La Sindrome da Preferiti

di - 17 ottobre 2010
Un mondo di link ed immagini

giornali web

Mi sveglio e accendo con un gesto il mio iPad. Dieci secondi dopo sono sul browser safari, le cui nove finestre web aperte non bastano mai e mi iniziano a terrorizzare. Perché? Perché mentre guardo un sito fantastico che parla di una nuova app strafichissima o di un blog superinnovativo i cui centocinquanta blogroll sono pronti a spalancarmi nuove visioni del futuro, beh, li, sul più bello, clicco su un link apparentemente innocuo e questo apre una finestra che inesorabilmente cancella la finestra precedente, dove avevo memorizzato, in attesa di guardarlo, l’ultimo, IMPERDIBILE, social network, nuovo di zecca, con tre iscritti in tutto il mondo e tutto da sperimentare, sul quale avrei potuto invitare i miei amici di facebook facendoli crepare di invidia per la scoperta. Ma ecco che questa stupida macchina dallo splendido design e questo sordo browser nemico di Adobe, mandano nell’oblio il mio nuovo link web, fino a quando, e chissà dove, ci rincontreremo. E allora, come fare per tenere traccia di questo percorso dissestato e labirintico? Cliccare su “aggiungi” per continuare ad  alimentare un’inutile lista di preferiti che oramai sembra una raccolta di rifiuti, nella migliore delle ipotesi differenziati?
Dunque, facciamo ordine e cerchiamo di capire di cosa sto cercando di parlare. E vi chiedo scusa se la prosa è caotica e appare viziata da un sentimento di livore. In realtà sono disperatamente alla ricerca di ordine nel caos degli strumenti, dei siti, delle app, dei video che si inseguono nel flusso di YouTube, dei contatti di facebook che un giorno senz’altro dovrò richiamare per quella tale cosa che dovremo fare assieme in quel tale evento, che si terrà in quel luogo di cui ho smarrito la mail ma che facilmente potrei ripescare se solo mi ricordassi di quel social georeferenziato che ne parlava così bene. E in tutto questo caos, io che appartengo alla vecchia guardia dei trentenni e quarantenni nati e cresciuti a pane e carta, inizio a soffocare, perché se da un lato mi affido a palmari, clouding server, social network, riviste online e tutte le altre diavolerie che ho imparato ad utilizzare, dall’altro porto sempre con me un bel mucchio di carte, residuo poetico di un mondo che non appassiona più nessuno. Bigliettini da visita misurabili a chili, con appunti a penna presi sopra, carte di progetti che visionari è dire poco ( quando avrò il coraggio di iniziare a chiamarli inutili? ), libri di carta ( vi ricordate, quella cosa con tanti fogli in mezzo legati solo da un lato, che si sfoglia con le dita, …no, non l’ipad…) che pure adoro e strenuamente difenderei nei miei discorsi pur rischiando di apparire obsoleto.
La verità è che questo mio breve contributo vuole essere una richiesta di aiuto, un messaggio nella bottiglia di un naufrago che cerca di tenere nella sua vita il vecchio e il nuovo, con una grande passione per la tecnologia, ma forse anche un pò stanco di doversi domandare ogni giorno se sia giusto o meno mandare una mail o piuttosto chiamare al telefono, o mandare un SMS, o magari scrivere in bacheca di un amico. I codici ed i sistemi di comunicazione sono in continua evoluzione e forse mi sento un pò smarrito in questa folle corsa per tenere tutto sotto controllo, per essere al passo con i tempi e vivere questi cambiamenti da protagonista.
Ma la colpa è solo mia. Sono ingordo, avido ed eternamente insoddisfatto. Perché aprire l’ennesima finestra quando ne avevo già aperte nove? Perché non leggere le news su repubblica, invece di andarmi a impelagare nella scrittura di un articolo su giornale condiviso? Questa mia mania di voler partecipare, guardare, leggere, commentare, dove mi porterà?
E poi, dove tenere memoria di tutto questo? E qui ritorniamo ai nostri amati ed inutili preferiti.
Croce e delizia dei browser, oggi rinnovati strumenti di tortura, divenuti social, diffusi e condivisibili, dove ci porteranno? Video preferiti, foto preferite, siti preferiti, password preferite, siamo sicuri che siano ancora preferibili?
Certo che se tra i lettori ci fosse qualcuno armato ci pazienza e curiosità che volesse attingere al mio archivio di preferiti del buon vecchio Internet Explorer non dovrebbe far altro che chiedermelo. Ci troverebbe circa duemilaseicento link. Qualcuno potrebbe non funzionare. Qualche altro potrebbe essere diventato obsoleto. Ma di certo questo ordinato insieme di cartelle e collegamenti rappresenta bene la mappa del mio percorso disordinato fin dal novantasei ( millenovecento) in questo inafferrabile posto che è il web. E allora se i preferiti sono morti, viva i preferiti e buona navigazione a tutti. Ci rivedremo da qualche parte sulla rete, e portate con voi il vostro biglietto da visita…

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  1. Già, capisco la sensazione, anche a me sull’iPhone, a volte, è sembrato di perdere pezzi, informazioni, contatto con la realtà delle cose.
    Perchè che che se ne dica, la rete è reale. È la trasposizione in flash, wordpress, web e via dicendo del reale. E allora, ogni tanto, ci si rischia di fare a pugni per combinare tutt’e due.

    E, anche se obsolete e poco adatte allo sharing, viva carta e penna. Perchè se certe cose funzionano meglio on-line (indubbiamente), ce ne sono altre che proprio non possono essere sotituite.

    Caro Michele complimenti per l’articolo e benvenuto su Dillinger.it!

  2. Un articolo interessante, anche per chi come me non possiede (ancora) un Ipad ma ha molti, decisamente troppi Preferiti nel browser…La carta e la penna, poi, hanno un fascino intramontabile, sono d’accordo. Specialmente quando sei in viaggio, ma parlo di viaggi “veri”, di quelli dove il tempo scorre lento e la mano sulla carta ritrova qualcosa di perduto.

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