Nascita, vita e morte di “un’esigenza”. Parabola semiseria dell’Autoradio

novembre 23, 2008 in Satira, Società da Mr.Reds

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Più di qualcuno sicuramente ricorderà le scene del film “Il Sorpasso” nelle quali veniva

inquadrata una fiammante (per l’epoca) autoradio perfettamente incastonata nella plancia della Lancia Aurelia di un fiero Vittorio Gassman. Erano i primi anni 60′ e le autoradio entravano trionfalmente negli abitacoli delle auto degli italiani, rigorosamente integrate nella plancia della vettura.

Negli anni 70′, un’ entità che per comodità d’ora in avanti chiameremo Piero, decise che si doveva assolutamente avere la possibilità di estrarre la radio dalla macchina onde preservarla da possibili furti. Hai visto mai ti rubassero la plancia! …L’idea, inizialmente apprezzata dai tanti “diligenti acquirenti” di comode  valigette di acciaio del peso di 1kg, dimostrò più avanti tutti i suoi limiti sotto forma di altrettante valigette abbandonate sotto altrettanti sedili di altrettante macchine in altrettanti sperduti parcheggi…

…ma per fortuna Piero verso la fine degli anni 80′ partorisce la soluzione. Che si asporti solo parte della radio, il frontalino per la precisione, questo faciliterà di molto le cose. Ed in effetti il fantastico frontalino aveva ingombri e peso decisamente inferiori. Ciò nonostante, le tetre custodie nere fecero goffamente capolino dalle tasche di tanti uomini e colmarono le pochettes di tante donne per poco tempo. Il cassettino di fronte al passeggero reclamava un suo ruolo nella commedia.

Ma Piero non è tipo che si lascia scoraggiare. Non vuole che questa pressante ed universale esigenza di portare con sè l’autoradio si trasformi in un impedimento o peggio ancora in una preoccupazione per la comunità. Negli anni 90′ Intuisce che asportando solo una parte della radio, un pezzo grande come un rossetto per esempio, risolverà definitivamente il problema. Ed in effetti nessuno si sentì di negare un taschino al prezioso gingillo. Di contro, quanta tristezza negli abitacoli di coloro i quali, e non furono pochi, inavvertitamente smarrirono il pezzo. Condannati al silenzio o peggio ancora alla conversazione in auto.

Piero vacilla. Non riesce a trovare una soluzione adeguata al problema. Vuole che ogni membro della comunità vada a dormire tranquillo, scevro dal timore di essere, nottetempo, indebitamente privato della propria “sudata” autoradio. Ma non vuole che questo vada ad impattare sulla mobilità e sulla logistica del suddetto membro.  Il cruccio di Piero cresce,  fino alla sera in cui in televisione diedero, rigorosamente alle 3 del mattino, “Il Sorpasso” di Dino risi. Piero vedendo Gassman sfrecciare con l’Aurelia sull’Aurelia a suon di canzonette anni 60′ ebbe l’illuminazione. Eravamo alle soglie del 2000 e Piero stabilì che le radio dovevano essere integrate, perfettamente incastonate nella plancia sin dall’inizio.

Mica si possono portar via la plancia d’altronde!

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