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L’arte di fare la spesa. Al discount.

di - 25 giugno 2012

E’ uscita in libreria una guida preziosa e divertente per tutti coloro che non sanno o non hanno mai provato a fare la spesa al discount: “Discount or die” di Valeria Brignani

discount or die sitoNon tutti entrano e, tantomeno, sanno fare la spesa al discount. Nonostante i tempi di crisi, molti italiani sono sempre scettici al riguardo, é come se fossero spaventati dall’idea di dover comperare qualcosa che non sia di marca e dall’entrare in un posto solo apparenza brutto, povero e con prodotti inferiori. Vi farà cambiare idea e potrà essere una vostra guida preziosa, in tal senso, la varesina Valeria Brignani, creatrice del blog www.discountordie.org , nato “per condividere esperienze e creare un archivio collettivo e ragionato proprio per orientare il pubblico in quel grande universo delle sottomarche non solo nel nostro Paese e per difendersi dalla mania dilagante del brand”, come ci ha spiegato qualche giorno fa quando l’abbiamo incontrata qui a Roma.

Il blog ha avuto così tanti contatti e successo, che lo scorso maggio ne é nato un libro, Discount or Die  edito da Nottetempo e curato proprio dalla Brignani. E’ un diario collettivo ricco di consigli, ricette e pensieri con giudizi ironici ed impietosi sui prodotti senza marca che si possono trovare nei discount o in quelli che hanno la marca di note catene di supermercati e che vendono venduti proprio in questi ultimi a prezzi inferiori.

Ogni prodotto (alcuni sono buoni, altri così così, altri ancora classificati senza voto) é analizzato e, spesso, paragonato al suo gemello di marca, come ad esempio i tortellini della Carrefour che sono prodotti nello stesso stabilimento di quelli di Giovanni Rana, ma il consumatore “sceglie il prestigioso e rinomato marchio, per forza, un po’ per il brand, conosciutissimo, un po’ per il fatto che Lui ti sta fissando. Quindi mangi e ringrazi”, scrive l’autrice con ironia e simpatia, due ‘ingredienti’ fondamentali che giocano una parte importante nel libro.

la scrittrice Valeria Brignani con il suo libro, "Discount or Die" (Nottetempo) alla Biblioteca del Pigneto di Roma (photo: Fantasia)

la scrittrice Valeria Brignani con il suo libro, "Discount or Die" (Nottetempo) alla Biblioteca del Pigneto di Roma (photo: Fantasia)

Basti pensare a quando parla della birra Viktor dell’Iper, “temuta dai tossici molto più della roba tagliata male e che ti lascia uno stato di gonfiore assolutamente privo di ebbrezza alcolica che rasenta l’incredibile”. Oppure, all’aranciata Guizza, sottomarca del gruppo san Benedetto (“piuttosto, tenetevi la sete”), alle cicche Freedent (“dieci secondi di gioia. E basta” ), al Budino alla menta dell’Eurospin (“Il futuro non é roseo, é verdeo”) o quando parla dei prodotti/oggetti più rubati. “Sono le lamette per la barba, lo zafferano e i libri”, scrive Brignani, “quasi a voler ribadire che essere ben rasato, mangiare il risotto alla milanese e leggere siano dei lussi irrinunciabili che spingono una buona fetta della popolazione italiana ad infrangere la legge”. Un tempo c’erano anche i collant ed ultimamente, vicino alle casse dei supermercati, accanto a quei ‘magnifici tre’, si è aggiunta anche la Vodka, “per ricordarti che un’alternativa c’è”. Tanti sono, poi, i prodotti senza brand e buonissimi, come la Blues Cola (“non chiamatela imitazione!”), la birra dei frati, la pizza margherita Taverna San Giuseppe, alla non-Nutella e ai frollini del Todis “che sono buoni uguali a quelli di una nota marca, ma sono più brutti. Non c’è, infatti, una singola stella zuccherosa che abbia la forma che, per convenzione, attribuiamo alle stelle!”.

Un libro divertente, che vi darà consigli e vi farà sorridere…di gusto.

di Giuseppe Fantasia

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