La rivoluzione Araba e il declino dell’Occidente

di - 6 febbraio 2011

Riporto la traduzione di un articolo di Ari Shavit comparso sul quotidiano israeliano Haaretz il 3 febbraio 2011.

rivoluzione arabaL’articolo riflette le preoccupazioni e le paure di Israele di fronte al vento rivoluzionario che sta sconvolgendo il mondo arabo. Riflette anche un forte risentimento nei confronti dell’Amministrazione Obama accusata da Israele di aver abbandonato Mubarak, un alleato fondamentale per la stabilitá di Israele nel Medio Oriente.

Al posto di panicare i governanti israeliani dovrebbero cominciare a rivedere la loro politica estera ed interna, adattandola ai cambiamenti in atto. Al contrario sperano che gli Stati Uniti riescano a convogliare la rivoluzione egiziana su un terreno sicuro, trovando nuove faccie “pulite” per continuare la politica di Mubarak senza Mubarak.

Può darsi che questo ultimo disperato tentativo di Obama (che sembra condannato a emulare Gorbaciov negli ultimi anni dell’impero sovietico), riesca e che la rivoluzione popolare sia domata.

Tutto dipenderà dai prossimi giorni.

Ma, se la popolazione egiziana uscira’ vittoriosa da questo braccio di ferro, credo proprio che il popolo israeliano debba capire che l’unica via di soppravivenza e’ quella di rovesciare il loro regime arabofobico che li sta portando dritti al baratro.

Una rivoluzione in Israele porra’ le basi di una nuova convivenza nel Medio Oriente e la creazione dello Stato Palestinese.

Auguriamoci che la rivoluzione egiziana non sia domata e che gli israeliani si sveglino dal loro incubo di isolamento razziale che dura da troppi anni.

Fulvio Beltrami
5 febbraio 2010.
Kampala Uganda.

La rivoluzione Araba e il declino dell’Occidente

By Ari Shavit

Haarets 03/02/2011

Due processi stanno contemporaneamente accadendo. Il primo e’ il movimento rivoluzionario Arabo. Per 50 anni i tiranni hanno governato il mondo arabo. Ora sono estremamente deboli. Dopo 40 anni di decadente stabilita’, le manifestazioni popolari hanno scosso i regimi. Le masse arabe non sono piu’ disposte ad accettare quello che hanno fino ad ora accettato. Hanno deciso di non restare piu’ in silenzio.

Questo processo rivoluzionario e’ cominciato un decennio fa, senza che nessuno se ne accorgesse. La modernizzazione, la globalizzazione, le nuove tecnologie e l’Islamizzazione hanno creato i presupposti per questa rivoluzione. Il network televisivo Al Jazeera ha incoraggiato questo processo. La Bastiglia tunisina e’ presa e quella del Cairo sta cadendo nelle mani del popolo. Altre bastiglie arabe verranno bruciate.

Le scene che vediamo in TV sono simili all’Intifada palestinese del 1987 e al collasso dello stalinismo nell’Europa dell’Est nel 1989.

Il vecchio ordine nel Medio Oriente sta collassando. Come la rivoluzione degli ufficiali negli anni ’50 distrusse le monarchie arabe alleate del potere coloniale, la rivoluzione del 2011 sta abbattendo i tiranni alleati dell’Occidente e degli Stati Uniti.

Il secondo processo in atto e’ l’accellerazione del declino dell’Occidente. Per quasi 60 anni l’Occidente ha garantito una certa intabilita’ in questo mondo imperfetto, costruendo una specie d’impero post coloniale che ha garantito la pace . L’ascesa della Cina, dell’India, del Brasile e della Russia abbinata alla crisi economica americana ed europea ha posto le basi per il declino.

L’Occidente mantiene ancora una certa egemonia, ma la rivoluzione in atto nel mondo arabo e’ la prova piu’ evidente che non siamo piu’ i leader mondiali.

Come e’ possibile che l’America di Bush, pur comprendendo il problema della repressione nel mondo arabo non ha agito e l’America di Obama ha ignorato il problema fino alla scorsa settimana?

Come e’ possibile che nel maggio 2009 Hosni Mubarak era considerato un stimato presidenet da Barak Obama e nel gennaio 2011 diventa un dittatore a cui e’ chiesto di farsi da parte?

Non ci sono risposte. La posizione dell’Occidente e’ immorale e non riflette un attaccamento ai diritti umani. E’ piuttosto una posizione che riflette la visione di Jimmy Carter: “rafforzare i tiranni ed indebolire moderati”.

Il tradimento di Carter rivolto alla Persia dello Shah ci ha regalato gli ayatollah e le armi nucleari. Il tradimento rivolto a Mubarak avra’ le stesse conseguenze. L’Occidente sta tradendo ogni alleato nel Medio Oriente e nei paesi in via di sviluppo.

Il messaggio e’ chiaro: il mondo Occidentale non e’ piu’ un mondo. Una alleanza con l’Occidente non e’ piu’ un’alleanza. L’Occidente sta perdendo colpi. Sta perdendo la sua posizone di leadership mondiale e il suo compito di stabilizzatore dell’ordine mondiale.

La rivoluzione araba e l’ accellerazione del declino Occidentale cambieranno drasticamente il mondo, lasciando il posto all’emergere di nuove potenze come la Cina, la Russia, il Brasile e l’Iran.

Il risultato sarà il collasso della politica d’egemonia del patto Nord Atlantico che avverra’ non in qualche decennio ma in qualche anno. In questo momento gli Stati Uniti stanno seppellendo Mubarak senza comprendere che stanno seppellendo la loro egemonia mondiale, morta nella piazza Tahrir in Cairo.

Nota sull’autore dell’articolo: Ari Shavit e’ un corrispondente del quotidiano israeliano Haaretz e menbro del suo consiglio editoriale.

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  1. Ciao Fulvio, e grazie del bell’articolo.

    E’ incredibile quello che sta succedendo nel mondo arabo, dalla Tunisia all’Egitto. E’ un risveglio, una rivoluzione che appartiene alla gente e non ai generali.

    Speriamo che l’estremismo non guadagni terreno, ma che sia la democrazia a infiltrarsi in quelle società chiuse.

    Per quanto riguarda il ruolo dell’Occidente, tutti gli avvenimenti geopolitici ormai puntano nella stessa direzione: abbiamo perso (non stiamo perdendo) il centro della ribalta storica. Dobbiamo affrontare cambiamenti profondi per recuperarlo. Perchè quello l’Europa ha guadagnato in termini di diritti, libertà e equità sociale non vada perso.

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