“Il mio compito é quello di far uscire il paese dalla crisi, gestendo il periodo post conflitto per ristabilire I principi fondamentali dello Stato, della Buona Governanza, della Riconciliazione Nazionale e per avviare lo ripresa economica necessaria per evitare di ritornare ai tempi buii della Liberia. Per attuare queste promesse mi basta un mandato, quindi non mi presenteró ad un secondo mandato, avendo giá servito la Nazione”, aveva pronunciato la Presidente Ellen Johnson Sirleaf durante la cerimonia di investitura dopo la sua vittoria alle elezioni presidenziali del 2005. Una vittoria ottenuta con una massiccia frode elettorale voluta dall’Amministrazione Bush e organizzata assieme alle Nazioni Unite.
A distanza di cinque anni la Presidente Sirleaf ha cambiato idea, annunciando la sua volontá di candidarsi alle elezioni presidenziali che si terranno tra ottobre e novembre prossimo poiché, ci spiega: “La Liberia non puó correre il rischio di essere governata da politici inesperti. Contro I miei desideri sono costretta a candidarmi per assicurare che il Paese continui ad essere governato da professionisti”.
Come la maggioranza dei Presidenti Africani anche la Dama di Ferro, che avrebbe salvato la Liberia e promosso la rivoluzione rosa, ha evidentemente preso gusto per la gestione del Paese che in Africa si attua tramite il rafforzamento del Potere personale e I relativi vantaggi economici e privilegi elargiti a familiari e membri del clan o della tribú d’appartenenza.
L’unico ostacolo é presentato dalla Costituzione che prevede che un candidato alle elezioni presidenziali possa essere considerato elegibile solo se possiede la cittadinanza e dopo aver trascorso almeno dieci anni ininterottamente nel paese. Sirleaf ne ha trascorsi solo cinque…
Superare l’ostacolo.
La Presidente Ellen, ha pensato bene di aggirare questo ostacolo, cambiando la Costituzione attraverso una votazione al Parlamento dove il suo partito (il Partito dell’Unitá) detiene la maggioranza assoluta.
Contrariamente a suoi omologhi come il Presidente Ugandese Museveni, Ellen non é riuscita a cambiare la Costituzione con un semplice voto al Parlamento. La Commissione Elettorale e la Corte Suprema l’hanno obbligata a promuovere un referendum.
L’opposizione al progetto del Presidente Ellen era prevedibile in quanto I Liberiani considerano la loro Costituzione (redatta nel 1847) piú importante della Bibbia.
Nel dramma di assenza di identitá nazionale la Costituzione rappresenta l’unico elemento di unitá e l’unico orgoglio collettivo. La Costituzione é molto rigida nella protezione della cittadinanza e prevede misure protezioniste tese a scoraggiare la richiesta della cittadinanza da parte di stranieri.
La cittadinanza é stata pensata su basi razziali.
Solo ad africani é permesso di avere o di richiedere la cittadinanza Liberiana. Ogni persona che non é nata nel Continente Africano é esclusa soprattutto I bianchi. Stesso dicasi per persone appartenenti alla Comunitá Nera Americana.
Non é invece vietata la doppia cittadinanza, misura voluta dagli ex schiavi americani per garantire il legame con gli Stati Uniti.
Constretta ad indirre un referendum, MA’ El’en ha raccolto esclusivamente tra i membri del suo partito e parenti di essi, le necessarie 10.000 firme per richiederlo inserendo altre tre richiesta di modifiche costituzionali.

Manifesto delle elezioni Presidenziali dove la missione ONU in Liberia incoraggia la popolazione a partecipare al voto, per poi attuare le frodi elettorali a favore di Ellen Sirleaf
Un Referendum fatto a misura.
I quattro quesiti referendari sono stati pensati dal Partito dell’Unitá per favorire il Loro Presidente e rafforzare il controllo sul Paese.
Il primo quesito prevede il cambiamento dell’articolo costituzionale sui criteri di eleggibilitá di un candidato alla Presidenza, diminuendo il periodo obligatorio di residenza nel paese da 10 a 5 anni. Ellen é arrivata in Liberia solo nel 2005. Se l’articolo costituzionale rimmarrá inalterato non si potrá presentare alle elezioni del 2011.
Il secondo quesito prevede di cambiare la data delel elezioni Presidenziali dal secondo martedí di Ottobre al secondo martedí di Novembre. É l’unico quesito sensato visto che in ottobre la stagione delle pioggie é ancora nel suo apice e in Novembre comincia ad avvicinarsi alla sua fine. Spostando le elezioni in Novembre si aumenterebbe l’affluenza alle urne di migliaia di persone che in Ottobre sono normalmente bloccate nei loro villaggi a causa delle strade allagate ed impraticabili.
