Ieri presso il tribunale tedesco di Stuttgart si é svolta la prima udienza del processo contro due criminali ruandesi: Ignace Murwanashyaka e Straton Musoni. I due imputati sono accusati di aver pianificato e coordinato le attivita’ della milizia genocidaria hutu: Forze Democratiche per la Liberazione del Ruanda (FDLR) che hanno causato massacri contro civili e strupri di massa all’est della Repubblica Democratica del Congo. Il Governo Tedesco si presentato al processo come parte civile.
Ignace Murwanashyaka e Straton Musoni sono due personaggi tristemente noti nella Regione dei Grandi Laghi. Ex membri del governo Hutupower di Abyarimana, hanno partecipato alla preparazione e alla gestione del genocidio del 1994.
Dopo la sconfitta delle Forze Armate Ruandesi, delle milizie genocidarie e la presa del potere del Fronte Patriottico Ruandese (il movimento guerrigliero di Paul Kagame che mise fine all’ultimo genocidio del ventesimo secolo), Murwanashyaka e Musoni si rifugiarono all’est dell’allora Zaire nei campi profughi gestiti dalle Nazioni Unite.
La loro fuga nel confinate Zaire fu protetta dal contingente militare francese nell’ambito della tristememente famosa operazione militare Tourqoise[1] nonostante che lo Stato Maggiore Francese fosse a conoscenza che i due individui appartenevano alla sfera di comando del governo genocidario.
I due leader genocidari riuscirono ad immigrare in Germania pochi mesi dopo il suo arrivo nello Zaire, grazie all’aiuto di esponenti della Chiesa Cattolica nell’Est dello Zaire tra cui alcuni missionari italiani simpatizzanti dell’ideologia nazista del Hutupower e ancora presenti nell’attuale Repubblica Democratica del Congo.
Murwanashyaka riuscí ad ottenere la cittadinanza tedesca grazie ad un matrimonio e si installó a Mannheim nel sudovest del paese. Musoni, nonostante il fatto di non aver mai ottenuto la cittadinanza tedesca, é riuscito sempre ad ottenere regolari permessi di soggiorno senza che le autoritá tedesche sospettassero di ospitare un pericoloso criminale.
Murwanashyaka nel 1997 creó il FDLR, un gruppo armato genocidario nato dalle ceneri delle Forze Armate Ruandese e della milizia genocidarie Interhawame. Il FDLR inzió le sue attivitá nell’est del paese con l’obiettivo di riconquistare il Ruanda, finire il progetto della soluzione finale (lo sterminio di tutti i cittadini ruandesi di origine tutsi) e crerae un paese monoetnico (hutu). Musoni divenne il suo braccio destro.
Nella realtá il FDLR effettuó rare incursioni militari nel Ruanda, concentrandosi nel controllo territoriale di parte dell’est del Congo. Inizialmente finanziato dalla Francia e dal Vaticano il gruppo armato gradualmente perse gran parte del sostegno finanziario a causa della sua “inerzia” nel portare avanti l’obiettivo di riconquista del Ruanda. Il FDLR riuscí a compensare la diminuzione dei finanziamenti internazionali grazie al controllo di varie miniere d’oro e di coltan all’est del paese che in questi anni hanno fruttato milioni di dollari. Ancora oggi il FDLR, attraverso triangolazioni commerciali, fornisce ingenti quantitá d’oro e di coltan alle multinazionali, soprattutto europee.
Il leader del FDLR Murwanashyaka e tutta la leadership era basata in Germania e in Francia dove coordinava le attivitá dei miliziani all’est del Congo.
Il Governo Tedesco accusa i due alti esponenti genocidari di 26 crimini contro l’umanitá e di 39 crimini di guerra, tutti compiuti nell’est del Congo contro la popolazione civile.
Un terzo sospetto, il famoso Callixte Mbarushimana, residente in Francia, é stato recentemente estradato ed é sotto processo presso il tribunale della Corte Internazionale dei Crimini con le identiche accuse dei suoi compari in Germania.
Secondo quanto comunicato dal Governo Tedesco l’azione legale intrappresa contro i leaders del FDLR ha come obiettivo spezzare il clima di impunitá e di complicitá internazionale che ha permesso la continuazione delle attivitá genocidarie degli esponenti dell’Hutupower e di smantellare il gruppo armato FDLR, contribuendo a stabilizzare la fragile situazione all’est del Congo.
