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Finalmente la RU-486 approda in Italia

di Annalisa Chirico – 23 ottobre 2009 – 07:3411 Commenti

ru486Il sì dell’AIFA apre le porte degli ospedali italiani all’aborto farmacologico. Non è stato un viaggio facile, ma finalmente la RU486 approda in Italia. Nel Paese dei veti e dei clericalismi sempiterni le donne potranno accedere all’aborto farmacologico, come avviene già nel resto d’Europa.

A sperimentare per primo in Italia la RU486 è stato nel 2005 Silvio Viale, ginecologo dell’Ospedale Sant’Anna di Torino e dirigente radicale dell’Associazione Luca Coscioni. Nonostante la legge 194 preveda espressamente l’aggiornamento delle tecniche meno invasive per la salute fisica e psichica delle donne, l’Italia ha mantenuto a lungo questo tabù facendosi precedere addirittura dal Portogallo nella registrazione del farmaco.

L’impulso per la svolta è arrivato dall’Europa. Già nel giugno 2007 l’Agenzia europea per il controllo sui farmaci (EMEA)aveva approvato l’uso del mifepristone ribadendone la sicurezza per la salute della donna. Pochi mesi dopo si è avviata nei confronti del governo italiano la richiesta di autorizzazione del farmaco sulla base di una procedura di mutuo riconoscimento. All’interno del Mercato Comune, infatti, vige il principio della libera circolazione delle merci a meno che non vengano addotte fondate ragioni di interesse pubblico. Nel caso di specie, non sussistendo prove scientifiche sulla pericolosità della RU486, l’iter di tale procedura sembrava scontato e agevole. Ma così non è stato.

Ci sono voluti due anni per ottenere l’approvazione definitiva da parte dell’AIFA della delibera presentata già il 30 luglio scorso sull’entrata in commercio del farmaco. Entro un mese il documento di approvazione verrà pubblicato in Gazzetta Ufficiale e diventerà esecutivo.

Conformemente a quanto previsto dalla legge 194, vige l’obbligo di assunzione della RU486 presso le strutture ospedaliere ed entro la settima settimana di amenorrea; si prescrive, inoltre, il vincolo di ricovero fino all’espulsione del feto e il monitoraggio di tutto l’iter abortivo. Va detto, però, che la determinazione dei protocolli applicativi spetterà alle Regioni ed è quindi prevedibile  una regolamentazione più o meno restrittiva a seconda degli schieramenti politici di maggioranza.

La resistenza del fronte clerico-integralista e il terrorismo mediatico degli ultimi mesi danno il polso del clima oscurantista, che si abbatte sul dibattito pubblico italiano ogniqualvolta si affronti il tema della salute riproduttiva.  Si dimentica che per “salute riproduttiva” non si intende la mera assenza di malattia, ma uno stato di benessere fisico-psichico-sociale, che si concreta nella libertà di scegliere se e quando riprodursi.

Subito dopo il primo sì dell’AIFA nel luglio 2009 il Parlamento ha tuonato contro preannunciando la disposizione di un’indagine conoscitiva senatoriale sulla pillola abortiva. Insomma, in una mania di onnipotenza il legislatore pretenderebbe di sostituirsi all’apposito organo tecnico-scientifico. Un tentativo, l’ennesimo, di sostituirsi alla volontà libera e responsabile delle donne.
Intanto prosegue la campagna dell’Associazione Luca Coscioni per favorire la diffusione dell’informazione sessuale e l’accesso alla contraccezione ordinaria e di emergenza. Persistono, infatti, disinformazione e miti da sfatare. La confusione imperante tra la RU486 e la pillola del giorno dopo è il prodotto eloquente della politica paternalistica e deresponsabilizzante di uno stato, che, invece di informare, preferisce tenere i cittadini nel mare magnum dell’ignoranza.

Come Studenti Luca Coscioni riprendiamo in questi giorni la mobilitazione straordinaria sulla raccolta di firme per la petizione sull’abolizione dell’obbligo di ricetta per la pillola del giorno dopo. Vorremmo che anche in Italia fosse possibile acquistare questo contraccettivo come nel resto d’Europa senza prescrizione medica. Un laccio burocratico in meno per una possibilità di scelta in più. Del resto, ci chiediamo e chiediamo, qual è la migliore politica antiabortista se non la diffusione della contraccezione sessuale?

di Annalisa Chirico – Segretaria Studenti Luca Coscioni
www.lucacoscioni.it
www.studenticoscioni.it

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11 Commenti »

  • Finalmente la RU486 approda in Italia | Annalisa Chirico

    [...] Dillinger.it, 23 Ottobre 2009di Annalisa Chirico l sì dell’AIFA apre le porte degli ospedali italiani [...]

  • Matteo Mascolo Matteo Mascolo

    @ Simona:

    Stato ,aimè, laico solo sulla carta(costituzionale)…e nemmeno: notare contrasto palese tra art. 8 cost: “tutte le confessioni religiose sono egualmente libere davanti la legge” e l’art. 7 secondo comma, il quale asserisce che i rapporti tra stato e chiesa sono “regolati dai patti lateranensi”.
    Cio’ equivale a dire che la santa sede gode di un rapporto privilegiato con il nostro Stato.
    Con buona pace del principio di laicità e dell’art 7 primo comma:
    “lo Stato e la Chiesa sono, ciascuno nel proprio ordine, INDIPENDENTI e sovrani”. E scusate i corsivi miei…

  • Simona Scelfo Simona Scelfo

    Tema più che mai scottante in questa Italia di falso pudore e clericalismo, eppure, per fortuna, a volte ci viene imposto di raggiungere determinate conquiste di civiltà. Perchè di questo si tratta.
    Chi segue un determinato credo, ed è liberissimo di farlo, non può imporre la sua personale visione all’interno di una società. Lo Stato deve essere laico e su questa sua caratterizzazione non si può transigere. Non c’è visione religiosa, morale cattolica o fondamentalismo cristiano di sorta che si possa imporre sulla fondamentale lbertà di scelta che lo Stato deve garantire ai propri cittadini. La civiltà di un Paese è data dalle libertà che riconosce ai suoi cittadini di qualsiasi tipo esse siano, di credo, di pensiero, di espressione, di manifestazione e così via dicendo…

  • Graziano Passarello graziano passarello

    finalmente l’Italia raggiunge la civiltà degli altri Paesi.
    dispiace sapere che non è stato un atto di maturità della “nostra” classe politica ma una imposizione comunitaria

  • Matteo Mascolo Matteo Mascolo

    @ Annalisa…
    Molto gentile da parte tua… :)

    Fortuna vige il principio di preminenza del diritto comunitario su quello nazionale, altrimenti In Italia, con le continue ingerenze – per la maggior parte ingiustificate- della Chiesa, un provvedimento simile non sarebbe mai stato adottato…

  • Alessandra M.

    finalmente

  • Anonimo

    bell’articolo

  • Anonimo

    beh beh anticoncezionale o pillola abortiva? c’e’ un confine labile

  • Studenti Coscioni » Finalmente la RU486 approda in Italia

    [...] Per leggere l’articolo per intero, clicca qui. [...]

  • Annalisa Chirico

    Matteo,dato che il tema ti interessa, non esitare a contattarci! Lisa

  • Matteo Mascolo Matteo Mascolo

    Bel post…

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