NBA 2009/2010: Western Conference Preview
ottobre 30, 2009 in Sport da Francesco Mariani
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La stagione NBA è ormai iniziata, con le prime partite, ed è tempo di chiudere il quadro dei pronostici con l’altra metà d’America, ovvero la Western Conference, sede dei campioni in carica dei Los Angeles Lakers. Come per la Eastern, analizziamo i 15 teams secondo la suddivisione per division (scusate il gioco di parole).
NORTHWEST DIVISION:
Denver Nuggets: Dopo l’entusiasmante stagione 2008/2009 in cui hanno raggiunto la finale di conference, persa contro i futuri campioni gialloviola, l’obiettivo quest’anno per Denver è consolidare la propria posizione di top team, resa possibile l’anno scorso dalla trade Iverson-Billups che ha portato un leader d’esperienza alla franchigia del Colorado. Il nucleo dell’anno scorso è sostanzialmente immutato, con Anthony designato top scorer e J.R. Smith chiamato a rompere definitivamente il busillis sulle sue qualità: più genio o sregolatezza (salterà le prime 7 partite per squalifica…)? La risposta segnerà il cammino dei Nuggets!
Minnesota Timberwolves: A Minneapolis il processo di ricostruzione, derivante dall’onda lunga della cessione dell’uomo-simbolo Kevin Garnett, è ancora ai primordi e ci si attendono ulteriori stagioni di pura sofferenza, senza la benché minima chance di playoff. Unica luce in una squadra dalle parecchie ombre, l’accoppiata di lunghi Love-Jefferson, potenzialmente devastante: peccato che Love si sia infortunato in preseason alla mano e non rientrerà prima di metà dicembre…
Oklahoma City Thunder: Prospettive completamente differenti rispetto a Minnie, invece, per una squadra in forte crescita, come sono i Thunder. La seconda parte della scorsa stagione ha fatto intuire quanto potrebbe essere roseo il futuro di questo giovane team, che ha la sua stella indiscussa in Durant, ex 2° scelta e rookie of the year 2007/2008, oggi sicuramente di diritto fra i 10 giocatori migliori della lega. Ad Oklahoma City c’è ancora il grande entusiasmo della nuova squadra (traslocata da Seattle l’anno scorso) che, unita alla freschezza di giovani rampanti come Green e Westbrook e alla solidità dei lunghi Krstic e Collison, fanno di OKC una delle possibili sorprese della stagione.
Portland Trail Blazers: Ecco un’altra stagione dal potenziale altissimo, se non il più alto in NBA, come da più parti prospettato. Nel 2007/2008 un’inesperta Portland ha centrato 54 vittorie con la prima scelta 2007 Oden spesso infortunato e comunque sotto le attese. Quest’anno l’innesto di un esperto playmaker come Andre Miller appare perfetto per completare la franchigia guidata dal fortissimo Roy. Coach McMillan è pronto a replicare il ciclo vincente già instaurato a Seattle con Ray Allen e Rashard Lewis: occhio a questi Blazers!
Utah Jazz: 23° stagione di coach Sloan alla guida dei Jazz, dopo la sua recente elezione (meritatissima) nella Hall of Fame di Springfield. In questo lunghissimo periodo i Jazz hanno mancato raramente i playoff, ma quest’anno sembrano non poter ambire a più di un primo turno. Infatti uno dei perni della squadra, Boozer, ha chiesto ripetutamente di essere ceduto (e non sarebbe poi un cattivo affare, data la sua cronica fragilità), minando così un ambiente solitamente pacato, ma già provato dalla recente scomparsa del presidente Miller. Deron Williams è il faro, ma senza una trade che coinvolga Boozer non ci si può aspettare molto.
Pronostico:
1) Portland Trail Blazers – 2) Denver Nuggets – 3) Utah Jazz – 4) Oklahoma City Thunder – 5) Minnesota Timberwolves
PACIFIC DIVISION
Golden State Warriors: Una delle squadre dal gioco offensivo più spumeggianti della lega, ma…poco altro. Nelle rotazioni strettissime di coach Nelson manca, infatti, un leader carismatico che sappia condurre i Warriors nell’arco di una stagione massacrante come quella NBA, come fu Baron Davis nel 2007 quando Golden State, 8° testa di serie, eliminarono al 1° turno i Dallas Mavericks, primi favoriti ad Ovest. Inoltre il capitano Jackson vuole essere ceduto, e quindi la lotteria appare inevitabile per una squadra davvero troppo fragile difensivamente.
Los Angeles Clippers: Disastrosi l’anno scorso con appena 19 vittorie a fronte di 62 sconfitte, i Clippers sono pronti a riguadagnare rispetto e posizioni ad Ovest. L’innesto della 1° scelta Griffin (infortunato comunque le prime partite di regular season) va a rafforzare ulteriormente una frontline già decisamente consistente, anche se molto soggetta ad infortuni, con Kaman e Camby. Fondamentale comunque, sarà, (vedi sopra), l’apporto di Davis: se il Barone dovesse tornare il trascinatore dei tempi dei Warriors, ci sarà da divertirsi quest’anno anche nella metà povera della città degli angeli.
Los Angeles Lakers: I campioni NBA in carica non sono ancora sazi, nonostante i 10 e 4 anelli già incamerati dai loro simboli, Phil Jackson e Kobe Bryant. I gialloviola sono ulteriormente migliorati nella off-season aggiungendo il controverso talento di Artest (ricordate la rissa di Auburn Hills nel 2004?) in cambio di Ariza. L’unico problema pare essere la panchina non troppo profonda che metterà molta pressione sui titolari, fra i quali il 35enne Fisher. Ma, nonostante l’infortunio iniziale a Pau Gasol, con Kobe in campo e Phil sul pino, sono ancora loro i favoriti ad Ovest!
