I tre stavano nell’ampio ovattato studio, davanti alla grande vetrata che si affacciava sui giardini dell’Eden. Quello che sembrava il Capo aveva un’aria soddisfatta, ma il suo Vice, che era intelligentissimo, notava in lui una venatura di mestizia. In realtà il Capo aveva qualche motivo di essere stanco: in sei giorni aveva portato a termine una impresa gigantesca, mai tentata prima. Eppure sentiva che qualcosa non era a posto. Nei giardini tutto sembrava perfetto, armonico ed in pace. Tuttavia…
Videro passare, mano nella mano, quello che era il tocco ultimo, il vertice, il capolavoro della Creazione: Adamo ed Eva. I tre erano infatti il Padreterno, lo Spirito Santo ed il Figlio, più taciturno.
Lo sguardo del Capo seguì Adamo ed Eva e non ne fu rallegrato. Allora il Vice ruppe il silenzio: “Capo, ti stai chiedendo perché lo hai fatto?” – “Sì”, disse il Capo, ed aggiunse “ma la risposta la conosco già: volevo degli esseri che mi amassero” – “Non hai che ordinarglielo - disse il Vice – sono molto obbedienti”. Il Capo rimase qualche istante in silenzio, poi disse: “Volevo che mi amassero, non su mio ordine, ma liberamente” A questa ultima parola, assai inquietante, il Vice ed il Figlio ebbero un leggero sussulto, come un presentimento di guai. Poi cadde il silenzio ed i tre seguirono con lo sguardo la placida andatura di Adamo e di Eva e la trovarono un po’ bovina. Il Capo incominciò a chiedersi se fosse valsa la fatica della Creazione per ottenere come massimo risultato, come coronamento del tutto, quella specie di coppia di robot: al Vice, che non mancava di un certo spirito, venne in mente il trenino elettrico, in cui i vagoni vanno e vengono a comando, sempre restando lungo le rotaie: subito respinse l’idea che era piuttosto irrispettosa. Ma poco dopo azzardò qualcosa che era una mezza provocazione: “Sono così obbedienti – disse rivolto al Capo – che potresti ordinargli di amarti liberamente….”. Il Figlio, più taciturno ma dotato di un grande cuore e di uno straordinario intuito, ebbe un sorriso di divertimento.
Il Capo invece considerò seriamente la proposta e subito la respinse perché era davvero assurda.
Il velo di mestizia si era fatto più pesante ed il silenzio pure.
Fu dopo qualche tempo che il Vice azzardò un‘idea: “Capo, hai permesso loro di godere di tutti i frutti del Giardino dell’Eden, ma non di toccare quelli dell’Albero della Conoscenza”; il Capo ribattè subito: “L’ho fatto per mettere alla prova la loro obbedienza e poi perché la Conoscenza provocherebbe un sacco di guai”. Il Vice tirò allora fuori la sua proposta: “Dammi carta bianca; ci penso io”. Poi, senza attendere una risposta, si allontanò.
Fra tutti gli animali che pacificamente convivevano nel Giardino, il Serpente era l’unico che dava un certo brivido ad Adamo; anche ad Eva, ma lei ne provava repulsione ed attrazione allo stesso tempo. Fu così che si fermò a guardarlo: era sola ed il Serpente era bellissimo.
Inoltre Eva era stupita perché nessun animale aveva mai parlato e lui, il Serpente, le stava sussurrando qualcosa. Si chiese chi c’era dentro di lui, ma subito la sua attenzione fu distolta dal contenuto delle sue parole: “Mangia di questo frutto ed avrai la Conoscenza” ed il Serpente indicava il Frutto Proibito. Naturalmente Eva, priva di conoscenze, non sapeva cosa fosse la Conoscenza; tuttavia tra persone intuitive ci si comprende in un lampo ed Eva era assai più intuitiva di Adamo. Le dissero più tardi che il Serpente celasse nientedimeno che il Diavolo. Invece celava il Vice, cioè lo Spirito Santo, ma lo celava molto bene.
Quello che avvenne dopo fu un dramma. Adamo seguì Eva nella sua disobbedienza e la voce comune fu che avessero dato retta al Diavolo. Anche il Capo, quando lo seppe, ne fu certo: “E’ opera del Diavolo che insidia la mia Creazione” – esclamò adiratissimo. Ma il Vice, nel segreto dello Studio ovattato davanti al Giardino dell’Eden, rivelò a bassa voce: “No, il Diavolo non c’ entra…. sono stato io; ti hanno disobbedito, hanno fatto di testa loro, ora sono liberi e se ti ameranno ti ameranno liberamente”. Il Figlio ascoltava, annuiva, ma capì subito che la pace era andata perduta.
