Ho trovato mia nonna dentro un caffè… d’orzo
gennaio 23, 2010 in Racconti, Satira da jepilly
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Mia nonna si chiama Maria. Perché, ci sono nonne che si chiamano diversamente?
Mia nonna Maria ed io eravamo dentro ad una foto del ‘90. Io, rosa, con un cappellino rosso e bianco a ondine e a strati come i cani rugosi, ero seduta in una bacinella, quelle celesti di plastica per la biancheria. Non ho mai capito perché m’avesse infilato in quella tinozza, tra l’altro vuota, quando a 30 metri c’era il mare.
Il sole batteva forte sul nostro ombrellone della Coca Cola, accanto al chiosco Guanambì. Era luglio. Caorle era invasa dai turisti, quelli tedeschi, con degli ananas di capelli in testa, quelli che fanno i poliglotti, e quando vanno in gelateria si ostinano a voler tentare il colpaccio linguistico, ordinando “straziatela”, “Fritti di posco” e ” nicoletto”. Sarebbe nocciolato.
Mia nonna è pazza. E’ una di quelle donne energiche che ti ricorda spesso che lei, da piccola, lavorava nei campi. Lei, ha sempre lavorato “tutta a so vita”. Lei, ha tirato avanti una famiglia negli anni ‘70. E sempre lei, era quella che da piccola mi lavava il viso con un vigore tale da farmi un peeling alle guance. Ha i capelli corti e ricci. Il colore non saprei precisarlo. Lo cambia ad ogni tinta. E’ molto fiera dei suoi denti. “Guarda che mi non go mica e protesi come tutte e vecie! Son mii questi! Ancora quelli da latte!”. Da latte… Ok.
Quella mattina era elegantemente seduta sull’asciugamano, all’ombra, a pochi passi dalla passeggiata in cemento, davanti alla piscina dell’hotel di mia zia. Quella giornata, fatta di gran sbattere di mie mani ovunque e di bagnetti in tinozza è il mio primo ricordo insieme a lei. Divertente.
La mattina mia nonna si sveglia sempre alle 6 e si mette a far i lavori, in pergolo, in cortile, in giardino.
“Vara! E stirar, lavar, farge da magnar al vecio. Eeeeh cara…voria vederte ti. Otanta ani sattu! Otanta! “.
Brava nona! Ti sì che ti si a meio!
Maria cucina un sacco bene. Da sempre scrocco pranzi e cene con grande faccia tosta. Ho un piatto fumante di pasta e fagioli davanti al naso. Un profumo. L’olio d’oliva, versato sopra la zuppa, va a formare un cerchio e il parmigiano grattato galleggiava felice in attesa dell’amico cucchiaio.
Fuori fa freddo e nel cortile i cinque alberi allineati sul muretto di cinta rosa salmone sventolano, al buio delle 20:30 di dicembre. Mio zio Luigi viveva ancora lì. Sedeva davanti alla tv ed era sempre chino sulla scodella di insalata, ingurgitata intera con foga. Ha un bel colibrì verde con un fiore, tatuato sopra il cuore. Mio nonno Ermido, gran nome, a capo tavola. Teneva sempre davanti a sé un pacchetto di Fonzies, tre noci e le cardio-aspirine, quest’ultime dopo un infarto causa fumo intensivo. Un classico. Da lì il caghetto l’ha reso salutista.
Al contrario di Ermido, Maria è una gran chiacchierona! “A xe sempre che a ciacola.” Sempre. E parla e parla, e nessuno sente mai Studio Aperto o il TG1. Sempre a fare “ssshhhh!!” per placarla. Come se non bastasse il casino, fa pure degli ottimi lanci di cibo sputacchiando sulle braccia di noi commensali, rassegnati. Sa pure storpiare i nomi di qualunque cosa, non capendo le notizie. L’ultima è stata chiamare Michael Jackson, “Marco Giacco” e capire che il funerale per le vittime di Viareggio si tenesse a L’Aquila.
