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Ilaria D’Amico: “Scrivere un libro è stata una grande avventura emotiva”

di - 22 maggio 2012

La casa editrice Bompiani ha pubblicato l’esordio letterario della celebre giornalista e conduttrice televisiva

di Giuseppe Fantasia

“Questo libro è nato in un modo del tutto inaspettato, è stato un desiderio che arrivato da solo, piano piano. Diverse volte mi è stato chiesto di scrivere un libro che fosse vicino, in qualche modo, al mio lavoro, ma io non me la sono sentita di scriverne uno che parlasse di inchieste politiche, di attualità o di sport”. Parole della giornalista, autrice e conduttrice televisiva Ilaria D’Amico (da oggi anche scrittrice) nel corso della presentazione romana (al Caffè Fandango) del suo primo romanzo, “Dove io non sono” (Edizioni BOMPIANI, Collana Narratori Italiani, Pagine 126, € 15,00).

La copertina del libro "Dove io non sono" di Ilaria D'Amico, edizioni Bompiani

La copertina del libro "Dove io non sono" di Ilaria D'Amico, edizioni Bompiani

La conduttrice di Sky Calcio Show e di Exit (da settembre, di un programma di politica su Sky), presentata da due grandi firme del giornalismo italiano, Aldo Cazzullo e Antonio Monda, ha raccontato al pubblico presente questa sua nuova ‘avventura’. “L’idea di questa storia mi è venuta fuori la scorsa estate, non é autobiografica, ma parla in piccolissima parte anche di un lato me che in qualche modo doveva uscire fuori, quello più segreto e malinconico”, ha spiegato. “Dove io non sono” è scritto in prima persona ed è il monologo interiore di un uomo, il protagonista, che vive nel New Jersey negli anni ’80 e che descrive nell’arco di 24 ore l’attesa per una donna da lui amata. “Ho scelto di ambientarlo nel New Jersey proprio perchè volevo evitare che mi si dicesse che era un libro autobiografico e, soprattutto, perchè mi affascinava l’idea che un uomo come il mio protagonista, un musicista, decidesse di andare a vivere in quella che è la provincia di New York che con New York non ha nulla a che fare. Un mondo ordinato, quello di Cape May – che fino a quel momento conoscevo solo attraverso Google Map – ma che in realtà nasconde un forte caos emotivo”, ha aggiunto. Il libro si legge tutto d’un fiato, è molto ben descritto ed è avvincente,  è – come si legge nella seconda di copertina – “una storia americana” dove l’emozione, la malinconia e il tormento invadono lo spazio fisico del racconto, al punto da informarne nascostamente ogni più piccola scena, e ponendo la loro misura estrema al teatro della vita.

Ilaria D'Amico

Ilaria D'Amico

Un libro che, in qualche modo, parla d’amore e proprio nell’incontro romano, stimolata da Cazzullo, la D’Amico ci ha detto la sua concezione dell’amore:“ho sempre ricercato il confronto con il compagno della vita, per me fonte di energia e stimolo, sono figlia dei primi divorzisti d’Italia, pronta sempre ad attaccare prima di lascirarmi andare completamente. L’amore deve deve avere tanti sentimenti insieme, deve essere controverso. Il mio non è solo felice, è un insieme di tante cose e di sentimenti in cui c’è anche la felicità”. Oltre alla donna amata dal protagonista, nel libro compaiono in qualche modo anche altre due donne: Wislawa Szymborska (“la mia poetessa preferita”), in apertura, con la sua poesia “Foglietto illustrativo”, e la nonna del protagonista, una figura di grande importanza, proprio come lo è stata per Ilaria D’Amico, alla quale è stata legata molto fino a quando è stata in vita e con cui aveva un rapporto enorme: “affidavo, quando ne avevo, la risoluzione dei miei problemi e l’effetto positivo arrivava magicamente”. Nonne speciali. Giuseppe Fantasia (giuseppefantasia79@gmail.com)

Ilaria d'Amico con Giovanni Malagò a Roma, al Caffè Fandango

Ilaria d'Amico con Giovanni Malagò a Roma, al Caffè Fandango

 

Ilaria D'Amico con Antonio Monda ed Aldo Cazzullo

Ilaria D'Amico con Antonio Monda ed Aldo Cazzullo

 

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