’uso di sostanze pericolose nei prodotti elettronici (Dir. UE 2002/95).
- NOKIA (7,3/10): resta in testa con un buon punteggio sulla riduzione di sostanze tossiche, ma perde punti sul versante energia.
- SONY ERICSSON (6,9/10): avanza con punteggi al massimo per l’eliminazione di sostanze tossiche, ma è ancora scarsa sul riciclo dei prodotti a fine vita.
- TOSHIBA (5,3/10): buon punteggio per l’eliminazione di sostanze tossiche ma deve rispettare gli impegni per la loro eliminazione entro marzo 2010.
- PHILIPS (5,3/10): perde punti per non essersi impegnata per norme a favore dell’eliminazione di sostanze pericolose nei prodotti elettronici.
- APPLE (5,1/10): continua a migliorare, con i migliori punteggi per l’eliminazione di sostanze tossiche e per i criteri sulla gestione dei rifiuti elettronici.
- LG ELECTRONICS (6,1/10 – 1 = 5,1/10): il punteggio di LG migliora ma è penalizzata di un punto per aver posticipato la data della promessa eliminazione di sostanze tossiche.
- SONY (5,1/10): mantiene un buon punteggio generale, il migliore in assoluto per l’energia, ma deve impegnarsi per norme a favore dell’eliminazione di sostanze pericolose nei prodotti elettronici.
- MOTOROLA (5,1/10): punteggio lievemente ridotto per il mancato impegno per norme a favore dell’eliminazione di sostanze pericolose nei prodotti elettronici.
- SAMSUNG (6,1/10 – 1 = 5,1/10): notevole arretramento a causa della penalizzazione dovuta al ritardo nel rispettare gli impegni per l’eliminazione di sostanze pericolose.
- PANASONIC (4,9/10): punteggio invariato, ottimo per l’energia ma scarso sui rifiuti elettronici e il loro riciclaggio.
- HP (4,7/10): migliora la sua posizione per un chiaro sostegno a favore della riduzione delle emissioni di gas serra, ma deve impegnarsi anche per norme a favore dell’eliminazione di sostanze pericolose nei prodotti elettronici.
- ACER (4,5/10): punteggio invariato ma acquista una posizione, grazie anche all’impegno per norme a favore dell’eliminazione di sostanze pericolose nei prodotti elettronici.
- SHARP (4,5/10): perde punti per le scarse informazioni fornite sull’eliminazione di sostanze tossiche e per non impegnarsi per norme a favore dell’eliminazione di sostanze pericolose nei prodotti elettronici.
- DELL (4,9/10 – 1 = 3,9/10): punteggio ridotto per i criteri energetici e penalità di un punto per aver posticipato al 2011 l’eliminazione di sostanze tossiche.
- FUJITSU (3,5/10): migliora il punteggio per il sostegno a favore della riduzione delle emissioni di gas serra e per aver tagliato le proprie emissioni.
- LENOVO (3,5/10 – 1 = 2,5/10): punteggio invariato ma penalizzato di un punto per aver rimandato a data non definita l’eliminazione di sostanze tossiche.
- MICROSOFT (2,4/10): punteggio ridotto, non si impegna per norme a favore dell’eliminazione di sostanze pericolose nei prodotti elettronici.
- NINTENDO (1,4/10): resta all’ultimo posto, con punteggio invariato.
Link utili Greenpeace:
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@ Simona: alle aziende basta pagare un contributo per lo smaltimento di tutti i prodotti elencati detto RAEE e tutto diventa ok !
(non sto scherzando, purtroppo)
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Già, assurdità del sistema. Si spinge affinche le imprese diventino più verdi attraverso una legislazione più rigida e controlli severi in materia ambientale e poi basta staccare un assegno perchè tutto si risolva in una bolla d’acqua.
Eppure il modo di migliorarsi ci deve essere, altrimenti a distanza di anni affogheremo nell’inquinamento di ogni componente chimico, elettronico e tossico immaginabile!
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@ Simona: parliamo di un contributo di pochi euro (nel 2007 1,5 € su un pc di 800 €)che ricade poi, ovviamente, sul consumatore finale!
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Pure!
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