Il terzo quesito prevede di aumentare il periodo di permanenza alla carica di Giudice Supremo della Giustizia dagli attuali 70 anni a 75 anni. L’attuale Giudice Supremo (che ha favorito le frodi a favore di Ellen nel 2005) compierá 70 anni un mese prima delle elezioni. Secondo l’attuale Costituzione dovrebbe andare in pensione. Al Presidente verrebbe a mancare un valido alleato per garantirsi la vittoria elettorale.
Il quarto quesito prevede di permettere la maggioranza semplice per tutte le elezioni escluse quelle Presidenziali. A causa di inettitudine, corruzione ed errori politici ed economici madornali nelle imminenti elezioni si potrebbe verificare che il partito di Ellen non riesca ad ottenere la maggioranza assoluta creando cosí una situazione instabile qualora Ellen fosse eletta.
Se vince il No tutti a casa.
Se il No vince questo referendum la maggioranza degli attuali candidati alla Presidenza e alla Vice Presidenza non potranno candidarsi poiché non ha passato gli ultimi dieci anni nel paese.
Tubman (candidato per il Partito del Cambiamento Democratico) é ritornato in Liberia nel 2004, dopo essersi dimesso dalla sua Carica alle Nazioni Unite di Rappresentante Speciale per la Somalia.
Weah ha la residenza nello Stato della Florida dove in teoria sta ancora studiando. Brumskine (candidato per il Partito della Libertá) é ritornato in Liberia nel 2003.
Mayson (candidato per la Coalizione Nazionale per la Democrazia0 ha ancora la residenza in Nigeria.
Solo due candidati alla Presidenza non hanno mai abbandonato il paese: Jewel Howard Taylor (prima moglie di Charles Taylor) e il criminale di guerra Prince Johnson (candidato per il partito Unitá Nazionale per il Progresso Democratico) ora divenuto un pastore protestante e che controlla la contea piú popolata dopo la capitale: Nimba, dove é originario.
Gli effetti sui partiti liberiani in caso di vittoria del No.
Se il No vince questo referendum creerá uno tsumani politico in Liberia. Il Partito dell’Unitá di Ellen sará costretto a cercarsi un’altro candidato. Potrebbe essere l’attuale Vice Presidente Joseph N. Boakai oppure Samuel Bondo. Il primo é un buon uomo ma privo di carisma, il secondo é un uomo d’affari privo di scrupoli e odiato dalla popolazione. Nella nomination di un nuovo candidato alla Presidenza del Partito di Ellen, si potrebbe verificare una lotta interna che potrebbe distruggere il partito.
I primi segnali provengono dalla nomination svoltasi recentemente nella Contea di Bong dove i bollettini di voto per nominare il candidato della Contea al Parlamento (che potrebbe diventare Ministro in caso di vittoria) hanno subito delle frodi a favore di Samuel Bondo che ha inoltre speso migliaia di dollari americani per comprarsi i voti.
Con Tubman e Weah fuori gioco il Partito per il Cambiamento Democratico (PCD) sarebbe costretto a presentare come candidato la prima moglie di Taylor: Jewel Howard Taylor che é il leader del Partito Nazionale Patriottico alleatosi con i PCD.
Gli altri partiti non hanno candidati di spicco e sarebbero costretti a presentare dei candidati oscuri ed insignificanti. Solo Prince Johnson il criminale di guerra avrebbe le carte in regola per candidarsi a Presidente.
L’opposizione ha deciso di suicidarsi?
Nonostante le chiare conseguenze, i partiti di opposizione hanno deciso di sostenere il No. Tubman e Weah incoraggiano a non partecipare al referendum con l’obiettivo di far mancare il quorum necessario per validarlo. Gli altri partiti incoraggiano a votare No.
L’obiettivo principale dei partiti di opposizione é quello di impedire la candidatura del Presidente Ellen Johnson Sirleaf. Per salvaguardare le loro candidature contano sulla Corte Suprema. Una volta che l’attuale Giudice Supremo sará costretto ad andare in pensione (se vince il No), il suo sucessore, vicino all’opposizione potrebbe introdurre delle interpretazioni dell’articolo costituzionale.
Pur rispettando l’obbligo di residenza di dieci anni ininterrotti, la Corte Suprema potrebbe accettare la candidatura di esponenti politici che sono stati all’estero durante gli anni della guerra civile e del regime di Taylor in qualitá di rifugiati politici.
