Il limite tra usare uno strumento e esserne schiavi

marzo 23, 2010 in Digital, Dossier Web, Società da Andrea Ferraresi

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Cosa vuol dire usare uno strumento? Beh la risposta sembrerebbe semplice, tutti noi sanno usare uno strumento, non per nulla abbiamo il pollice opponibile. Ma il passo e’ breve tra utilizzare uno strumento e diventarne schiavi, molti di noi, forse troppi utilizzano alcuni strumenti essendone schiavi, ma la cosa peggiore e’ non esserne consapevoli. Si potrebbe parlare di un sacco di cose che ci rendono schiavi, tanto per fare un esempio molti di noi non vivono senza i confort della propria casa, solitamente questi personaggi si identificano in quelli che vanno in vacanza in posti esotici a cercare l’avventura per poi ritrovarsi nei villaggi turistici serviti e riveriti. Ora io non ho nulla in contrartio al fatto che uno voglia andare nel villaggio piu’ esclusivo di Sharm El Sheik ma, signori, non venitemi a parlare di posti esotici e di avventura. Andate al Cairo e dormite fuori dai villaggi, invece di andare nel ricchissimo sud africa fatevi un giro per le nazioni che stanno veramente messe male, poi ne riparliamo. Un esempio piu’ calzante e’ quello delle persone che non vivono senza cellulare: guardate ragazzi che se non sentite le vostre belle ogni 30 secondi non succede assolutamente nulla.

Ma questo e’ un altro discorso, si rischia di andare off-topic, e’ cosi’ che dicono i geek, i nerds o le persone in qualche modo legate al mondo del computer.

Sì devo ammetterlo io sono tra questi, a volte utilizzo parole come niubbo (italianizzazione della parola newbie), crash, bug, pear, topic, scannare, pingare, parole che molti utilizzano con un significato diverso da quello che gli do io o che non usano affatto tanto che a volte mi sento dire frasi come “Ao e parla come magni”, da una parte e’ chiaro che non possano capirmi, dall’altra per spiegare alcuni concetti specifici ci metterei troppo tempo.

Io lavoro nel campo dell’informatica da anni, sono sistemista e security auditor, a volte programmo per il web, diciamo che vivo grazie all’informatica, nel senso che mi dà da mangiare, faccio anche musica col computer e quindi anche molto tempo “libero” lo passo davanti allo schermo, tanto che a volte mi si dice “Sarebbe ora che staccassi”. Quando arriva il momento di staccare se possibile prendo la bici e vado a fare quattro salti. La differenza tra me, utente al limite della fissazione, e chi e’ un drogato di bit e’ che io per quanto possibile cerco il contatto umano, quando posso esco di casa, a volte mi ubriaco con gli amici, a volte esco con la mia ragazza, un po’ come il drogato di cannabinoidi e quello di eroina, il parallelo mi sembra calzante. Insomma al di fuori del lavoro sono una persona “normale”, anche se  a volte parlo di agile programming di sabato sera, e’ un po’ come smettere con le sigarette, uno prima o poi ci ricasca.

Ora riflettiamo sugli eroinomani da tastiera, la brown sugar della situazione potrebbe essere World Of Warcraft,  per chi non lo sa e’ un videogioco. Io non gioco col computer, ma alcuni miei amici lo considerano una droga, alcune persone che conosco non escono di casa per diventare paladini di n-esimo livello o elfi strafichi, se mi fermo a riflettere penso  di non riuscire a capire perche’ una persona dovrebbe preferire una macchina (sì il computer e’ una macchina), uno strumento, al contatto umano.
E’ come se un muratore si innamorasse della cazzuola, capite che non ha senso? Diventare schiavi delle macchine e’ la cosa peggiore che vi potesse capitare neanche vi danno visioni, nessun tipo di sballo…. La risposta che mi viene in mente e’ che probabilmente una persona insicura possa facilmente nascondersi dietro un avatar fico e pieno di sè, diventare un tipo smart-on-demand. Ma questo e’ un po’ come barare con se stessi quindi del tutto inutile [cit.], voi non siete il vostro account MSN, non siete il finto hacker su IRC o sui blogs, le cose che millantate di sapere dovrebbero essere dimostrate,  che voi lo vogliate o no avete un Nome e Cognome e dovreste avere anche una personalita’. MSN e Facebook sono strumenti, non sono luoghi d’incontro, dei vostri 700 amici virtuali quanti sono quelli pronti a darvi una mano (non valgono quelli disponibili a proteggervi con le loro Gilde su W.O.W.), le ragazze che conoscete in chat probabilmente non scalderanno mai i vostri letti, signori probabilmente avete un disturbo di personalita’ e dovreste farvi curare.

Lo so forse sono stato un po’ brusco, probabilmente mi darete del Troll, oppure scatenero’ un flame, ma francamente ci tenevo a farvi riflettere.

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