Questa importante atto di giustizia é stato possibile grazie alla sensibilitá del Governo Tedesco sulla tematica dei crimini contro l’umanitá. Sensibilitá che nasce dal triste passato nazista del paese. Le autoritá tedesche sincermente ignoravano le attivitá genocidarie di questi due criminali e l’arresto (avvenuto qualche mese fa) é stato deciso dopo delle meticosole inchieste a seguito della formale richiesta di persecuzione giudiziaria inoltrata dal governo ruandese.
La sede del processo a Stuttgart e’ altamente simbolica poiche’ in questa cittadina tedesca c’e’ l’unico Memorial esitente in Europa delle vittime del dimenticato genocidio armeno del 1915. Il Memorial e’ stato costruito nel 1980 presso il Cimetero Pubblico di Stuttgart.
Al contrario la Francia, nononostante qualche passo in avanti come l’estradizione di Callixte, continua a ospitare, nascondere e proteggere vari alti funzionari genocidari, prima tra tutti la moglie dell’ex presidente ruandese: Agathe Habyrimana.
L’Italia, grazie ad una meticolosa operazione di cover up portata avanti dal Vaticano, é un altro paese dove i genocidari ruandesi hanno trovato rifugio. Nuove identitá e supporto finanziario da parte della Chiesa hanno permesso a questi criminali contro l’umanitá di sfuggire alla giustizia internazionale e di rifarsi una vita. Nonostante che molti di loro non siano piú coinvolti in attivitá genocidarie, hanno pesanti responsabilitá nel genocidio del 1994. La maggioranza di essi sono dei preti ruandesi che hanno preso parte attiva durante i 100 giorni del Ruanda.
Il caso del prete ruandese hutu che fu scoperto dal African Rights ad esercitare il ruolo di vicario in una parrocchia della diocesi di Firenze e’ emplematico. Nonostante i vari testimoni oculari in ruanda che accusavano Emmanuel Uwayezu di essere coinvolto nel massacro del 07 maggio 1994 svoltosi nel complesso scolastico cattolico Misericordia di Maria nella cittadina di Kibeho, dove era direttore e organizzo’ assieme alle milizie l’uccisione di 80 alunni tutsi tra i 12 e i 20 anni; il Vaticano lo ha difeso cercando di impedire l’arresto effettuato dall’Inerpool: http://www.interpol.int/Public/ICPO/PressReleases/PR2009/PR200997.asp
L’ordine di proteggere questi preti genocidari ruandesi fu diramato da Papa Giovanni II che in questi giorni sta per essere beatificato come santo…
Fulvio Beltrami
05 maggio 2011
Kampala Uganda
fulviobeltrami1966@gmail.com
[1] L’Operazione Tourqoise, ordinata dal Governo Francese, aveva come obiettivo proteggere la popolazione civile ruandese. In realtá il contingente militare francese aveva l’obiettivo di salvare quello che rimaneva del governo genocidario, delle Forze Armate Ruandesi e delle milizie genocidarie portandolo al sicuro nello Zaire per poi riorganizzarlo nella successiva fase della guerra per la riconquista del Ruanda che, grazie alla complicitá dell’Alto Commisariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR) e di varie ONG internazionali, duró due anni. Le forze genocidarie che operavano dallo Zaire furono distrutte dall’Esercito ruandese tra il settembre e il novembre 1996 quando Paul Kagame decise di invadere lo Zaire.












Finalmente si comincia a far giustizia in una vicenda delle più cruente del continente africano. Come sia possibile che la Chiesa e stati come la Francia abbiano appoggiato, protetto o semplicemente tollerato simili crudeltà non ci è dato saperlo.
Eppure non commettiamo l’errore di credere che l’odio etnico tra Hutu e Tutsi sia di origine “africana”. Tutt’altro, le due etnie convivevano senza stermini prima del colonialismo occidentale da perte di Belgi e Tedeschi, i quali, per mantenere il controllo sulla popolazione e ottenere uno sfruttamento economico semplice e senza intoppi, hanno pensato bene di rendere una etnia (gli Hutu) predominate sull’altra (i Tutsi) scatendando cos¡ quel fenomeno che dopo molti anni si è trasformato in una delle guerre civili più sanguinarie del continente africano, un genocidio senza mezzi termini. La ragione di tanto odio viene da noi, dai subdoli meccanismi di controllo che abbiamo creato per legittimare l’abuso di potere di un’etnia sull’altra. Molto spesso si dimentica la sotria del colonialismo, soprattutto si dimentica che molte delle storture del continente africano oggi sono le conseguenze del nostro agire di ieri.
Caro Fulvio grazie per tenerci sempre informati!