A questa eccezione sarebbero inclusi anche i candidati che hanno ricoperto all’estero importanti cariche presso l’ONU, l’ECOWAS e presso l’Unione Africana e i candidati che si trovavano all’estero per motivi di studio (il caso di Weah).
Se queste eccezioni fossero stabilite dalla Corte Suprema l’unica esclusa sarebbe Ellen Sirleaf che ritornó nel paese nel 2003 dopo aver fallito la sua candidatura alla Presidenza ad Interim presso l’Unione Africana ad Accra un anno prima. Tra il 2002 e il 2003 Ellen non ha ricoperto nessun ruolo presso Istituzioni Africane o presso l’ONU, non é stata iscritta a nessun corso universitario o Master. Semplicemente risiedeva negli Stati Uniti, intenta a confabulare con Bush sul futuro della Liberia…
Comunque a distanza di solo un giorno dalla data limite prevista per il 15 Agosto 2011, la maggioranza dei partiti, compreso il partito del Presidente, non hanno ancora registrato presso la Comissione Elettorale i nomi dei loro candidati per la Presidenza e la Vice Presidenza.
Solo il partito Unitá Nazionale per il Progresso Democratico (sicuro che il suo leader non avrá nessuna conseguenza rispetto ad un qualsiasi esito referedario) ha registrato il suo candidato alla Presidenza: Prince Johnson.
É veramente paradossale che nella giovane democrazia della Liberia il solo candidato in regola con la legge elettorale sia un criminale di guerra.
La popolazione é sufficientemente informata?
I cittadini liberiani non sono stati sufficientemente informati sui quesiti del referndum. La maggioranza non sa nemmeno qualis sono. Semplicemente si affidano ai consigli di amici, genitori e leader dei partiti, ricevendo non spiegazioni ma parole d’ordine: “Vota tutto Si. Vota tutto No. Non andare a votare”.
Jerom Verdier, il Rappresentante della Commissione Veritá e Giustizia ha recentemente affermato: “In realtá il referendum sulle modifiche costituzionali é un voto pro o contro Ellen Sirleaf. Quindi stiamo facendo due elezioni nello stesso anno e a distanza di qualche mese tra la prima e la seconda, e con delle istituzioni come la Commissione Elettorale che stanno dimostrando di non essere all’altezza di gestire i due processi elettorali. Il risultato é l’aumento di conflittualitá, confuzione e caos visto che la maggioranza degli elettori é semi analfabeta”
Ellen disposta a giocarsi tutto.
Per scongiurare la vittoria del No, che automaticamente metterebbe fine alla sua carriera politica, Ellen sta spendendo delle fortune per la campagna referendaria a favore del Si, utilizzando ovviamento il denaro pubblico diminuendo ogni giorno le riserve di dollari americani della Banca Centrale. Sui giornali, alla TV e alla Radio quotidianamente sono pubblicati o trasmessi appelli a votare Si. La cittá é piena di giganteschi striscioni per il Si.
Ellen non disdegna a riccorre anche a mezzi poco ortodossi. Si ha la sensazione che sia riuscita a trovare delle complicitá all’interno della Comissione Elettorale .
Quest’ultima ha annunciato all’opinione pubblica di aver ricevuto le schede referendaria giá stampate e pronte ad essere messe a disposizione per il Referendum, previsto per il 23 Agosto 2011. Il problema risiede nel numero di schede stampate: 2.500.000!
Gli aventi diritto al voto (su una popolazione di 2.700.000 persone) sarebbero 1.700.000 , quindi ci sarebbero 800.000 schede referendarie stampate in eccesso… Membri del suo partito, coordinato da suo figlio, stanno contattando i cittadini liberiani piú poveri offrendogli 150 dollari americani se accettano di consegnare le loro carti elettorali.
Vi é il sospetto che vi sia giá un accordo con membri della Commissione Elettorale affinché accettino le carte elettorali comprate anche se presentate da individui di cui la loro identitá non corrisponde con quella indicata nella carta elettorale.
Stranamente questi evidenti tentativi di frode, denunciati dalla stampa nazionale e dalla popolazione non ricevono alcuna reazione da parte della Missione ONU in Liberia, né dai partiti di opposizione.
Indipendentemente dal dubbio che l’ONU appoggi spudoratamente Ellen anche durante le imminenti elezioni Presidenziali, informazioni da fonti interne che esigono l’anonimato rivelerebbero (se fondate) che l’ONU avrebbe deciso di chiudere un occhio sulle frodi durante il referendum per evitare il caos politico e l’instabilitá del paese in caso di vittoria del No.
