Il valore della diversità

di - 22 novembre 2008

Il valore della diversità

ImageShackLa diversità è uno dei valori fondamentali del nostro secolo. La diversità è colore, cultura, ricchezza, scambio, crescita, necessità, fa parte della storia di ogni uomo.

Spesso, però, la diversità appare come un pericolo, una minaccia, una barriera che si oppone tra i simili e “gli altri”. E’ di certo molto più “riposante” avere a che fare con ciò che già conosciamo, con persone nelle quali ci riconosciamo in situazioni già collaudate.

Sono “diversi” e quindi esclusi ed emarginati dalla società gli immigrati, gli omosessuali, i matti, i portatori di handicap, i perdenti in genere, e addirittura siamo arrivati al paradosso che si considera diverso in quanto “sfigato” chi non imbroglia, chi non si sballa, chi non veste alla moda, chi non entra nella taglia 40, chi non frequenta il giro giusto.

Trovo a dir poco agghiacciante che su Facebook esista un gruppo che si chiama “Più rum meno rom” che conta più di 2700 iscritti. Penso che non ci sia cosa più stupida di generalizzare e niente di più pericoloso di vivere nel pregiudizio, perchè poi si trasforma in rabbia e la rabbia degenera in odio. Forse bisognerebbe cominciare a distinguere i “cattivi” non in base al colore della pelle, alla religione, al paese d’origine, alle tendenze sessuali, ma in base ai comportamenti. Andrebbe additato chi non rispetta le regole, chi soggiace alle leggi del branco, chi è disonesto, prevaricatore, chi non cambia opinione, chi si accontenta di essere uno dei tanti, sordo e cieco, mentre la vita scorre e tutto inevitabilmente cambia …

Gestire la diversità richiede impegno, coraggio, pazienza, ma regala la gioia della scoperta, l’avventura del viaggio, il rischio del confronto e l’audacia del mettersi in discussione. Io credo che il primo passo da fare sia quello di cominciare a considerare la diversità non come un elemento da tollerare, ma come un bene da tutelare.

Voi che ne pensate?

Federica Morrone

Pubblicato da

  1. impercettibili sfumature ( 22 novembre 2008 alle 11:01)

    La paura del diverso è atavicamente legata all’uomo…si tende a diffidare per istinto di ciò che non si conosce, lo si considera sempre in modo negativo. Il cocktail però diventa esplosivo anche grazie al contributo di un modello televisivo che appiattisce e omologa e a un diffuso allarmismo mediatico. Spero che grazie alla conoscenza reciproca e alla convivenza questi pregiudizi vengano lentamente superati, anche perchè altrimenti non credo ci si possa considerare “società civili”. Il gay, il matto, l’extracomunitario: sono etichette per semplificare delle persone…se venissi costantemente etichettata come “etero” lo troverei piuttosto riduttivo! Credo però che serva una capillare opera d’educazione per raggiungere quest’obiettivo e, così a occhio, mi sembra si faccia più parlare di classi ponte piuttosto che di integrazione.

  2. federica, mi complimento in primis per il tuo modo di scrivere semplice e scorrevole..del resto però devo dirti che il tuo articolo mi sembra una sintesi molto ben scritta di centinaia di appelli del genere, visti e rivisti sui giornali ed in tv..sebbene, come dici tu, ancora nel sentire comune il diverso appare come un nemico piuttosto che come una risorsa, continuando a ripetere gli stessi concetti si rischia di generare una generale insofferenza, piuttosto che incentivare il cambiamento.

  3. Non posso che concordare con te,Federica.Un solo commento:come tu hai detto”credo che il primo passo da fare sia quello di cominciare a considerare la diversità non come un elemento da tollerare, ma come un bene da tutelare.”La tolleranza di cui tu parli, passa troppo spesso per un valore positivo,nonostante io credo nasconda quel pizzico di mal celata malizia che la rende invece tutt’altro che bonaria.Il concetto stesso della tolleranza implica che uno accetti l’altro,che in sostanza gli accordi il permesso di esistere,ponendo comunque se stesso su un gradino più alto.L’integrazione degli”outsiders” è difficile anche per questo motivo,perchè dietro la finta disponibilità necessaria per sentirsi”open minded” può sempre celarsi quel sentimento di intolleranza,appunto.La soluzione?é cercare di abbattere questa specie di scala che ognuno si costruisce da sè ponendosi arbitrariamente sul piano più alto e guardando con disprezzo e ingiustificato cinismo verso quelli che si sono piazzati più in giù.

