La politica fuori dalla camera da letto
settembre 12, 2009 in LSDP, Politica, Società da Lo Spazio della Politica
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Il Presidente della Camera Gianfranco Fini, intervenendo l’altro giorno a Piacenza alla festa del Tricolore della Libertà, ha diffuso l’invito a riportare l’attenzione del dibattito politico italiano sulle idee e sui temi concreti. Lo stesso appello ad un “bipolarismo civile” è venuto in questi giorni da Enrico Letta dal meeting di VeDrò. Affermazioni condivisibili e piene di buon senso, vicine però all’essere un semplice e mero wishful thinking. La realtà italiana di queste ultime settimane è infatti un’altra.
Il nostro dibattito pubblico sta proseguendo a ritmo di provocazioni, veleni, accuse, diffamazioni, attacchi personali, scandali, gossip, appelli, in un’escalation preoccupante e apparentemente senza fine. Quello che abbiamo di fronte è un salto di qualità pure rispetto a quell’inclinazione alla stupidità che avevamo sottolineato qualche mese fa come costante permanente della discussione politica di casa nostra.
Anche noi de Lo Spazio della Politica che osserviamo la politica italiana da una prospettiva originale e legata all’interazione con gli scenari globali non possiamo far finta di questa realtà. Non ci interessa però tifare a favore o contro qualcuno. Piuttosto avanzare una piccola riflessione a margine, in linea con i contenuti del nostro lavoro di ricerca.
Il senso della realtà in politica dice che gli scontri di potere esistono, sono la sua componente ineliminabile. E gli scontri di potere si combattono con vari mezzi. Chiamiamo le cose col loro nome: in Italia in questi giorni è in atto uno scontro di potere molto forte e complesso, che presenta un insolito schema triangolare e chiama in causa alcuni tra i principali interessi organizzati del nostro paese: l’impero editoriale di Silvio Berlusconi, quello di Carlo De Benedetti, la Chiesa. Fin qui nulla di male. Gli scontri di potere come detto esistono, sono parte integrante della politica, e a volte chiedere un ingentilimento dei toni tra i contendenti può essere una richiesta da anime belle. Però dipende su quali finalità sono regolati e orientati questi conflitti. Il nostro Machiavelli – icona del realismo politico – non si sarebbe scandalizzato di fronte ai mezzi e mezzucci presenti in abbondanza nelle cronache di questi giorni. Però avrebbe chiesto il fine del loro utilizzo, che nella sua visione realistica dell’agire politico era rappresentato dall’accrescimento dei fattori di potenza (militare, ma non solo) di uno stato o di una repubblica. Ecco, come notava l’altro giorno Guido Rossi nella sua intervista al Corriere a proposito dello scandalo giornalistico fiorito attorno all’eredità della famiglia Agnelli, il fine di questi scontri a suon di affondi privati, tale da giustificare il ricorso ad ogni mezzo, sembra oggi mancare. Non c’è nessun accrescimento della potenza in vista, ma un indebolimento che rischia di danneggiare tutti, i contendenti ed i neutrali. Qui sta il problema vero.
Probabilmente il sensazionalismo scandalistico continuerà, i toni da guerra civile cresceranno in intensità, e la nostra politica rimarrà intrappolata nella camera da letto. Tutto questo però mentre le grandi questioni politiche globali con cui anche il nostro paese è chiamato a confrontarsi, nei prossimi mesi e nei prossimi anni, rimangono sul tappeto. Giova elencare le tre principali: i problemi della crisi economica, che riguardano anche l’Italia. La soluzione europea del nodo immigrazione, che riguarda anche (e soprattutto) l’Italia. Il cambiamento dei sistemi di approvvigionamento energetico, che riguarda anche l’Italia, tanto più nell’imminenza della conferenza di Copenhagen e dei patti in corso di stipulazione sul nucleare di terza generazione. E si badi riguardano tanto il governo, che ha responsabilità d’azione maggiori rispetto a queste sfide, quanto l’opposizione, che su questo terreno dovrebbe guadagnare la sua autonomia propositiva.
Negli altri paesi si discute dei temi sopra elencati – non solo di questo che sarebbe irrealistico, ma anche di questo. C’è un mondo che cambia a velocità crescente, e che nel cambiamento nasconde incertezze ed opportunità. Nel nostro paese invece rischiamo non solo che non ci sia nessuno a raccontare ed analizzare queste trasformazioni, che fin qui sarebbe un male minore. Peggio, rischiamo che non ci sia nessuno nella nostra classe politica ad interpretarle e orientarle, e questo sì sarebbe un male devastante. Un’exit strategy possibile c’è, anch’essa sottoposta al rischio wishful thinking. Sta nella responsabilità di chi, all’interno dei due schieramenti, si sforzerà di continuare a pensare all’Italia ed ai suoi problemi reali, nonostante e oltre la guerra civile a colpi di scandali e pettegolezzi che sta andando in scena sotto i nostri occhi. A loro è affidato il compito, difficile ed arduo, di trascinare la politica italiana fuori dalla camera da letto.
