Mubarak si è dimesso. L’Egitto è libero

di - 11 febbraio 2011

L’Egitto è libero. Mubarak si è dimesso. Il popolo è in festa. Ore 18.34 viene data la notizia delle dimissioni del presidente Mubarak.

Guarda la diretta su AlJazeera

Suleiman in televisione annuncia che il presidente Hosni Mubarak ha rinunciato al suo mandato e ha dato l’incarico alle forze armate di gestire gli affari di stato. La piazza Tahir ha accolto l’annuncio con un boato enorme. Un tripudio di bandiere egiziane sventolate in piazza Tahrir con sottofondo di fischi e grida di giubilo ha accolto l’annuncio delle dimissioni di Mubarak. Da un lampione viene agitato un fantoccio impiccato che era stato appeso già giorni fa.

L’esercito annuncia che si è rifugiato a Sharm.

Ore 18.47 – Egiziani di tutto il mondo si stanno riversando nelle strade per festeggiare la liberazione

Le città di Alessandria, Il Cairo e le maggiori città del paese sono invase da urla, suoni di ogni tipo, clacson. I cittadini si congratulano gli con gli altri.

Ore 19.04 – Le prime reazioni nel mondo si fanno sentire. Esulta Hamas, il vicepresidente americano Biden dichiara che si tratta di una svolta storica irreversibile, Ban Ki-moon auspica una transizione pacifica e si congratula con il popolo egiziano. Le borse salgono mentre la svizzera congela i conti di ogni conto o bene che si riferisca a Mubarak.

Ore 19. 09 – El Baradei annuncia all’emitente al Arabya di non candidarsi alle prossime presidenziali

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  1. la solita storia delle alleanze “strategiche” che rendono stabili personaggi di dubbia “levatura”….certo che fa senso sentire di uno Stato in mano ai militari…speriamo bene per i cittadini egiziani!

  2. Una rivoluzione emozionante, e una lezione per tutti da parte del mondo islamico! Ma concordo con Marco: il potere è passato ai militari mentre, secondo la costituzione egiziana, avrebbe dovuto passare al portavoce del Parlamento. Speriamo nel governo di transizione che dovrebbe traghettare l’Egitto verso libere e democratiche elezioni.

  3. speriamo bene, perchè anche il nostro futuro dipende da quello di quei popoli

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