Anche i principali partiti di opposizione danno l’impressione che non si opporranno ad eventuali frodi elettorali a favore del Si. Molti candidati alla Presidenza vogliono la testa di Ellen ma hanno il timore che la loro strategia concordata con la Corte Suprema per attuare delle eccezioni all’articolo costituzionale della residenza di 10 anni possa non funzionare.
In quel caso le loro teste si troverebbero nello stesso paniere contenente quella di Ellen.
Insomma il Referendum del 23 agosto 2011 é un tipico Pasticcio Liberiano.
Fulvio Beltrami
14 Agosto 2011
Monrovia – Liberia
fulviobeltrami1966@gmail.com












Caro Fulvio,
dato che hai citato anche qui la presunta “frode elettorale dell’ONU” durante le elezioni del 2005 ai danni della popolazione liberiana, potresti linkarmi qualcosa che supporta questa tesi?
Grazie
Caro Luca,
Rispondo volentieri alla tua domanda.
Prima di tutto non e’ una mia tesi.
I miei articoli sono scritti dopo accurate ricerche sul terreno come le vecchie ma ancora valide scuole di giornalismo americane ed europee insegnano.
Trovandomi da alcuni mesi in Liberia le ricerche sul terreno sono facilitate dalla mia presenza fisica nel paese che mi offre la possibilita’ di contattare testimoni, sentire le idee e gli umori della popolazione, facilitato anche dalla mia capacitá di interagire con la mentalitá africana senza preconcetti da occidentale e priva di interessi personali visto che non ho attivitá economiche né devo difendere gruppi aziendali qui nel Continente Africano.
Ovviamente le notizie ricevute vanno vagliate ed analizzate per evitare strumentalizzazioni.
Ma quando 156 persone (di ceti sociali divesi e appatenenti a partiti politici diversi) su 238 persone contattate affermano che le elezioni del 2005 sono state truccate e che fisicamente i caschi blu dell’Onu hanno gettato le schede elettorali in mare allora, permettemi che o si e’ creata una leggenda urbana o si tratta di una veritá. Tra queste persone ci sono anche degli ex sostenitori di Ellen che sono stati delusi dalla politica che ha portato avanti durante il suo mandato, ispettori dei seggi e rappresentanti di associazioni per i diritti umani.
Purtroppo questo lavoro di indagine di reporter non viene ormai piu’ svolto perché costa troppo per le testate giornalistiche inviare un reporter esperto in loco per le indagini.
Oltre al costo economiche c’e’ anche la tempistica. Ormai le notizie sono divenute merce da bruciare immediatamente e quindi non c’e’ piu’ spazio per indagini che richiedono tempo, (per esempio prima di scrivere l’articolo sul referendum in Liberia ho indagato per due mesi).
Quindi si preferisce fare un lavoretto di copia ed incolla di comunicati di agenzie di stampa internazionali o di vedere se sulla rete web c’e’ un pezzo gia’ scritto da ricopiare e farlo proprio, dimenticandosi che questo non e’ giornalismo ma plagio e violazione dei diritti d’autore.
Ovviamente se ti aspetti qualche rapporto o inchiesta interna dell’ONU ebbene sarai molto amareggiato nel trovare nulla, perché cane non mangia cane.
Come per esempio non troverai nulla sulla complicitá degli osservatori internazionali ONU e della Comunitá Europea che coprirono le evidenti frodi elettorali commesse da Museveni nelle elezioni Presidenziali del 2006.
Oppure i veri risultati delle ultime elezioni nella Costa d’Avorio in cui, paradossalmente, la popolazione Ivoriana aveva preferito il criminale Gagbo al criminale Ouattara…
Ormai gli osservatori intenazionali certificano la correttezza di una elezione secondo gli interessi geostrategici delle multinazionali occidentali. A volte una elezione fraudolenta diventa trasparente e viceversa.
La denuncia di frodi elettorali fatta da Weah subito dopo i risultati del secondo turno non e’ stata presa in considerazione dalla Missione dell’ONU che in quel momento (ma ancora oggi di fatto) governava la Liberia.
Al contrario il Consiglio di Sicurezza ONU diede l’ordine alla missione di tenersi pronta ad affrontare eventuali rivolte della popolazione.
Fu solo la saggezza di Weah ad impedire che la popolazione continuasse nella rivolta contro i risultati che avrebbe portato al caso il paese.
Per finire penso che la veritá non possa essere confusa con quanto é pubblicato in rete poiché le notizie contenute possono essere modificate o fatte sparire dalla rete senza problemi.
