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La Memoria serve per non dimenticare gli errori del passato e imparare a non commetterli più

di - 27 gennaio 2011

Oggi è la Giornata della Memoria. Giornata istituita per non dimenticare gli orrori dello sterminio nei confronti degli ebrei perpetrato dal nazismo.

Oggi è un giorno di riflessione e di presa di coscienza, per non dimenticare quello che è avvenuto e che, è fondamentale, non deve avvenire più.

Eppure, se è vero che la Storia si ripete, orrori di questo tipo si sono succeduti nel tempo nei diversi angoli del mondo, diversi eppure sempre uguali a loro stessi: morte, orrore, dolore e ingiustizia.

Oggi si ricorda. Si ricorda ciò che di imperdonabile è successo. Per questo vogliamo ricordare non solo l’Olocausto, che ci ha toccato da vicino, nel cuore della nostra moderna Europa fin dentro i nostri stessi confini nazionali, ma anche due altri episodi terribili avvenuti nel Novecento e che hanno segnato come mai questo secolo di terrore.

Sapete chi sono i Khmer rossi e il loro leader Pot Pot? Sembrano nomi divertenti ma non lo sono per niente. Khmer rossi è il nome che si diede al partito comunista cambogiano che, salito al potere dal 1975 al 1979, ha condotto alla morte più di due milioni di persone. Ha ucciso, sfruttato, schiavizzato il suo popolo portandolo alla morte, il tutto nel nome di un ideologismo a metà tra il maoismo e l’anti-colonialismo. Deportazioni forzate nelle campagne, abolizione del denaro e della proprietà, cancellazione di tutto ciò che poteva considerarsi occidentale e straniero, l’isolamento più totale mentre la gente, schiavizzata, deportata, imprigionata, denutrita, spogliata di ogni cosa, moriva. Uno dei luoghi più conosciuti di questo massacro è il famoso carcere S-21 un liceo di Phnom Penh trasformato dal regime per perseguire i suoi fini repressivi (adesso e il museo di Tuol Sleng).

Dei suoi leaders quasi nessuno è stato processato, lo stesso Pot Pot si è procurato la morte pur di non finire davanti al Tribunale Penale Internazionale.

E se la Cambogia sembra molto lontana è bene ricordare che non serve andare fin in Asia orientale, basta vedere al lato della nostra Europa, in Turchia dove ancor oggi non viene riconosciuto lo sterminio armeno. Sì perché tra il 1915 e il 1916 l’impero ottomano, oggi Turchia, ha sistematicamente deportato e ucciso un numero altissimo di persone, la cifra esatta è di difficile definizione visto che le stesse autorità turche si rifiutano di riconoscere che sia mai avvenuto. Prima negli ultimi anni del 1800 e poi nel biennio 1915-16 la minoranza armena è stata perseguita e fisicamente eliminata per creare uno stato che fosse puramente turco, etnicamente omogeneo. Come sempre c’è l’ideologia che spinge a simili gesti e in questo caso si voleva creare una “razza turca pura”, vi ricorda qualcosa?

Per saperne di più Dillinger vi consiglia:

Filmografia:

Train de vie

Urla del silenzio

La masseria delle allodole

Bibliografia:

Se questo è un uomo

S-21 La Macchina di Morte dei Khmer Rossi

Metz Yeghérn – Breve storia del genocidio degli Armeni

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  1. Recentemente sono stata a Gerusalemme. La Lonley Planet scrive che una fetta crescente degli ebrei israeliani sta reagendo al proprio passato opponendo un netto rifiuto. Gli ebrei morti nella Schoa vengono chiamati “saponette” in tono dispregiativo. Il sottotesto è che si sono fatti mettere i piedi in testa per debolezza. La negazione della memoria storica arriva perfino tra le vittime, ed è molto pericolosa.

    Crimini come la Shoa non si esauriscono mai, perchè provocano altri crimini e menzogne. Ma oggi è dedicato a chi c’era e non c’è più, agli eroi che hanno lottato per la vita, e che non ce l’hanno fatta perchè non era possibile farcela. Ad essere eroica non è la vittoria, ma la lotta.

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