  4. Pietro Maria Sabella ( 22 novembre 2008 alle 12:53)

    Il diverso ci rafforza, il medesimo ci rilassa.
    Credo che l’umanità sia ancora ben lontana da un traguardo cosi alto.
    Una specie che si fa guerra per nulla, non è in grado ancora di abbattere tutte le barriere della differenza.
    Ciò che si può fare sta nel provarci ognuno nel suo piccolo, nel suo quotidiano,cosicchè ognuno col proprio mattoncino realizzi le basi di una nuova società.
    Almeno ci proviamo!

  5. Michele Laurino ( 22 novembre 2008 alle 13:00)

    La tua analisi è stata semplicemente ineccepibile nel cogliere i punti nevralgici di un simile tematica:a riguardo si potrebbe dire tutto e nulla.l’immagine che ne hai disegnato evoca alla mente un’immenso piumone patchwork,a quadri coloratissimi e tutti diversi,tenuti insieme da un intreccio di fili invisibili che simboleggia le parole chiave della tua composizione:DIVERSITà,TOLLERANZA, TUTELA.

  6. La diversità è un concetto mutevole.Implica il confronto con qualcos’altro .Cosa è diverso, cosa non lo è e in che misura?
    La diversità può riguardare una condizione, una qualità o un semplice comportamento.Ritengo che tutelare la diversità, come dici tu, presupponga necessariamente prima il rispettare la diversità.
    E il rispetto è una forma di educazione che non tutti hanno potuto e voluto assumere nel corso della vita.
    come affermi tu, trovo assurdo che siano nati gruppi su facebook sul tipo “Vietate le buste” (o qualcosa del genere), buste è riferito a quelle ragazze che esteriormente non rispondono a canoni estetici odierni della serie 90-60-90. ebbene, tutti fanno finta di rispettare gli altri, ma certi comportamenti e atteggiamenti nascosti riflettono una assoluta incapacità di valorizzare una diversità od alterità altrui. è limitante per chiunque non valorizzare una diversità.

    Vi lascio con questa riflessione che sento come mia
    “Sono salito sulla cattedra per ricordare a me stesso che dobbiamo guardare le cose sempre da angolazioni diverse”
    dice Robin Williams in “L’attimo fuggente” di Peter Weir.
    Siamo tutti capaci di salire su quella cattedra?

  7. Madeo Francesco ( 22 novembre 2008 alle 13:48)

    I gruppi su facebook ci sono per l’esasperazione alla quale siamo arrivati grazie ai media che mostrano solo i lati orrendi della cultura rom!La mescolanza non porta a niente di male ma solo all’ntegrazione di culuture e alla creazione di nuove culture piu’ forti e solide!La storia dimostra che i popoli che hanno avuto la capacità di mescolarsi con altre culture, si pensi ai romani i quali contrariamente a quanto si pensa accettavano lo straniero e lo integravano anzi in alcuni casi arrivavano a concedere la cittadinaza, sono riusciti a resistere al logorio del passare del tempo per arrivare fino ai giorni nostri, pensiamo al colosseo!

  8. Complimenti per il bel post, davvero stimolante! L’atteggiamento prevalente ai nostri giorni è quello della paura del diverso, paura che quasi sempre genera odio. Sono d’accordo con te quando affermi che il primo passo è quello di non considerare la diversità come un bene da tollerare; credo che sia necessario un qualcosa in più della semplice tolleranza reciproca, credo che si debba parlare di rispetto. Condivido pienamente la identificazione della diversità nella crescita: l’incontro tra diversità non deve necessariamente tradursi in conflitto, può, al contrario, produrre un arricchimento complessivo.

  9. teresa fabozzi ( 22 novembre 2008 alle 17:24)

    Complimenti Federica per il tuo post.
    Dice il Signore : <>.
    In questa nostra società portata a ignorare proprio i più “piccoli” per motivazioni assurde come le differenze di lingua, di colore , di religione e di cultura, il richiamo del signore ci esorta anche dopo duemila anni a rivedere i nostri comportamenti e le nostre diffidenze in vista di un mondo globale più umano e solidale.
    Complimenti Federica perchè da donna giovane e moderna sei ispirata da così buoni e sani sentimenti.

