Lex e Sten – La Legge dello Stencil
ottobre 17, 2009 in Dillinger Video, Dossier Artistic da Dillinger
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Lex e Sten, probabilmente i due più famosi street artists in Italia, hanno accettato di essere intervistati per Dillinger – ma, come sempre, senza mostrare il viso.
Tengono al loro anonimato perchè preferiscono che ad essere guardate siano le loro opere, piuttosto che le loro facce. Usano la strada come tela, dipingendo in modo illegale, ma non hanno un obiettivo politico diretto. E forse l’arte non lo ha mai.
Sono diversi, opposti, ma si completano. Lavorano insieme in uno studio di San Lorenzo, a Roma (via dei Piceni 1), dove ci hanno ospitato per parlare di street art, progetti e vita.
Dillinger li ringrazia di cuore per questa bellissima intervista.
Intervista di Gaia Geraci e Chiara Lo Cascio, video di Alessandra Magnaghi
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- Lex e Sten – Barile, 2008
La Biografia di Lex e Sten
Sten e Lex sono i pionieri dello “stencil graffiti” in Italia. Iniziano l’attività a Roma nel 2001. I primi stencil raffigurano icone dei b-moovies come Bruce Lee, il tenente Colombo, Dirty Harry. Di lì a poco la ricerca li porta a raffigurare volti anonimi di studenti ripresi dagli annuari dei college degli anni 60 e 70. Un percorso che tende a scrollarsi dalle spalle l’aurea Pop delle origini ed a recuperare volti anonimi senza la ripetizione che caratterizza la tecnica dello stencil. Uno stesso stencil non è stato mai ripetuto più volte, la matrice infatti ha potenzialità di ripetizione infinite ed il paradosso sta proprio nel non ripetere una stessa matrice più volte. Un filone paralleo è quello delle stampe e delle incisioni, Sten e Lex riprendono dettagli di francobolli banconote ed illustrazioni del passato, come le illustrazioni di Gustave Dorè, e le rendono monumentali, dipingendo su poster di grande formato, alti tre quattro metri. La tecnica dello stencil appartine alla famiglia delle tecniche incisorie, per questo motivo lo studio delle arti di stampa del passato è stato ed è ancora molto importante nel loro lavoro. Spesso tra le loro immagini ripercorrono elementi sacri ed ecclesiastici, il tono non è irriverente ma fa sempre parte di quel recupero dell arte classica che viene riproposto attraverso una formalità soggettiva dei due artisti. La loro importanza in ambito internazionale è dovuta al fatto che sono stati i primi al mondo ad introdurre nella tecnica dello stencil l’utilizzo della mezza-tinta, i loro stencil sono composti da punti, pixel, e linee che compongono immagini di senso compiuto. Punti e linee che hanno letture diverse a seconda della distanza da cui si osserva l’mmagine, a distanza ravvicinata l’immagine appare astratta, allontanandosi l’immagine si configura nella sua interezza ed appare sempre più realistica. La tecnica in questione è stata da loro stessi definita HOLE SCHOOL. Le immagini che oggi propongono riguardano ritratti personali a partire da foto da loro stessi scattate, l’utilizzo della mezza tinta fa sembrare i loro lavori stampe ed incisioni del passato. Il loro merito riguardo la tecnica dello stencil è stato riconosciuto da Banksy, il più importante street artist a livello internazionale che li ha inivitati in occasione del Can’s Festival di Londra. In quell’occasione la Santa di Sten e Lex è stata dipinta a fianco al Buddha di Banksy. I loro stencil poster e dipinti murari sono presenti in ogni parte di Roma e nelle pricipali città europee.
Il loro studio, Off the street, si trova a Roma in via dei Piceni 1.
Le Mostre di Lex e Sten
2009
- Sopra il Sotto-Tombini Art raccontano la città cablata- zona Tortona,Milano
- Perffusion Festival, Strasburgo
- Box3, Rialto Sant’Ambrogio, Roma
- Wallpaper, Palermo Design Week,Palermo
- Sten, Salotto 42, Roma
- Urban Superstar Show, Museo Madre, Napoli
- Meno Lex Più Lux, The House of Love and Dissent ,Roma
- Po-stern, The House of Love and Dissent ,Roma
- Vinyl Factory, Mondopop ,Roma
- Nix Krise, Superplan, Berlino
- Box3,Teatro Vascello, Roma
- Classical Review by Artcock -a cura di sten lex lucamaleonte, Off the street, Roma
- Lex Solo Show, Salotto 42, Roma
2008
- Via Brick Lane,Bricklane gallery,Londra
- The Sketchel Group Show,Mondopop,Roma
- OfftheStreet,studio/gallery,Roma
- Infart,Festival,Bassano del Grappa
- Power & Currency,Factory Fresh Gallery,New York
- Nuart Festival,Stavanger
- Stencil History X,Festival,Parigi
- Scala Mercalli,Auditorium,Roma
- Can’s Festival,Londra
- Money Lisa,Mondopop,Roma
- Sten solo show,Avantgarden Gallery,Milano.