Phoenix Suns: La squadra dell’Arizona è in forte rinnovamento. Sono rimasti, infatti, solo Nash, Stoudemire e Barbosa dell’era d’oro firmata Mike D’Antoni, ai quali si aggiungono diversi giocatori di medio-basso profilo, a parte l’eterno Grant Hill e l’atletica guardia Richardson. I playoff sono ancora possibili pur con Nash 35enne, ma la panchina è decisamente troppo povera di talento per poter sognare in grande, pur col ritorno al “run and gun” dantoniano con coach Gentry.
Sacramento Kings: Alla Arco Arena ricordano tutti con crescente nostalgia le epiche sfide ai Lakers di inizio anni 2000, quando i Kings giocavano, con la loro Princeton offense, il basket più spettacolare in NBA. La realtà odierna parla di un roster completamente da rifare, eccezion fatta per il top scorer Kevin Martin. Il trend negativo degli ultimi anni non è quindi destinato ad interrompersi a breve. Da seguire il rookie israeliano Casspi, arrivato in estate dal Maccabi Tel Aviv.
Pronostico:
1) Los Angeles Lakers – 2) Los Angeles Clippers – 3) Phoenix Suns – 4) Golden State Warriors – 5) Sacramento Kings
SOUTHWEST DIVISION
Dallas Mavericks: Si apre per i Mavericks la stagione della verità: è un’annata “do or die” quella che si prospetta per i vicecampioni NBA 2006. Se non si ritornerà ai fasti di 3 anni fa, si procederà allo smembramento del nucleo attuale, che comprende il 36enne Kidd come timoniere (quantomeno opinabile il suo rinnovo per 3 anni a 20 milioni di dollari…), i veterani Marion e Gooden a caccia di rivincite, il talento mai completamente sbocciato di Josh Howard e, ovviamente, l’uomo-franchigia: Dirk Nowitzki. Il tedesco ha saltato gli europei, causa imposizione dei Mavs, ed è nell’ultimo anno di contratto. Dallas ha un’ottima e profonda panchina, illuminata dal tiratore Terry: ci sono tutti gli elementi per fare bene, ma bisogna farlo subito!
Houston Rockets: Le perdite di Yao (fuori tutta la stagione) e Artest, il rebus McGrady (quasi sempre infortunato), sembrano dei macigni troppo pesanti da assorbire anche per gli esperri Rockets, che si affideranno a molti ex-europei sotto canestro (Scola, Andersen e Mensah-Bonsu), non sufficienti però a colmare il vuoto lasciato dall’infortunio del cinese. Se non torna T-Mac ai suoi livelli, addio playoff, altrimenti rimangono una buona squadra.
Memphis Grizzlies: L’innesto estivo di Iverson potrebbe essere la scossa per una squadra decisamente perdente nelle ultime stagioni, dopo la cessione di Pau Gasol ai Lakers. Tuttavia l’arrivo di “The Answer” servirà molto probabilmente solo a riempire maggiormente il FedEx Forum (spesso con ampi vuoti l’anno scorso) senza migliorare notevolmente il numero di vittorie dei Grizzlies, frenati dall’egoismo dei propri giocatori migliori (Randolph, Mayo, Gay, lo stesso Iverson), che renderà molto arduo il raggiungimento di una buona chimica di squadra.
New Orleans Hornets: Le ultime stagioni in Louisiana sono state sempre entusiasmanti, grazie all’immenso apporto di Chris Paul e la sapiente regia dalla panchina di coach Byron Scott. L’estate, però, ha portato solo Okafor per Chandler, e non sembra una miglioria tale da permettere agli Hornets di rimanere ai vertici della Western Conference. Il confinamento di Stojakovic al ruolo di riserva sembra essere l’emblema del calo di questa franchigia. Playoff molto difficili.
San Antonio Spurs: Gli speroni sono tornati! Fra gli addetti ai lavori c’è un consenso unanime sul ritorno da protagonisti dei texani, dopo una stagione 2008/2009 molto tribolata, e segnata dagli infortuni degli uomini simbolo (Ginobili, Duncan e Parker). Ai “Big Three” neroargento sono stati aggiunti Richard Jefferson e McDyess, che offrono la nuova linfa necessaria a questo gruppo, provato dalle mille battaglie già affrontate, per tentare un nuovo assalto all’anello. Probabile partenza in sordina, prima della primavera, quando molto probabilmente si vedranno i veri Spurs….
Pronostico:
1) San Antonio Spurs – 2) Dallas Mavericks – 3) Houston Rockets – 4) New Orleans Hornets – 5) Memphis Grizzlies
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Mannaggia… Io sono rimasto ai tempi remoti… XD
I Grizzlies da Vancouver si sono spostati a Memphis? E gli Hornets non stavano a Charlotte?
Porca miseria, è cambiato tutto in 10 anni!
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Eh sì! A Vancouver non ci andava nessuno a vedere le partite (anche perchè i Grizzlies perdevano sempre…), mentre New Orleans ha sfruttato un calo di popolarità degli Hornets a Charlotte per depredarsi la franchigia…mi sa che con i Bobcats attuali a Charlotte rimpiangono molto i calabroni!
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Grande acquisto Artest, credo che quest’anno vinceranno la loro conference con ancora più vantaggio.
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