E qui sta il nocciolo della tua domanda. Non mi chiedi la fonte e la metodologie delle notizie raccolte ma mi chiedi di linkarti qualcosa in merito.
Dieci anni fa nemmeno un giornalista dillettante come il sottoscritto avrebbe ricevuto tale richiesta per confermare la veridicitá tramite internet delle notizie riportate…
Ricordiamoci che Realtá e Veritá spesso non sono dentro ma FUORI dalla Rete.
Chi confonde la rete con Realtá e Veritá accetta di essere prigioniero di un mondo virtuale, troppo spesso controllato dai potenti della terra. Il film Matrix oltre ad essere piacevole a guardarlo ha il merito di offrire un messaggino sull’argomento.
In ultima analisi Internet ha reso possibile il sogno di Orwelliana memoria di modificare non solo il passato remoto ma anche il presente (o quasi).
Nulla pero’ ti impedisce di fare una ricerca di motore tenendo conto che quello che e’ contenuto in Internet non deve essere confuso con la realtá.
Di certo non sono io che devo dimostrare la veridicitá delle informazioni riportando link sull’argomento.
L’unica realtá che rimane valida é la memoria storica collettiva.
Qui in Liberia, trattandosi di avvenimenti di cinque anni fa credo che sia ancora MOLTO viva.
Quindi la notizia E NON LA TESI della complicitá della Missione ONU nelle frodi elettorali delle Presidenziali in Liberia del 2005 non deve trovare conferma su internet ma tra la popolazione liberiana che ha subito questa colossale privazione del diritto alla democrazia.
Non credere che si possa applicare il ruolo di super partis dell’ONU che é ormai una favoletta per bambini. L’ONU esiste per difendere UNICAMENTE i forti interessi mondiali che non sono quelli dei paesi Africani o del Terzo Mondo.
Tanto per farti un’esempio (riportato nel mio articolo) all’annuncio che la Commissione Elettorale ha stampato 2.500.000 schede referendarie quando gli elettori sono 1.700.000 non ha ricevuto nessuna reazione da parte della Missiione di Pace dell’ONU qui a Monrovia.
NEMMENO UNA FRASE.
Come si dice? CHI TACE …
Fulvio Beltrami
15 Agosto 2011
Monrovia – Liberia
fulviobeltrami@gmail.com
Caro Fulvio,
ti ringrazio per la tua risposta veloce e puntuale.
Vorrei precisare solo alcune cose.
Ti ho chiesto di “linkarmi qualcosa” per non darti troppo disturbo. In effetti la prima volta che scrissi il commento avevo scritto “fonte”, ma poi ho deciso che forse ti avrei chiesto troppo.
Per quanto riguarda realtà-verità che non vanno confuse con la rete: sono d’accordo. Infatti giusto l’altro giorno, in un articolo pubblicato qui su Dillinger, ho scritto: “quello che c’é scritto su internet non è sacrosanto” (anche perchè se no dovremmo credere a bufale come quelle sull’NWO).
Chiaramente, non potendo venire di persona in Africa, mi devo accontentare di quello che posso trovare sulla rete, o quello che mi possono raccontare indirettamente ragazzi che sono nati e cresciuti là, o persone che sono state là con ONG o associazioni varie.
Un’ultima cosa sulla rete.
Se realtà e verità non devono essere confuse con la rete e che vari potentati possono andare a modificare le notizie sulla medesima, è anche vero che se fosse sempre così anche questo articolo e gli articoli che hai scritto qui e altrove dovrebbero essere velocemente cancellati. Cosa che non succede. Dobbiamo concludere che ci possono provare (e qualche volta riuscire), ma che incorrono nell’impossibilità dell’oblio completo della rete. Esempio: possono pure togliere un video da you tube, ma se il video è in mano a varie persone può essere rimesso ancora su altre piattaforme e poi fatto girare attraverso social networks vari.
Un altro esempio di come la rete abbia aiutato a scoprire balle costruite ad arte è stato lo sputtanamento del video delle “fosse comuni” in Libia.
e ora una nuova domanda:Considerando l’articolo che tu scrissi sulla Cina (che tra l’altro trovai molto interessante e molto simile a quello che scrissi io tempo fa http://www.taurillon.org/La-politica-estera-della-Cina-in-Africa-e-nel-resto-del-mondo ) l’emergere delle nuove potenze, i cosidetti Brics, potrebbe cambiare l’ONU in meglio?Potrebbe portare alla tanto auspicata riforma?
p.s. Adoro Matrix