  10. teresa fabozzi ( 22 novembre 2008 alle 17:29)

    Complimenti Federica per il tuo post.
    Dice il Signore : “Quello che avrete fatto al più piccolo dei miei fratelli l’avrete fatto a me”.
    In questa nostra società portata a ignorare proprio i più “piccoli” per motivazioni assurde come le differenze di lingua, di colore , di religione e di cultura, il richiamo del signore ci esorta anche dopo duemila anni a rivedere i nostri comportamenti e le nostre diffidenze in vista di un mondo globale più umano e solidale.
    Complimenti Federica perchè da donna giovane e moderna sei ispirata da così buoni e sani sentimenti.

  11. francesco de pasquale ( 22 novembre 2008 alle 17:55)

    Prima di tutto vennero a prendere gli zingari e fui contento perchè rubacchiavano.
    Poi vennero a prendere gli ebrei e stetti zitto perchè mi stavano antipatici.
    Poi vennero a prendere gli omosessuali e fui sollevato perché mi erano fastidiosi.
    Poi vennero a prendere i comunisti ed io non dissi niente perchè non ero comunista.
    Un giorno vennero a prendere me e non c’era rimasto nessuno a protestare.
    Bertolt Brecht

  12. DANIELE URCIUOLO ( 24 novembre 2008 alle 19:07)

    Cara Federica, tu dici: “Gestire la diversità richiede impegno, coraggio, pazienza, ma regala la gioia della scoperta, l’avventura del viaggio, il rischio del confronto e l’audacia del mettersi in discussione”. Sono d’accordo e penso che più rum e meno rom,
    con tutto il bene…
    e l’ammirazione…
    …e la passione…che provo per il rum, non è corretto prendersela con gli stranieri, con i forestieri, con chi ha delle credenze, delle tradizioni, delle culture diverse dalle nostre.
    Cara Cristina, il famoso gruppo su facebook sulle “buste”, posso risponderti perchè la vicenda mi riguarda da vicino,
    non vuole essere una mancanza di rispetto, ma è solo un gioco su cui riderci sopra perchè, come tu sai, non ci potremmo mai permettere di pensare nè di giudicare le persone per come si vestono o per i brufoli che “portano”.
    Noi guardiamo anche altro, guardiamo l’animo e la mente e questi esmpi di gruppi sono solo giochi, forse di pessimo gusto, ma sono solo giochi…

  13. Giuseppe Vinci ( 2 giugno 2009 alle 14:25)

    Grazie Federica ,
    stavo facendo delle ricerche sulle differenze che mi è stato assegnato, a quel punto ho trovato il tuo post e devo ammettere che mi è stato di grande aiuto, per comprendere ciò che cerco e su cosa intendo lavorare.
    Sono in ritardo rispetto alla pubblicazione e spero che i miei ringraziamenti ti vengano recapitati da questo messaggio, ti rinnovo i miei rigraziamenti per l’arricchimento che mi hai donato e ti auguro tanta fortuna per il futuro, perchè una persona con le tue idee se la merita .
    Pace e bene Beppe

  14. Federica Morrone ( 2 giugno 2009 alle 14:57)

    Grazie mille!Sono contenta che Dillinger ti sia stato utile!
    Ti auguro un buon lavoro per la tua ricerca!!

  15. bello veramente bello ti faccio i miei complimenti e grazie a te completerò la mia ricerca

