Sono passati 150 anni da quel lontano 1861 in cui l’Italia, dopo la seconda guerra d’indipendenza, diventò finalmente una. La Costituzione italiana dovette aspettare altri ottantasei anni per essere approvata. Successe nel 1947 e fu la rinascita dall’inferno della seconda guerra mondiale.
Oggi si discute di riscrivere la costituzione per adeguarla ai tempi che cambiano. Ma in quanti, onestamente, sanno cosa c’è scritto nella Costituzione italiana? Su che valori è fondata? Che diritti garantisce? Che doveri impone?
Il prof. Giovanni Maria Flick è Presidente emerito della Corte Costituzionale, già Ministro di Grazia e Giustizia, professore ordinario di Diritto e procedura penale ed avvocato. E’ a lui che Dillinger ha rivolto le domande della nostra community sulla Costituzione italiana, per capire i presupposti del nostro vivere insieme.
Il prof. Flick ci ha parlato di fascismo e federalismo, dell’applicazione della costituzione e delle condizioni necessarie per cambiarla. Dei due principi su cui si fonda – la dignità e la laicità – e dell’alto compromesso da cui nacque. Del perché si apra invocando il valore del lavoro, e infine del futuro, che una costituzione deve rendere possibile.
L’intervista è stata montata in due versioni. Una corta, in cui vengono brevemente toccati tutti i temi, ed un approfondimento, dedicato a chi vuole scaperne di più.
Le domande al prof. Flick sono state elaborate dalla nostra community.
Intervista di Claudia Confortini | Video di Alessandra Magnaghi



















Molto interessante. Grazie professor Flick.
“la DEMOCRAZIA è vero…è un pessimo sistema..ma finora non se n’è trovato uno migliore…e questo dovrebbe farci riflettere.” ;D
grazie professore era proprio quello che volevo sentire ^^
grazie a dillinger per l’opportunità dataci
è bellissima sta cosa
“La democrazia è un pessimo sistema. Solo che non ce ne sono di migliori”: penso che il prof. Flick stesse citando Churchill…
A proposito di Costituzione europea, invece, chissà come andrà a finire, proprio adesso che persino il Belgio rischia di dissolversi in quanto stato… l’Europa non sembra godere di ottima salute. Come evitarne la dissoluzione è persino il tema degli incontri di Davos di quest’anno.
Sulla Costituzione italiana, abbiamo veramente bisogno di rimboccarci le mani e applicarla, prima di tutto.
dillingervideo riparte alla grande e con serietà!!! bravi!
La costituzione è laica.
E la laicità non è solo la separazione dello Stato dalla Chiesa, è anche il rispetto assoluto e generalizzato, che non è tolleranza ma qualcosa di più.
Sarebbe bellissimo se questa visione fosse condivisa davvero da questo Stato italiano che sembra dimenticarselo molto spesso e che sembra andare indietro invece di migliorarsi.
Uno stato dove non si può ricevere la pillola del giorno dopo in ospedale, dove se si è in coma ma si hanno le mesturazioni si può ancora servire a qualcosa (follia pura, un figlio da uno stupro di una donna in coma?!), dove il Papa puó dire che l’educazione sessuale mina la fede e nessuno risponde che è un diritto di tutti sapere come funzioniamo, uno stato che impedisce la costruzione di moschee perchè tanto sono tutti terroristi, che appena avviene uno stupro pensa che siano stati i rumeni perchè queste cose le fanno solo loro, e via dicendo, la lista è lunga e la tristezza prende il sopravvento a ogni voce che ci si aggiunge.
E a chi propone di modificare l’articolo 1 gridando al comunismo della sua genesi, si ricordi che non tutti vogliamo vivere sposando un consorte ricco per sentirci realizzati e che la televisione non è il traguardo di molte, moltissime persone.
Grazie al professor Flick, intervista intressantissima, ricca di spunti di riflessione e permeata da una seria presa di coscienza che farebbe bene a noi tutti.
Grazie alla community e alle sue domande.
L’ intervista del Prof. Gian Maria Flick che appare su Dillinger alla vigilia del 150° anniversario dell’Unità d’Italia è di altissimo valore nazionale ed umano. Essa ci apre ai valori assoluti che stanno a fondamento della Costituzione – è importante sottolinearlo, la Costituzione non decreta ma riconosce.
Vorrei limitarmi a commentare un paio di punti.
L’accenno al federalismo solidale, che significa quanto la Costituzione sia una realtà viva, sensibile a legittime aspirazioni, non mummificata. Le Regioni , nella loro varia individualità e nel loro diverso grado di modernizzazione, sono da considerarsi come gli anelli di una catena che unisce tutti, da nord a sud; una catena regge come il più debole dei suoi anelli ed è interesse e compito di tutti fare che ogni anello, se ancora debole, si irrobustisca ed acquisti consapevolezza.
L’accento sul lavoro come valore fondamentale può aver dato luogo a perplessità,
poiché inizialmente veniva associato ad una determinata classe sociale, con minore
riguardo alle altre; ma nella realtà di oggi il lavoro, nelle sue più varie forme, ha perso il carattere di settorialità ed è sentito da tutti come un dovere verso la comunità; anzi verso tutte le comunità: la famiglia, la propria città, il proprio Paese e l’umanità stessa; un
dovere anche verso se stessi, come realizzazione del proprio io in armonia con gli altri. Perciò credo che il valore del lavoro debba restare al suo posto d’onore nella
Costituzione.
Il lavoro, un vero lavoro, dovrebbe essere anche un diritto, ma purtroppo difficoltà oggettive rendono questo diritto di non facile ottenimento; rimane ad ognuno di noi il dovere di renderlo meno difficile.
Credo infine che, nonostante le risse di 150 anni fa e le risse di oggi, si possa e si
debba essere fieri di questo nostro Paese.