L’autrice vicentina Didi Baggio che sta presentando al pubblico la sua prima opera letteraria dal titolo ironico ed irriverente “Suocera Regina” con un sottotitolo ancora più divertente e che la dice davvero lunga su quanto questo argomento scatenerà la curiosità e l’interesse del pubblico, si racconta per parlare di sé e della sua opera.
Un romanzo che non è una semplice storia, bensì una sorta di “confessione” sottoforma di racconto che vuol aprire molti occhi, che vuol fungere di esempio, che vuol sovrastare quel cumulo di voci che in Italia si scatenerà pro e contro tale forma di verità atta a svelare anche i vizi e le virtù degli italiani stessi, in un’occasione di incontro e scontro socio-familiare davvero imperdibile.
Ciao Didi,
grazie per aver accettato di rispondere alle domande di questa intervista. Allora, comincio col chiederti quando nasce in te la passione per l’arte letteraria e in particolar modo per la scrittura.
RISPOSTA:
La passione è nata sin da piccola, mi piaceva andare in biblioteca a cercare libri sui quali sognare; era in uno stabile vecchio con i pavimenti di legno, quel puzzo di vecchio e di favola. Poi crescendo la lettura è diventata un modo per provare emozioni, fare miei i sentimenti altrui o per evadere dalla realtà.
Scrivere è stata un’evoluzione naturale della mia passione per la lettura. Negli anni ’80 non c’erano mail o sms o Facebook, quindi per ‘comunicare’ con amiche lontane ci scrivevamo lettere perché il telefono costava e soprattutto, i genitori avrebbero potuto ascoltare. Quando avevo davanti il foglio bianco dovevo trovare il modo per trasmettere immagini e sentimenti, era una sfida appassionante!
Quale è stato l’imput, il motivo o l’ispirazione che ti hanno spinto a raccontare una storia che farà davvero tanto discutere perché, in fondo, rispecchia una buona parte di realtà del nostro Paese.
RISPOSTA:
Sin dai primi giorni di ‘cacciata di casa’ non potevo credere a quello che stava succedendo e, per la prima volta, aprivo gli occhi sul grande dolore che si prova quando l’amore, che si credeva per la vita, finisce. E poi non potevo credere possibile che una persona che si dovrebbe amare invece venga calpestata. Sentii sin da subito il desiderio di evitare ad altre ragazze la mia stessa esperienza, perché si sa che per amore spesso una donna si annulla.
Quando rimasi senza lavoro un amico mi consigliò di cercare la possibilità dietro alla difficoltà, mi voltai indietro, guardai cosa mi aveva portata fino a lì e decisi di dedicare questo tempo alla stesura del diario dei miei 5 mesi di matrimonio.
Questo libro, per tua stessa ammissione, racconta una tua esperienza di vita. Ti va di parlarcene, anticipandoci anche in chiave ironica quel che intendi col sottotitolo: “A Vicenza e in tutta Italia i neomariti sono garantiti dalla formula Soddisfatti o Rimborsati“?
RISPOSTA:
Il mio matrimonio è durato 5 mesi, di cui sereni neanche due mesi; poi si è trasformato in un gioco quasi sadico dove la nuova famiglia cerca in vari modi di piegarmi al ruolo che loro hanno deciso per me. Il Game Over avverrà con una richiesta ‘scritta’ dove mi si chiede di lasciare la casa per la serenità della famiglia.
Il titolo fa riferimento alla sentenza ‘maschilista’ del giudice dove viene considerata ‘scritta in buona fede’ la cacciata di casa e che porterà all’assegnazione di tutti i miei beni all’ex marito … forse per il disturbo arrecato…
Quale messaggio intendi, quindi, trasmettere e portare alle donne di oggi che già devono affrontare tante difficoltà tra casa e lavoro, vita privata e professionale districandosi tra mille impegni?
RISPOSTA:
Innanzitutto con questa esperienza ho capito l’importanza del ‘volersi bene’, dobbiamo essere felici e chi ci ama deve permetterci di essere noi stessi sempre, si può migliorare ma non dobbiamo essere soffocati in una personalità che non è la nostra. L’Amore, secondo me, può crescere e durare solo in questo contesto.
Poter essere noi stesse, sentirci accettate per come siamo ci farà sentire bene ed affrontare con speranza ogni giorno ed ogni difficoltà.
E cosa consigli a chi si dovesse trovare nella stessa situazione che hai raccontato tu con coraggio e determinazione davvero ammirevoli, portando quasi una denuncia all’attenzione del pubblico che di certo apprezzerà questa tua iniziativa.
RISPOSTA:
Innanzitutto di fare il check-up al proprio rapporto di coppia e, se si sta subendo un amore meglio farsi forza e lasciare la nave prima che affondi. In più di qualcuna mi ha scritto che sta con il compagno solo perché ha paura a rimanere sola … sbagliatissimo! Si stanno buttando via giorni di vita preziosi!
Meglio parlarsi chiaro ed affrontare a cuore aperto i dubbi che si hanno e, se quello che ne esce sentiamo che non può renderci felici meglio invertire rotta.
Altri consigli ‘tecnici’ si trovano nel libro.
Grazie mille, Didi.
Per me è stato un piacere ed un onore intervistarti e segnalo a tutti che è possibile ricevere ulteriori informazioni sul tuo divertente, piacevole ed interessante libro al sito ufficiale dedicato allo stesso su: www.suoceraregina.it , mentre per contatti possono scrivere alla e-mail: promozione@suoceraregina.it .
Tiziana Iaccarino.















