“La voce del silenzio”, tra le pagine di Carmelo Cossa.

ottobre 27, 2011 in Cultura, Libri by Tiziana Iaccarino

La voce del silenzio” (SBC Edizioni) è la prima opera narrativa dell’autore Carmelo Cossa. In seguito alla pubblicazione delle liriche raccolte nell’opera “L’essere è poesia” (Seneca Edizioni), l’autore offre al suo pubblico un’opera narrativa dai tratti tipicamente gialli, anche se in parte coinvolti nel thriller.

Intervisto con piacere Carmelo per la curiosità che mi infonde la piacevole armonia che trasmette alle persone sia per parlare della sua vita professionale che privata.

Ciao Carmelo,
grazie per avermi concesso questa intervista. Innanzitutto, comincio col chiederti come nasce in te la passione per l’arte letteraria e quando hai iniziato a raccoglierla in opere vere e proprie?
RISPOSTA:
Innanzitutto, sono io che dico grazie a te e ora rispondo volentieri alle tue domande.
Credo che la mia passione per la scrittura sia nata insieme a me perché ho iniziato a scrivere poesie a quindici anni. I racconti sono arrivati subito dopo ma li scrivevo più che altro per raccontarmi. I miei primi mesi a Torino combattevo la solitudine con la lettura e la scrittura. Già allora mi piaceva leggere e, fin dai primi romanzi, che per mancanza di soldi prendevo in biblioteca, mi capitava di soffermarmi su alcune frasi e pensare: io questa la scriverei in un altro modo. Da quelle riflessioni nasceva l’impulso irrefrenabile di comporre quella frase in modo diverso. Cominciai così a scrivere racconti che poi, nel corso degli anni, sono diventati romanzi. Ma l’ho sempre fatto per il solo piacere di farlo. Mai avrei immaginato di pubblicare qualche mio scritto; tantomeno le poesie. Mia moglie però, verso la fine del 2008 cominciò a spronarmi e quando si rese conto che non avrei mai inviato un manoscritto a nessuno, lo fece lei. E quella raccolta di poesie pubblicata per Seneca Edizioni fu presentata alla fiera del libro del 2009. Subito dopo quella prima pubblicazione, sulla scia delle gratificazione che mi portava, cominciai a riesumare i miei racconti, i miei diari e provai a metterli insieme. Da lì, nel giro di un paio di mesi, germogliò la prima versione de “La voce del silenzio” che fu poi rivista, corretta e riscritta in terza persona perché mi sembra il modo migliore per narrare una storia.

La tua prima pubblicazione è stata “L’essere è poesia”, raccolta di liriche pubblicata da Seneca Edizioni nel 2009. Cosa significa per te la poesia e cosa raccogli in quell’opera?
RISPOSTA:
La poesia per me significa tutto. Potrebbe sembrare una risposta affrettata e troppo generica, ma non lo è. Perché per me la poesia è: Natura, Amore, Amicizia, Affetto, in pratica la poesia è “Vita” in tutte le sue forme. In quella prima opera raccolgo me stesso e racconto di un adolescente che viene sradicato, anzi, si sradica da solo, dal luogo dove è nato, un piccolo paese arroccato su un colle nel cuore del Cilento, e si ritrova da solo in una grande metropoli come Torino. La mia prima poesia dal titolo “Il treno” la scrissi sul treno, appunto, il giorno che (Così recitano i primi versi di quella lirica: Il treno correndo mi portava via dalla terra amata e dalla mamma mia) scappai dal paese per non fare il contadino o il pastorello. Da quella mia prima in avanti, ogniqualvolta mi capitava o vedevo qualcosa che mi colpiva, scrivevo una poesia. Questo lo faccio tuttora: prendo appunti e non appena ho un attimo di tempo, scrivo.

Passiamo ora a parlare del tuo primo romanzo “La voce del silenzio” pubblicato da SBC Edizioni nel 2010. Un thriller o un giallo? I due generi vi si fondono? Cosa racconta questa storia, se puoi svelarci qualcosa?
RISPOSTA:
“La voce del silenzio”, anche se è stato collocato nella collana “giallo e nero”, secondo me, non è né giallo né nero e, se devo dirla tutta, non è nemmeno un thriller. Posso affermare però che, durante una presentazione, una persona che aveva già letto il romanzo, dopo aver ascoltato le disquisizioni del relatore e di un giornalista presente, intervenne deciso e disse: “Questo romanzo, se proprio dovessimo associarlo a un colore, lo abbinerei a un arcobaleno perché è un giallo che si mescola con il nero che poi si fonde con il thriller e, alla fine, passando per alcuni tratti di introspezione, sfocia nel rosa”. Sono d’accordo con quel lettore perché ha colto in pieno il topos e il senso per cui è stato scritto quel romanzo.
Non vorrei svelare troppo togliendo così il piacere a chi volesse leggerlo. Posso però dire che narra una storia come tante ma, al tempo stesso, unica nel suo genere. È la storia di un adolescente che pur ritrovandosi a vivere in compagnia della sua solitudine, vorrebbe emergere e perseguire i suoi sogni, a ogni costo. Nella semplicità della sua fanciullezza però, a quindici anni, non avrebbe mai potuto immaginare quante trappole si nascondessero in una città come Torino. Queste, giorno dopo giorno, erodevano i suoi sogni senza che lui se ne potesse accorgere. Quando si ritrovò accusato di omicidio e rinchiuso in una camera di sicurezza della questura e pareva tutto finito, quel ragazzo cominciò un discorso con se stesso, in silenzio. Fu proprio nel silenzio di quei giorni che, riflettendo sulla sua vita passata, riuscì a ricordare chi avrebbe potuto incastrarlo ritrovando così il modo per riannodare i fili del suo destino.

In ultimo ti chiedo quali sono i tuoi progetti e se hai ancora sogni nel cassetto che aspettano una loro pubblicazione.
RISPOSTA:
I progetti non sono meno dei sogni e dei romanzi che sono già nel cassetto. Come accennavo prima, negli anni addietro, ho scritto davvero tanto. Ora, oltre a “La voce del silenzio” ho già sistemato altri romanzi e un paio sono già in giro in cerca di fortuna che avrebbero già trovato. Ma l’esperienza vissuta negli ultimi due anni mi ha insegnato a non avere fretta e ad aspettare la proposta di un editore che creda e che investa nel romanzo non meno di quanto ci creda e sia disposto a investire io. Vorrei proseguire questo percorso, che mi sta davvero a cuore, ma vorrei farlo con un editore che badi sì al guadagno ma sia anche disposto a mettere in campo impegno e competenza per promuovere e divulgare il romanzo. “La voce del silenzio”, il mio primo romanzo pubblicato, è stato distribuito poco e male ma, grazie al passaparola, al tamtam mediatico e alle tantissime presentazioni, ha venduto alcune migliaia di copie. Il mio sogno è: il prossimo libro vorrei vederlo in tutte le librerie.
Grazie Tiziana, grazie a tutte le persone che mi hanno letto e grazie a chi, per ovvie ragioni, non è riuscito o non ha potuto farlo.

Infine segnalo a tutti il tuo sito ufficiale ben corredato di notizie e informazioni che ti riguardano: www.carmelocossa.com .

Complimenti per tutto!

Articolo di Tiziana Iaccarino.