- City Slang, Dorothy Circus, Roma (catalogo).
- Les fleurs du Mal,1857-2007, galleria di Palazzo Bellarmino, Siena (catalogo).
- Stencil History x, inoperable galeery, Vienna.Stencil history x, galerie Anne Virginal, Parigi.
2007
- Lucamaleonte, Sten e Lex, tre street artist fotografati (a cura di Maria Teresa Capacchione), Festival Internazionale di Fotografia, San Lò, Roma.
- Yo!! What Happened to Peace?, The House of Love and Dissent, Roma -itierante internazionale-, catalogo
- International Poster Art seconda edizione (a cura di Sten, Lex, Lucamaleonte), ESC Atelier Occupato, Roma.
- The Skulls of Rome (a cura di Drago e WhyStyle), Becool store, Rome (catalogo)
- Xacto Mundo, Pawn Gallery, Dallas Texas.
- Stencil History X, Galerie Anne Virginal, Parigi (catalogo)
2006
- International Poster Art (a cura di Sten, Lex, Lucamaleonte), ESC Atelier Occupato, Roma.
- Another Thing ad Enzimi (a cura di L. Lombardi), Spazio Bocca di Dama, Roma.
- Street Art: Sten Lex Lucamaleonte (a cura di E. Giovagnoni), Galleria Vetrina Contemporanea, Roma.
- Vincitore del concorso Opere Murarie (Sten, Lex, Lucamaleonte), indetto da Moving Gallery, per lo spazio Bocca di Dama, Roma.
- Street Nature Show, Albuquerque, New Mexico.
- Nuove visioni, Rashomon, Roma.
2005
- Sten, Esc Atelier occupato, Roma.
- Off the street, Granma,Roma.
2004
- Urban Act 2, Studio 14, Roma.
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sono d’accordo, la nostra generazione è olto più sveglia, peccato che sia in letargo in atesa di futuro, se cominciassimo a fare…….. come loro sarebbe già un grande passo avanti
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e poi mi piace la loro arte
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io sto con lex…. sten è troppo individualista, ma ha anche il coraggio della sincerità
grazie a tutti e due
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due grandi street artits, i loro lavori parlano da soli
ultimamente riescono a coniugare anche le espressioni più classiche dell’arte con la loro immancabile vena underground!
big up!
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avete presente lo ying e lo yang? l’esattezza, la completezza,il chiaro e lo scuro che insieme creano qualcosa di potente? ecco sono loro
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La loro arte è un tesoro del nostro tempo.
Se come dicono loro i giovani di questa generazione sono più svegli… Facciamolo vedere!
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quella della street art è un’arte non convenzionale..condivido la loro lotta contro i canali canonici dell’arte. un amico pittore mi dice sempre che il mondo dell’arte è una “puttana”: sei degno di essere chiamato pittore e quindi comprato e quindi apprezzato solo se è un determinato olimpo di critici, molto spesso casta ignoranti, a deciderlo.
siete simpatici!
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brava anche l’intervistatrice!!
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Dietro a tanto anticonformismo c’è la voglia, il desiderio di realizzare sogni comuni….. bravi!!
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Lo confesso, ho sempre apprezzato la street art, ma da quando ho visto questo video la guardo con occhi nuovi.
E’ come se cogliessi e vedessi qualcosa di ulteriore dietro a ogni opera.
Grazie a Lex e Sten perchè sono le loro parole che hanno generato questo cambiamento.
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Sono della persone sincere ma secondo me entrambi vivono l’arte in modo individuale! E’ un modo di vivere la street art divero, larte finalizzata all’ arte e senza motivi di contestazione, in un periodo storico come questo anche gli artisti di strada, che sono quelli più infervoriti, hanno perso il patos per la società. A me personalmente non piace l’arte fine se stessa anche se comunque realizzano delle belle opere. Complimenti.
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Naturali, leggeri. Coinvolgenti, conviviali.
INFORMALI, ACCESSIBILI, AUTOIRONICI. Contro il logorìo della vita moderna.
Un po’ come il Cynar(t).
Sproloqui a parte, ho sempre pensato che la prepotenza con la quale la street art si impone agli occhi del mondo, così gratuita, immediata meravigliosamente cristallina, potesse essere un anello essenziale nel paradigma comunicativo. quello dei contenuti intendo.
Ma Lex e Sten, mi hanno velatamente lasciato intuire, la malinconica necessità di proporre il bello per il puro piacere di condividerlo. Permettendo all’autenticità del gesto di sopraffare la necessità di intravedere un fine utilitaristico in qualunque cosa si faccia. non a caso Platone definiva “il Bello” come “il Vero”. Fluttuanti. Onesti. Belli. Approvo.
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L’arte è emozione ed io mi emoziono sempre guardando la vostra arte
grazie
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