Non è cambiato niente dal ‘90 ad oggi. Per fortuna.
La cassapanca in legno circonda ancora la tavola. Una volta ho scoperto che era apribile. C’era il mondo dentro. Giornali scandalistici da “attesa dal parrucchiere”, un ferro da stiro, una rete da pesca, ago e fili di tutti i colori.
Il volume della televisione è sempre impostato su “sordità perenne”, anche quando vengono le sue amiche a prendere il caffè. Soprattutto quando vengono loro. O venivano. Maria durante i suoi 81 anni ha litigato con tutti. Parenti, amici, conoscenti e coi “foresti”.
Al pian terreno affitta un appartamento ai turisti. Nel nostro mare, dove scaricano i fiumi, galleggiano assorbenti e pezzi di cacca. Ma il turismo continua. Bene.
Fino a due anni fa ho sempre snobbato mia nonna. Che ci fai dai vecchi quando sei adolescente?
Passi per prendere la macchina a tuo padre, per andare a vomitare vodka sui pioppi di Lignano, non fai in tempo a nasconderti che dal poggiolo parte il:
“Jeci! Dov’è che te va? Te ga da tor a macchina?”
-e lì il celebre- “Me raccomando, sta’ attenta ai pericoi!”
Io dal finestrino già in fondo alla via “Sììì… sììì…”
Dovevano arrivare i 21 anni e “a creansa” per accorgermi di che miniera di risate fosse mia nonna.
Sparge vitalità dovunque va. Un giorno, erano le 13 passate. Stese entrambe sulle sedie di plastica bianca in terrazzo, stazionavamo in attesa del transito intestinale. Sotto, la gente passeggia in braghette e canotta sotto il sole. Mia nonna ha un commento per ognuno. Rido di quelle scemenze. Stende una canovassa sulla tavola con il poggia frutta in legno al centro. “Vara, mettemo ’sto caffè qui. Xe ‘na missiea de orso e caffè. Xe bon sattu!”
Missiea… Missiea. Quelle parole che più le ripeti più sembrano idiote.
L’anno scorso stavo pulendo gli scomparti refrigeranti per i succhi, dietro al bancone. Arriva Adelaide, in divisa. C’è solo una famiglia di svedesi che giustamente ordina 5 pizze alle 16; quelle con prosciutto e ananas. Ora di siesta al Pra delle Torri, tutti in spiaggia. La radio manda a basso volume il successo della stagione, “I kissed a girl” di Katy Perry. Io e Ade scherziamo parlando del più e del meno. Meditiamo se fregare una pallina di gelato alla fragola dal banco frigo, prima che torni il capo. Tutti i 300 tavoli del ristorante Vanghetto erano vuoti. I nostri colleghi avevano cominciato da poco il turno. Dodici caffè. Tazzine da lavare. Pace prima della serata turbolenta.
“Non vedo mia nonna Lucia da inizio stagione. Non vedo l’ora di tornare in Calabria a settembre. Mi coccola sempre, quasi per lei fossi ancora una bambina e non una 24enne. Sai, i nonni, purtroppo non c’è molto tempo… Goditeli.”
Ora sì.
(Mi scuso per i lettori non veneti, ma mia nonna senza le sue citazioni in lingua originale non rende.)
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Questo racconto breve è uno spettacolo!!! Really really good!!!
E benvenuta Je!
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GRAZIE MILLE!!
Sono entusiasta del fatto che ti sia piaciuto
Leggerò qualcosa di tuo.
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Un pretesto nobile condito da semplicità e schiettezza. Leggero. Delizioso.
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Bellissimo Jepilly! Frizzante, vivido nei colori e che piacere la lettura.
Benvenuta su Dillinger.it!
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Piacere di averti letta jepilly!
alla prossima
Del resto, no, non credo esistano nonne che si chiamano diversamente…
MB
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bellissimo!
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siete deliziose!
grazie infinite
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