Il Capo che, arrivato al settimo giorno delle sue fatiche, avrebbe gradito un po’ di riposo, fu grandemente turbato da questa novità: “E ora che si fa?” chiese a voce alta. Il Vice, che aveva pensato a tutto rispose tranquillamente: “Ed ora manifesterai tutta la tua collera per la loro disobbedienza e li caccerai dal Giardino dell’Eden; una particolare severità dovrà essere riservata ad Eva, poiché è lei la tentatrice, quella che ha rotto l’incantesimo dell’obbedienza…. e dell’ignoranza. “Ma non sei stato tu a tentarla?” ribattè il Capo.
“Sì, sono stato io, ma questo deve restare un segreto per sempre: la versione ufficiale è l’ altra: è stato il Diavolo”.
“Perché hai tentato la donna?” chiese il Capo; “Perché era l’ultimo tocco – rispose il Vice – la più recente opera della Creazione e quindi la più vicina a ciò che intendevi creare: senza di lei, senza la sua indisciplina non sarebbe stato possibile avere un Essere Umano capace di amarti, o non amarti, liberamente; in altre parole non sarebbe esistito un vero Essere Umano”. Quest’ultima frase sembrò un po’ irriverente: Eva era quindi compartecipe dell’ultimo atto della Creazione?
Il Padreterno scacciò subito questo fastidioso sospetto e si accinse volentieri a scacciare i due reprobi, manifestando così la sua collera programmata. Il Figlio invece aveva già cominciato, per parte sua, ad amare questo nuovo Essere Umano capace di, liberamente, amare.
Ed intuì altre cose che sarebbero successe poi.








![La creatività è la fragranza della libertà dell’individuo. [Definizione di Outsider d'autore]](http://i0.wp.com/www.dillinger.it/wp-content/uploads/creatività2.jpg?resize=297%2C300&w=260)





Molto più bella questa versione dell’altra, un po’ sinistra, della costola di Adamo…
Noi donne dovremmo pensarci bene, che siamo state artefici di quel divino atto di disobbedienza e conoscenza… e vantarcene al bar con gli amici, maschi, ma soprattutto con noi stesse.
Viviamo da qualche millennio in una situazione di discriminazione di genere, ma a questo punto non abbiamo più scuse: sta a noi cancellare il servilismo che ha messo radici nel nostro modo di pensare. E ricordarci che siamo state le prime a fare di testa nostra. Continuiamo, gli uomini non ce ne vorranno.
veramente bello questo post…un’interpretazione originale e, tra l’altro molto convincente…in più mi ha ricordato la canzone divertentissima di guccini sulla genesi, con un Dio molto umano…complimenti e grazie alle donne per aver completato la creazione
Vorrei approfttare di questo articolo per fare una citazione tutta al femminile da “Il cervello femminile” di Louann Brizedine, neuropsichiatra, Rizzoli, 2007.
“Ogni cervello appare femminile fino all’ottava settimana. Per natura, infatti, la femmina è la struttura-tipo da cui si sviluppano in seguito entrambi i generi…
A partire dall’ottava settimana di gestazione un massiccio afflusso di testosterone trasforma questo cervello “neutro” in “maschile” sopprimendo alcune cellule dei centri della comunicazione e facendo crescere un maggior numero di cellule nei centri del sesso e dell’aggressività. Se invece l’ondata di testosterone non si verifica il cervello continua a crescere indisturbato secondo una struttura femminile… E’ questo il bivio della vita fetale quello che determina il destino biologico di ciascuno.”
Perdonatemi la citazione un pò lunga, ma non sarei riuscita ad esprimermi meglio dato il linguaggio scientifico!
In ogni caso ho voluto mischiare un pò di “sacro” e “profano” per confutare la tesi maschlista della creazione!
ah, le donne…
Una bella interpretazione,un racconto davvero avvincente!Certo la tua visione va contro ogni lettura mai data prima(i 2000 anni di cristianesimo se ne sarebbero andati a farsi benedire se qualcun altro vaesse avanzato la tua interpretazione prima di oggi)però veramente bello…un Dio molto umano
Da brava femmina miscredente mi sono molto divertita a leggere questo racconto e non nego avere avuto un moto di fierezza e orgoglio sentendomi compartecipe dell’ultimo atto della creazione.
La chiesa ha sempre ritenuto la “conoscenza” estremamente pericolosa
Ne sanno qualcosa Galileo, Giordano Bruno e altre masse di ingiustamente inquisiti, torturati, ammazzati! Quanto sangue versato nel nome di un Dio profondamente buono e che ci considera tutti suoi figli! Be’, del resto, il suo, quello sicuramente legittimo, prova del DNA ala mano, l’ha fatto crocifiggere……….AIUTOOOOOOOOOOOOO!!!!!!! Mita
A Mita: bello sapere che ci sono altre femmine miscredenti nei paraggi. Sulla Chiesa sono d’accordo, è un struttura di potere ferocemente maschilista… con buona pace di tutte le suorine.