Taking politics seriously
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Finalmente un pò di sano buon senso!
Benvenuti su Dillinger
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Lucidissima riflessione su quello che oggi, purtroppo, è lo scenario politico italiano, fatto di scontri di potere che eliminano lo spazio vitale per quei temi che davvero dovrebbero rappresentare l’asse portante del dibattito..
A mio avviso la questione risulta grave anche in una prospettiva futura: cosa pensa un giovane adolescente dei nostri giorni guardando questa classe dirigente e il suo modo di governare? quale esempio ne può trarre??
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Un caro saluto a tutta la comunità dillingeriana: da oggi ci siamo anche noi!
http://www.lospaziodellapolitica.com/2009/09/lo-spazio-della-politica-su-dillinger-it/
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Beh paolo finchè si continua a dare importanza alla vita sessuale di chiunque, fino a quando l’informazione vuole sopperire il bisogno voyeristico e gli istinti più bassi del “facciamoci i fatti degli altri” anzichè concentrarsi sulle questioni di politica veraa il paese è destinato a regredire.
Bravo, quale conoscenza ulteriore possono avere coloro i quali si avvicinano alla dimensione della gestione della cosa pubblica, se semplicemente non se ne parla? Se da una parte e dall’altra non ci si misura sul merito?
questo non significa non pubblicare notizie di quel genere. Comprendo il direttore che trovandosele sulla scrivania, per battere cassa non può non pubblicare, ma da qui a occupare la scena del dibattito ce ne passa. insomma va rivisto il ruolo dell’informazione.
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Diciamo che la questione può essere approcciata da due versanti: quello “micro” al quale fanno riferimento l’autore, i commenti fino ad ora letti e più in generale gran parte dei sostenitori del premier, e quello “macro” al quale cerco di fare riferimento da parecchio tempo ormai.
Quello micro è appunto quello che relega lo scenario di politico attuale a mere questioni di gossip, a vicende private ed ai loro irrilevanti risvolti politici.
E quella macro che, in realtà, innalza il livello dello scontro, portandolo la discussione addirittura sulla legittimazione dell’attuale potere e sul livello di Democrazia nel paese.
Il micro è a mio avviso viziato su un eccesso di pragmatismo che porta inevitabilmente a non interrogarsi più sulla qualità di chi esercita il potere e sul potere stesso. Non pone dei limiti di legittimità. E’ un po come andare dal medico perchè gravemente malati senza interessarsi della qualità della preparazione di quest’ultimo e dei suoi collaboratori ed affidarsi a lui alla cieca solo perchè molto malati.
Il macro prende spunto dalla sciocche vicende di gossip perchè grazie a queste il potere si è sentito (nonostante la larga legittimazione delle urne) minacciato e, sotto pressione, ha risposto non con la politica, ma con un restringimento, una contrazione del livello di Democrazia nel paese oltre che con la menzogna.
Il macro affronta il problema della Democrazia nel suo significato più profondo; quello della rappresentanza diretta (inesistente vista l’assenza di coerenza tra comportamenti dei rappresentanti politici e valori sbandierati in campagna elettorale), del controllore e del controllato che sembrano confondersi e sovrapporsi (svariati direttori di storiche testate editoriali fatti fuori per aver controllato la questione Iva di Sky piuttosto che la veridicità di affermazioni ufficiali del premier).
Insomma siamo tutti d’accordo sul fatto che la politica debba uscire dalle camere da letto, quello su cui non ci trova e su dove debba entrare.
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Caro Antonio, da un lato hai ragione, ma Il problema si pone quando a determinate domande non si da una risposta, tranne rispondere dando 3-4 versioni della stessa in successione (tutte per altro in contrasto tra loro)…
In quel caso la polemica, la continua ripetizione delle domande è normale, poichè frutto della mancanza di risposte…
Se il principale esponente del governo avesse voluto, una volta per tutte, mettere a tacere quel giornale, che continua a martellarlo sull’aspetto più intimo, e dico intimo, non privato perchè, parafrasando Minzolini, “La distinzione fra pubblico e privato è manichea: un politico deve sapere che ogni aspetto della sua vita è pubblico. Se non accetta questa regola rinunci a fare il politico”, se il capo dell’attuale governo avesse voluto riportare l’attenzione sui temi della vera politica, gli sarebbe bastato rispondere….