  16. Scrivo in qualità di rappresentnte arcigay. Vorrei spendere 2 parole sul valore etimologico della diversità, facendo notare e riflettere sul contrario di uguaglianza: Ma Voi avete mai visto qualcuno uguale? La diversità non deve e non può far sfociare in aggressioni e violenze scatenando furie omicide da assassinio. Ma perchè ci si deve nascondere, vergognare di non essere assassini? Perchè nno dovrebbero vergognare loro che, odiando commettono attentati con molotov, aggressioni fisiche e verbali nei confronti di coloro che nella loro intimità, senza dar fastidio a nessuno, AMANO semplicemente una persona a prescindere dal sesso? Il discorso potrebbe riportarci ad un punto dove taluni e talaltri nascondono, altri manifestano e daltri ancora sfogano i loro “vizi” andando a cercare queste diversità notturne. Ma vi siete mai chiesti il business che c’è la notte tra gay, trans, trav, donne e quant’altro? Bè io Vi posso sottolineare che diverso è tutto ciò che ci circonda nel quotidiano, a partire dal colore di un fiore. Dobbiamo estirpare quel fiore che magari per natura anzichè essere rosso è nato tricolore?…o forse sarebbe meglio proteggerlo per contribuire a renderlo più bello e magari coltivandolo per poter adornare un contorno societario più candito e colorato?….Ciò che dovrebbe essere estirpato è soltanto il marcio che ci circonda, gente con turbe psichiche, associazioni terroristiche con ideali arcaici, sadici e blasfemi1!! Riflettete per migliorare una umanità che è già tanto in rovina, non portate tutto questo ad una fine dell’umanità, che tanto ha contribuito ad andare avanti!! Con affetto
    Gianluca L’aquila

  17. …volevo solo dire che nn possiamo prendercela cn chi pensa che ci sia quanlcuno diverso…riflettete siamo stati abituati a definire le cose in modo molto razzionale (se posso) nel senso che fin da bambini abbiamo accumulato concetti che esprimono una cosa “diversa” dall’altra…ad esempio dire bello/brutto, cattivo/buono, vero/falso etc sono concetti personali perchè una cosa può essere bella per me ma brutta per un’altro…oppure una persona può essere buona per me e cattiva per un’altro e così via…nn abbiamo le basi giuste per poter capire gli aggettivi che utilizziamo e cn che criterio le utilizziamo….e in conclusione il “diverso” nella nostra cultura è chi nn è uguale a noi…purtroppo questa è la realtà dei fatti…!!! sm@k

  18. Prima scusate per il mio pessimo Italiano, ma vi volevo dire: Che la vita è cosi corta, che non ci appartiene, perché in qualche momento ci sarà tolta.. e Vi chiedo… Cosa ti porti di questa vita? ..Niente! assolutamente niente..perché alcuni siano bianchi, neri, americani,gay di ovunque siano, uno deve imparare a capire che le persone sono uniche, che di tutti si può imparare. Quando ti prenda la tua cara amica morte, che sempre sta al tuo fianco, lì in quel momento non vedrà si sei bianco, nero, ecc quello non importa, lo che importa sarà quello che fai fatto come persona vera, ed è quello lo più importante… Domani ci andremmo tutti, lasciate tutti questi pregiudizi, che lo unico ci fanno è essere superficiali, guardate a voi stessi, prima di guardare gli altri, e secondo me, questo è lo più importante…

  19. Stavo girando un po per qualche ricerca scolastica e sono rifinita qui.Sono contenta di averlo fatto perchè sono parole davvero belle.In breve hai saputo spiegare tante cose.E tutte esatte.Complimenti :)

  20. Federica Morrone ( 12 gennaio 2010 alle 15:06)

    Grazie. All’apparenza sembrano parole accettate e condivise dalla gran maggioranza di persone, ma nella realtà, purtroppo, i fatti dimostrano il contrario. Solidarietà agli immigrati di Rosarno e a chi soffre ingiustamente l’emarginazione dalla società.

  21. le persone vengono giudicate x il loro comportamento nn x le loro origini… quindi se dei rom vengono qua x fare qll ke vogliono devono andare a casa

  22. pino,

    scusa l’appunto, ma ho una domanda talmente banale che non riesco a non fare: l’italiano che delinque in Italia, dove dovrebbe andare invece?

  23. Rispondo semplicemente ad un post scritto che mi sembra agghiacciante….carissimi vi informo che la legge e costituzione italiana prevede che l’italiano che ruba in italia vada in galera e non a rappresentare gli altri cittadini!…ma purtroppo il paradosso sta nel considerare delinquente lo straniero che ruba e furbo, scaltro,”figo” l’italiano che altresi’ ruba come il precedente straniero…..

  24. Troppo difficile accettare la diversità: è ricchezza? Lo credo anch’io! Ma se l’individualità, la ricerca di libertà e la paura dei condizionamenti rendono impossibile l’incontro, la diversità diventa divisione!

Lascia un Commento