Diede un morso al rospo, ma non lo ingoiò.
Lieto pensai di svelarvi l’arcano,
narrando la storia del mio triste sovrano.
Venuto dal mare, finita la guerra,
Gianni Bellucci da Valpolicella
correva al galoppo dalla sua bella
polvere d’angelo che manda in rovina
guai a innamorarsi di lady ketamina
Lei pensa sempre e solo a se stessa,
si arriccia i capelli con aria sommessa,
ornata di piume e barocchi lustrini
non pensa di certo a sfornare bambini
del Valpolicella rifiuta la corte
in serbo per lei v’è ben altra sorte
che la compagnia del triste sovrano
al quale giammai vuol conceder la mano
lei vuol visitare luoghi lontani
insieme ad amici brutti e malsani
che giran rombando su dei cingolati
urlando peggio di cani castrati
stolti e ubriachi senza ritegno
fanno pagare a milady il suo pegno
e lei si sollazza con fare trionfante
regalando agli idioti un sorriso smagliante
Il cuore di gianni s’era presto intriso
del suo dolce sguardo e di quel sorriso
che lo sospingeva a galoppare
verso il suo misero triste finale
lady k trionfante conduce la festa
di lei resta il ricordo delle sue gesta
ma a un certo punto si scopre ingrassata
e dallo stupore crolla giù, collassata
gli amici alcolisti non se ne accorgon nemmeno
han tutti la testa schiacciata da un treno
dormono e neppure si rendono conto
del cavaliere che gli viene incontro
alza davvero un gran polverone
il valpolicella si sente un istrione
salta i beoti con guizzo felino
e si avvicina all’agognato bottino
scende dal ronzino e si avvicina alla bionda
i beoti pensano “ora la monta”
il sovrano invece la scuote soltanto
e comincia suadente a intonare il suo canto
“cosa più bella non ho visto mai,
lady ketamina distesa nei guai,
del suo candido viso che appare un pò spento
ma accende i sensi e mi brucia dentro
io capisco i motivi delle sue gesta
lasci che partecipi anch’io alla festa
la condurrò poi nel mio enorme castello
che potrà arredare come un bordello
dove vivremo felici e contenti
la nostra vita al di là degli stenti”
Il sovrano conclude così il suo discorso
e vendendo la pelle prima d’uccidere l’orso
sorride e spinto dalle buone intenzioni
si lascia trasportare dalle sue illusioni
le dona quindi un bacio suadente
assaggia le labbra della prepotente
Ma milady si desta e gli vomita addosso
pensando con questo di avergli risposto
gianni ritorna tosto all’attacco
ma la ketamina prepara lo smacco
“o figlio d’un cane, molla un pò l’osso!
come ti permetti di star così addosso
ad una che non ti vuole per niente,
chi te le mette certe idee in mente?
A me non piace la gente gentile
possiedi un castello?
io voglio un porcile!
sguazzarci dentro coi miei sporchi amici
solo così noi siamo felici
va via, galoppa e chiuditi dentro
lasciaci lieti col nostro tormento
che della tua vita felice non so che farne
tu mi offri pesce ed io voglio carne
tu bevi acqua ed io solo vino
vedi di sparire, sovrano meschino!”
il principe è stretto in un cerchio di luce
la disperazione via lo conduce
verso una lenta trasformazione
da principe in rospo, che umiliazione!
lady ketamina continua la festa
un’overdose stroncherà quel che ne resta
i suoi amici fattoni la seppelliranno
non sotto terra, ma in fondo a uno stagno
e resto soltanto io a raccontare
la triste storia del sovrano venuto dal mare
finito a nuotare intorno a uno stagno
per via dell’amore, che gran bel guadagno.
Nelle notti di luna, se andate a guardare,
potrete vedere lo stagno brillare
il principe rospo gracchiare un pianto
e l’amor che distende su tutti il suo manto.






