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LadY K – Filastrocche

di - 9 novembre 2010
Voleva essere un principe, ma se ne scordò.

Diede un morso al rospo, ma non lo ingoiò.

Lieto pensai di svelarvi l’arcano,

narrando la storia del mio triste sovrano.

Venuto dal mare, finita la guerra,

Gianni Bellucci da Valpolicella

correva al galoppo dalla sua bella

polvere d’angelo che manda in rovina

guai a innamorarsi di lady ketamina

Lei pensa sempre e solo a se stessa,

si arriccia i capelli con aria sommessa,

ornata di piume e barocchi lustrini

non pensa di certo a sfornare bambini

del Valpolicella rifiuta la corte

in serbo per lei v’è ben altra sorte

che la compagnia del triste sovrano

al quale giammai vuol conceder la mano

lei vuol visitare luoghi lontani

insieme ad amici brutti e malsani

che giran rombando su dei cingolati

urlando peggio di cani castrati

stolti e ubriachi senza ritegno

fanno pagare a milady il suo pegno

e lei si sollazza con fare trionfante

regalando agli idioti un sorriso smagliante

Il cuore di gianni s’era presto intriso

del suo dolce sguardo e di quel sorriso

che lo sospingeva a galoppare

verso il suo misero triste finale

lady k trionfante conduce la festa

di lei resta il ricordo delle sue gesta

ma a un certo punto si scopre ingrassata

e dallo stupore crolla giù, collassata

gli amici alcolisti non se ne accorgon nemmeno

han tutti la testa schiacciata da un treno

dormono e neppure si rendono conto

del cavaliere che gli viene incontro

alza davvero un gran polverone

il valpolicella si sente un istrione

salta i beoti con guizzo felino

e si avvicina all’agognato bottino

scende dal ronzino e si avvicina alla bionda

i beoti pensano “ora la monta”

il sovrano invece la scuote soltanto

e comincia suadente a intonare il suo canto

“cosa più bella non ho visto mai,

lady ketamina distesa nei guai,

del suo candido viso che appare un pò spento

ma accende i sensi e mi brucia dentro

io capisco i motivi delle sue gesta

lasci che partecipi anch’io alla festa

la condurrò poi nel mio enorme castello

che potrà arredare come un bordello

dove vivremo felici e contenti

la nostra vita al di là degli stenti”

Il sovrano conclude così il suo discorso

e vendendo la pelle prima d’uccidere l’orso

sorride e spinto dalle buone intenzioni

si lascia trasportare dalle sue illusioni

le dona quindi un bacio suadente

assaggia le labbra della prepotente

Ma milady si desta e gli vomita addosso

pensando con questo di avergli risposto

gianni ritorna tosto all’attacco

ma la ketamina prepara lo smacco

“o figlio d’un cane, molla un pò l’osso!

come ti permetti di star così addosso

ad una che non ti vuole per niente,

chi te le mette certe idee in mente?

A me non piace la gente gentile

possiedi un castello?

io voglio un porcile!

sguazzarci dentro coi miei sporchi amici

solo così noi siamo felici

va via, galoppa e chiuditi dentro

lasciaci lieti col nostro tormento

che della tua vita felice non so che farne

tu mi offri pesce ed io voglio carne

tu bevi acqua ed io solo vino

vedi di sparire, sovrano meschino!”

il principe è stretto in un cerchio di luce

la disperazione via lo conduce

verso una lenta trasformazione

da principe in rospo, che umiliazione!

lady ketamina continua la festa

un’overdose stroncherà quel che ne resta

i suoi amici fattoni la seppelliranno

non sotto terra, ma in fondo a uno stagno

e resto soltanto io a raccontare

la triste storia del sovrano venuto dal mare

finito a nuotare intorno a uno stagno

per via dell’amore, che gran bel guadagno.

Nelle notti di luna, se andate a guardare,

potrete vedere lo stagno brillare

il principe rospo gracchiare un pianto

e l’amor che distende su tutti il suo manto.

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