Detto ciò ben vengano i giornali e gli spazi della rete, come dillinger e lospaziodellapolitica, che cercano di entrare nel merito di una realtà politica troppo scossa da vicende che di politico hanno poco.
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Grazie a “lo spazio della politica” per il post.Facciamo in modo che il dibattito italiano possa tornare a riguardare temi degni di esssere definiti “politici”.
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…e si grazie veramente. Questa della politica fuori dalle camere da letto non l’avevamo mai sentita…
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http://temi.repubblica.it/repubblica-appello/?action=vediappello&idappello=391107
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cosa pensa un giovane adolescente dei nostri giorni guardando questa classe dirigente e il suo modo di governare?
quale esempio ne può trarre??
Un giovane adolescente non crede agli ideali perchè non li ha vissuti in passato quando erano puri e oggi non ne è rimasto nemmeno il profumo lontano, ma la politica sa di marcio.
Da tutte le parti.
Un adolescente o decide di militare in un partito per interesse personale e a quel punto sa che deve per forza convincersi e si autoconvince, altrimenti non va a votare e guardando i politici di oggi perde proprio la speranza.
Spero in una rivoluzione borghese intellettuale che possa partire da questo sito con grande talento e potenzialità.
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Sempre per coloro i quali non amano mischiare gossip e politica ed auspicano un ritorno di quest’ultima: il 17 dicembre il VOSTRO amato premier ANNULLAVA i suoi impegni istituzionali a causa di un feroce mal di schiena causato da un movimento sbagliato durante la ginnastica mattutina. Peccato che quel giorno stesso, come emerge dai verbali degli interrogatori di Tarantini, quest’ultimo si sia presentato in tarda mattinata presso la residenza del premier con 3 signorine al seguito che si sarebbero trattenute fino a tarda sera……probabilmente a massaggiare la povera schiena del presidente.
Fate un fischio quando riuscirete a far riemergere la testa dalla sabbia!
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Il problemino, di fronte alle ultime notizie sul Satyricon nazionale e sul suo Caligola, naturalmente, non e’ sapere se un uomo vada con cento donne, o se una donna vada con cento uomini, il che riguarda soltanto la loro famiglia e la loro – tenera espressione obsoleta – coscienza. Il problemino e’ sapere se in cambio di queste “conquiste”, siano distribuite ricompense non necessariamente in danaro, perche’ la prostituzione prende varie forme e non investe soltanto l’anatomia sotto la cintola, utilizzando il potere e i mezzi che i cittadini gli o le hanno affidato in custodia, nell’interesse loro, della collettivita’. Nel quale caso, quelle gloriose conquiste amorose, che ricordano il Carlo Martello di Fabrizio De Andre’, sono affari nostri. E impongono domande alle quali ancora non abbiamo risposte. Per essere ancora piu’ chiari, in mezzo alla densa e unta cortina fumogena sollevata dalle navi di scorta al galeone del governo: di quello che fa il direttore dell’Avvenire o il caporedattore dello Svegliarino di Scafati non mi importa assolutamente nulla e se l’ipocrisia fosse un reato, non basterebbero le carceri cinesi trasferite in Italia. Di quello che fa un presidente del consiglio, un presidente di regione, un qualsiasi personaggio che abbia a disposizione la fiducia, i mezzi e il borsellino del pubblico, dovrebbe importarci moltissimo. Chi usa il potere e quindi i soldi dei cittadini, compresi quelli della radiotelevisione pubblica, per fare il regalino alla “conquista” di turno, e’ sullo stesso livello morale e criminale del solito ignoto che ieri ha rubato il portafoglio a mia moglie in un supermercato di Milano. E’ un ladro. Dove il ladro sia nato, che lingua parli, che documenti abbia o non abbia, e’ del tutto irrilevante. Semmai, per il Caligola di turno, essere “democraticamente eletto” e’ un’aggravante enorme.
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@VT
…si ma se fai copia ed incolla dei pezzi di Vittorio Zucconi lo devi scrivere! Non te ne puoi appropriare così senza nemmeno segnalarlo.
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@MR reds
in realtà, non volevo appropriarmene.volevo mettere le iniziali, ma ho sbagliato..e così, invece di mettere VZ, ho messo VT.
ma non volevo creare scompiglio..
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e infatti, come vedi, a parte te nessuno lo ha capito…
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si si….non volevo “smascherarti”…..è una questione legale
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