Il G8: un bluff per L’Aquila
novembre 3, 2009 in Terremoto in Abruzzo da Roberto Tinari
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Come è chiaro, a distanza di mesi, lo spostamento del G8 da La Maddalena a L’Aquila è avvenuto per un fine prettamente economico: ci si aspettava che i grandi della terra, di fronte a tante macerie, prendessero così a cuore la nostra città da volere partecipare alla sua ricostruzione adottando significativamente la parte monumentale danneggiata, ovvero contribuendo per non meno di un miliardo di euro.
Il G8, però, come appariva lampante a noi dei comitati cittadini, avrebbe creato molti disagi alla popolazione già martoriata dal sisma, nonché rallentato la ricostruzione.
Al termine del summit le risorse promesse dai leader mondiali erano meno di un quinto di quelle auspicate e solo pochi giorni fa Bertolaso ha ammesso che i loro impegni non hanno avuto seguito: il G8 non è servito a nulla, ha solo creato problemi.
Con questo, però, non voglio ribadire che avevamo ragione noi e puntare il dito su chi ha sbagliato, ormai è acqua passata. Mi auguro, però, che anche questo fallimento sia da esempio e che da oggi in poi le decisioni che riguardano L’Aquila siano partecipate e non più imposte alla popolazione.
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l’ennesima dimostrazione di quanto sia falsa e ipocrita la convinzione che un grande evento, una grande opera, facciano da traino allo sviluppo o alla ripresa di un luogo senza un disegno organico di coinvolgimento (a 360°)delle popolazioni locali.
Coraggio….che si sta presentando un inverno da brividi, e con la ricerca del consenso elettorale non si è mai riscaldato nessuno (al di fuori dall’entourage dei venditori di fumo, ovviamente).
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La popolazione non è che non sia stata conivolta a 360 gradi, ma proprio per niente. Anzi, per tutte le decisoni l’angolatura esatta è stata a 90.
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ricorderò sempre la settimana del G8, ho visto e sentito cose che voi umani non potete immaginare.
sono schifata da come è stato gestito tutto il post terremoto…
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Il G8 a L’Aquila si è dimostrata la classica passerella dei grandi del mondo,bisognosi di rendere appariscente la loro commozione di fronte alla tragedia…solo per l’immagine pubblica. Nel frattempo noi aquilani abbiamo riportato solo disagi da questo grande evento. Non nego che avevo nutrito speranze sul fatto che la loro presenza avrebbe potuto portare qualche aiuto economico,ma ora è chiaro che la ricostruzione dell’Aquila,spetti davvero aquilani.
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maturo sempre di più convinzione che nonostante tutto quello che sia successo, pochi hanno chiara la situazione attuale della nostra città! Avete una vaga idea di quanto tempo ci voglia per rimetterla in piedi sia dal punto di vista monumentale che insediativo? Evidentemente no… perchè mentre tutti criticano politici e g8 io riesco solo a vedere che gli operai hanno lavorato e stanno lavorando 24 ore su 24 per ridare un tetto agli aquilani che da quella notte spaventosa non ce l’hanno più? perchè noto che la parte periferica ha cambiato completamente assetto?…perchè noto che la situazione di certo particolare stia permettendo che sorgano opere infrastrutturali e c.a.s.e. il poco tempo? sono io che ho le allucinazioni o voi che avete gli occhi bendati?…per quanto riguarda la ricostruzione monumentale, trovo umano che abbia ceduto il passo agli aquilani e che quindi sarà concreta nel giro di qualche anno, invece che di qualche mese….e di ciò prima prenderete coscienza prima tornerete a “campare serenamente”!!!
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esattamente come in tutti i summit internazionali dove si converge su:paesi poveri, ambiente, povertà ecc ecc e dove poi, nella prassi seguente, quegli stessi impegni restano lettera morta. L’Aquila è un immenso spot elettorale a reti unificate. Se si intende fare il proprio compito, lo si fa e basta. Che bisogno c’è di chiamare a raccolta tutti i lacchè per farsi immortalare con formici alla mano e champagne pronto all’esplosione ogniqualvolta si inaugura qualcosa se non per accrescere l’immagine di se stessi???
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Le realtà del G8 sono molteplici da chi ha organizzato l’avvenimento fino a chi lo ha eseguito e come sempre in pochi ci hanno guadagnato e di certo non l’aquilano.
Quello che è successo a l’aquila sarà una grande campagna elettorale per il premier che gli ha gia fatto acquisire un’immensità di voti.
che poi gli altri stati non parteciperanno alla ricostruzione nelle modalità promesse cmq invieranno del denaro che non dovra pagare lo stato visto che in un certo senso non sa da dove prenderlo.
ormai c’ho che è successo a l’aquila non fa più notizia tranne che per la consegna delle case quindi tra un po l’aquilano si ritroverà di nuovo ad un punto morto e cioè senza lavoro e cosa più triste senza sogni e prospettive.
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…Modestamente io già l’avevo detto, come dimostra questo articolo
http://www.repubblica.it/2009/09/sezioni/cronaca/terremoto-abruzzo/l-aquila-tradita/l-aquila-tradita.html
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